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Sabato, 11 Luglio 2020

Nelle transazioni finanziarie i tentacoli delle mafie

Dalla “coppola” agli “swap”: l’evoluzione della mafia globalizzata: è il nuovo libro firmato da Domenico Marino e Gaetano Giunta. Entrambi docenti di Politica Economica all’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
La figura “folcloristica” della criminalità organizzata, formata da contadini con in braccio una lupara e in testa una coppola è ormai tramontata. Oggi, il fenomeno si è trasformato in una nuova generazione di colletti bianchi, che curano gli affari delle organizzazioni criminali le quali investono in maniera globale attraverso società legali, banche d’investimento o società “offshore”.
Di questo tema, si occupano  nel volume, edito da Rubettino, due docenti universitari specializzati in economia. Il titolo è  eloquente: Dalla “Coppola” agli Swap: l’evoluzione della mafia e della ‘ndrangheta globalizzata.
Il libro fa una panoramica dei problemi legati alla criminalità organizzata da un punto di vista diverso dal solito, cercando di cogliere non tanto gli aspetti sociologici, storici o culturali, quanto gli aspetti puramente economici del fenomeno in forte ascesa negli ultimi anni.
“Le mafie -  spiega il coautore del libro Domenico Marino - si sono trasformate in vere e proprie holding, capaci di operare in diversi mercati e diversi paesi applicando strategie economiche in grado di far crescere i propri capitali, guadagnati illecitamente, in modo del tutto legale”.

Domenico Marino docente di Politica Economica all’Università Mediterranea di Reggio Calabria


Lo scioglimento dei consigli comunali, le sanzioni interdittive per le imprese in “odor” di mafia ed il sequestro dei patrimoni illeciti, fino ad oggi sono stati gli strumenti in mano agli inquirenti per contrastare questo fenomeno, ma purtroppo,  adesso non sono più sufficienti per combattere del tutto il cancro delle mafie: “Oggi sono strumenti del tutto inadeguati –  spiega  il prof. Marino - perché i veri affari le holding criminali non li compiono più in ambito locale, ma agiscono a livello globale, quindi lo scioglimento dei comuni, ad esempio, è si una forma di contrasto, ma non distoglie le mafie dai veri traffici molto più remunerativi e convenienti come il traffico di droga o armi. I mafiosi agiscono a livello locale solo per dare prova della loro presenza radicata nel territorio attraverso le infiltrazioni negli  enti locali o il racket delle estorsioni, ma i veri affari li fanno oltre frontiera”.

Gaetano Giunta docente di Politica Economica all’Università Mediterranea di Reggio Calabria


Una testimonianza dell’ampiezza di questo  fenomeno che agisce su scala mondiale, è data anche dal fatto che i “nostri” gruppi criminali, un tempo si confrontavano con le cosche del territorio per spartirsi gli affari, oggi si dividono le fette di mercato con le mafie degli altri paesi nel mondo, quindi se prima la lotta per l’egemonia, si combatteva nei confini locali, oggi questa partita si gioca internazionalmente; in funzione di ciò, gruppi di maggior prestigio gestiscono affari di maggior spessore,mentre ai nuovi arrivati spettano i traffici meno redditizi e più rischiosi, perché più sorvegliati dalle forze dell’ordine. Questo non fa altro che acuire il problema, che comunque resta un doppio problema:  perché fin quando questi equilibri reggeranno, ogni gruppo criminale continuerà a portare avanti i propri affari con le conseguenze che conosciamo, ma se questi accordi dovessero saltare, potrebbero scatenare delle guerre di egemonia a livello internazionale.
Per combattere il fenomeno, secondo in prof. Marino, le forze dell’ordine devono riadattare il metodo investigativo all’evoluzione dei reati commessi dalle nuove mafie: “Non si tratta più di fare indagini tradizionali,  ma di agire mediante  indagini finanziarie in sinergia tra le polizie di tutto il mondo, con l’abolizione del segreto bancario, l’abolizione dei paradisi fiscali, senza però limitare la libertà degli scambi, ma cercando di vigilare sulle transazioni in modo tale da riuscire a seguire i flussi finanziari, e quindi bloccare il riciclaggio di denaro derivato da attività illecite che viene riversato ogni giorno sui mercati lecitamente”.