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Lunedì, 13 Luglio 2020

Figulus, l'arte senza tempo dell'artigianato magno-greco

A Lamezia Terme da anni opera un giovane maestro artigiano, Francesco Serratore, che ha rivaluto con grande professionalità, mista alla voglia di far rivivere un'arte antica, il lavoro artigianale risalente ad epoche passate e ritenute, per anni, desuete da una A Lamezia Terme da anni opera un giovane maestro artigiano, Francesco Serratore, che ha rivaluto con grande professionalità, mista alla voglia di far rivivere un'arte antica, il lavoro artigianale risalente ad epoche passate e ritenute, per anni, desuete da una cultura della modernità poco riconoscente verso la storia.

Il giovane maestro artigiano, Francesco Serratore


Parliamo di "Figulus" che è l'evoluzione naturale dell'antico vasaio magno-greco, il figulo. La "bottega-laboratorio" nasce nel 1995 e riporta, dopo trent'anni, l'arte dei "pignatari" nel centro storico di Lamezia est. Nel 2006 ottiene il riconoscimento di Bottega Scuola (grazie alla legge regionale n. 15/2002. Il maestro Serratore da molti anni ormai si occupa anche e soprattutto di ricerca applicata sulle tecniche figuline. "L'idea che lo ispira - ha sempre dichiarato - è la ricerca e la personalizzazione delle antiche tecniche magnogreche per creazione destinate ad un ambiente contemporaneo vissuto". Ogni creazione di Serratore, in effetti, è opera d'arte esclusiva; espressione anche emotiva di un momento creativo volto all'incontro, nelle crete, del bello con la funzionalità. Il marchio Figulus è espressione d'arte applicata, nella quale matura l'dentificazione quasi magica della personalità del maestro con l'oggetto che egli foggia. Estranea alla ripetizione meccanica, ogni creazione al tornio porta con sé storia, tradizione e il silenzio degli artigiani di Piazza San Giovanni che lavorando ascoltavano i loro stessi silenzi. "La mia passione si è trasformata in lavoro - dice Francesco Serratore - un lavoro che oltretutto riporta in auge antichi mestieri e lavorazioni un tempo pregiate. Insomma, credo che in un momento di crisi come quello attuale riscoprire questi lavori e rimandare ai posteri l'arte della ceramica, di fatto ha un doppio significato".
Ma come avviene la lavorazione?
Il processo di lavorazione per la creazione di tutti gli oggetti in terracotta si divide in sei fasi fondamentali: la foggiatura che è la prima fase della lavorazione e consiste nel plasmare l'argilla al tornio per realizzare una forma. Quindi si passa alla rifinitura. Dopo qualche giorno di essiccazione l'oggetto arriva a temperatura cuoio, momento ideale per rifinirlo sempre al tornio con l'utilizzo delle mirette. Si va avanti con la engobbiatura ovvero, l'oggetto si presta per essere engobbiato con le varie argille (colori naturali). Si arriva poi al graffito che avviene sempre dopo qualche giorno di essiccazione con l'utilizzo di alcune punte ferrose che occorrono per procedere alla "decorazione a graffito". A questo punto si passa alla fase fondamentale prima della cottura che è la completa essiccazione del pezzo. Quindi, in ultimo, arriva la cottura che avviene all'interno di forni alla temperatura di 950°C per circa 8 ore. Ultimata la cottura il forno si raffredda lentamente per 24-36 ore. A questo punto è possibile aprire il forno e il ciclo di lavorazione è concluso.
Insomma, davvero un plauso al maestro Serratore che ha saputo ridare dignità all'arte di un tempo, regalandici infinite forme di ceramiche che rimandano a colori e creazioni suggestive per non dimenticare le nostre radici.