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Lunedì, 06 Luglio 2020

Il voto ed il sistema politico calabrese. L’analisi dei politologi dell’Unical

Mai come questa volta la Calabria ha espresso un voto “nazionale” e “mobile”. I numeri del risultato calabrese, di liste e coalizioni, sono molto simili a quelli nazionali, a volte coincidenti. E anche in Calabria il primo partito, anzi movimento non-partito come preferiscono definirsi, è il “Movimento 5 Stelle” (24,9%) come in Italia (25,5%). E come nel resto d’Italia il movimento di Grillo, come uno tsunami, ha travolto ogni cosa, a destra, a sinistra, al centro, sulla scorta del messaggio efficace di essere contro tutto il sistema vecchio dei partiti.
La stessa omogeneità del risultato nelle cinque province calabresi - con qualche lieve differenza dovuta a vecchie persistenze di radicamento politico - è l’indicazione che i calabresi hanno dato il loro consenso avendo un riferimento “nazionale”, non locale.
Persino  negli astensionisti le percentuali di Calabria e Italia si trovano ad avere un aumento similare, con la Calabria che ritorna ad essere ultima della classe, avendo “recuperato” quella leggera maggiore partecipazione del 2008 per la concomitanza delle elezioni provinciali di Catanzaro e Vibo.
L’ingresso in scena così prepotente di questo nuovo soggetto politico ha modificato, ancor prima del risultato elettorale, molto del sistema politico. I cambiamenti intervenuti hanno riguardato anche lo svolgimento della campagna elettorale che, a differenza delle altre votazioni, è stata solo nazionale. D’altra parte il porcellum, con le liste bloccate, non mettendo in competizione i candidati della circoscrizione fra di loro, quasi li neutralizza nella loro attività, relegandoli a semplici messaggeri che al più incontrano i fedelissimi del partito, senza osare oltre per convincere gli eventuali indecisi.
Alle tante attribuzioni in negativo del sistema elettorale occorre, quindi, aggiungere l’effetto di silenziare la campagna elettorale sul territorio e la conseguenza politica che i temi specifici del territorio – che possono emergere dall’incontro fra candidati e cittadini – non vengono annotati sull’agenda politica di chi dovrà governare e di chi starà all’opposizione.
Volendo attribuire una tipologia a questo voto “nazionale”, senza tema di sbagliare dobbiamo riferirci al voto di opinione, rientrando in questa categoria, a pieno titolo, la protesta affidata al voto. Ed è questo il motivo per cui il voto calabrese ha le stesse sembianze, ed esiti, del voto espresso nel resto del Paese. Il voto “personale” - quella modalità forse fin troppo abusata nelle scelte elettorali dei calabresi - il voto ai candidati, ha interessato solo una piccola parte dell’elettorato. In questa occasione, perciò, il peso dei candidati nel risultato elettorale è stato quasi ininfluente. Anzi, è molto probabile che le liste bloccate abbiano influenzato in maniera negativa le scelte degli elettori. Nelle liste dei partiti sconfitti molti cittadini probabilmente hanno individuato candidati “impresentabili”, per i loro trascorsi politici, per le loro parentele, per la loro estraneità alla nostra regione.
Qualche traccia del voto “personale”, comunque, si può individuare scorrendo i risultati in maniera più dettagliata. Qualche favorite son, il figlio prediletto candidato del luogo, è stato omaggiato del consenso dei propri concittadini. Gli effetti sono stati, comunque, limitati. Giusto a titolo di esempio, in provincia di Vibo “Intesa Popolare”, lista della coalizione di Berlusconi, passa dall’1,7% della Camera al 6,4% del Senato, per effetto della presenza quale capolista di un candidato vibonese a palazzo Madama.
Se vogliamo leggere il voto delle politiche in prospettiva delle prossime regionali non possiamo fare a meno di annotare che l’affermazione del partito di Grillo lancia un grave monito ai partiti presenti attualmente in consiglio regionale. Il Movimento 5Stelle, infatti, anche in Calabria ha affermato un nuovo modo di competere nelle elezioni, esclusivamente “contro” l’attuale sistema partitico. Anche se nelle regionali ritornerà il voto di preferenza e con esso il voto alla persona, lo tsunami a cinque stelle di queste elezioni ha lasciato il segno scombinando molti dei precedenti assetti. L’esperienza di questa e della tornata elettorale regionale siciliana dello scorso ottobre, dovrebbe, invece, insegnare qualcosa ai “vecchi” partiti. Eppure, secondo il rito sgradevole della prima repubblica, i maggiori esponenti regionali dei partiti hanno trovato il modo per ritenersi soddisfatti del risultato elettorale, nonostante l’entità della sconfitta (Pdl 215mila voti in meno rispetto al 2008, Pd meno 136mila). Per poter competere con il Movimento 5Stelle nelle prossime elezioni, regionali comprese, ci sarà bisogno di molto lavoro dei dirigenti di partito, vecchi o nuovi che siano, i quali dovranno presentarsi da qui a poco con un progetto e candidati credibili per ottenere il consenso dei cittadini e cercare di recuperare parte dei tanti voti perduti. E, forse, dovranno essere rifondati i partiti proprio partendo dall’esempio di questo non-partito che diventa più partito degli altri. Il Movimento 5 Stelle, infatti, è riuscito ad essere innovativo pur assumendo una propria fisionomia che risente delle caratteristiche dei vecchi partiti di massa. Oltre alla presenza del leader carismatico, i tanti militanti e simpatizzanti manifestano senso di appartenenza, valori di riferimento e lealtà al loro interno, e sono riusciti a far passare i pochi messaggi, ma efficaci, che hanno conquistato così tanti elettori. E, almeno per una volta, in questa tornata elettorale l’orientamento politico dei calabresi è in linea con l’Italia intera.

Camera 2013 Italia/Calabria
































































Italia



Calabria



CZ



CS



KR



RC



VV


Centrosinistra

29,5



28,3



28,5



28,3



28,4



27



31,6


Centrodestra

29,1



30,1



30,7



27,3



29,2



33,6



32,0


Mov. 5 Stelle

25,5



24,9



23,5



28,3



26,1



22,4



18,4


Scelta Civica

10,5



10,5



11,3



10,7



10,0



9,0



12,7


Altri

5,4



6,2



6,0



5,4



6,3



8,0



5,3



Andamento centrodestra, centrosinistra Calabria Camera (2006, 2008, 2013) e Regionali (2005, 2010)       



Camera Calabria  2006 - 2008 - 2013 – Voti PD, PDL e UDC
































2006



2008



2013



diff.2013-2008


PD

298.089



346.391



209.897



-136.494


PDL

360.058



438.719



223.334



-215.385


UDC

86.958



87.581



38.446



-49.135



Nel 2006 PD=DS e Margherita; PDL= FI e AN