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Venerdì, 22 Gennaio 2021

La Battaglia di Maida in una mostra di pittura

Una data ormai entrata di diritto negli appuntamenti calabresi e nell'archivio storico-letterario della nostra regione. E' quella del 4 luglio. Ovvero il giorno "Battaglia di Maida" che si svolse nel 1806, nel centro lametino. A Maida, e nel circondario, questa Una data ormai entrata di diritto negli appuntamenti calabresi e nell'archivio storico-letterario della nostra regione. E' quella del 4 luglio. Ovvero il giorno "Battaglia di Maida" che si svolse nel 1806, nel centro lametino. A Maida, e nel circondario, questa data coinvolge tutti e rappresenta un grande evento.
Il 4 luglio 1806, infatti, proprio qui le truppe inglesi guidate dal generale Sir John Stuart sbaragliarono in poco tempo l’esercito napoleonico guidato dal generale Jean Reynier, adottando una strategia di attacco che, per fu conclamato - per molti - quasi come un modello di tecnica militare.

Battaglia di Maida


A Maida, nelle scorse settimane, tra gli altri eventi, è stato indetto un concorso promosso dall’Associazione culturale "La Lanterna". Una mostra collettiva di pittura per rievocare la battaglia. Una mostra collettiva di pittura senza alcuna limitazione tecnica, stilistica o artistica, per dare la possibilità agli artisti partecipanti di interpretare la battaglia di Maida secondo personali emozioni legate ai molteplici e singoli momenti storici.
All’iniziativa, curata dall’associazione culturale hanno aderito le Associazioni Gipso Art “Francesco Gerace” di Catanzaro, “Mythos”  di Gagliano, “Calabria in armi” di Catanzaro, G. Murat di Pizzo e artisti dei comuni limitrofi. Un modo, insomma, per attirare l’attenzione su una pagina di storia calabrese di portata internazionale e che nasce, come hanno spiegato gli organizzatori, "dal desiderio di celebrare l’evento attraverso il mezzo espressivo dell’arte". Vi è da evidenziare che durante la Battaglia di Maida, gli abitanti del posto si prodigarono senza risparmiarsi nella cura dei feriti inglesi e anche francesi,  proponendosi come - hanno evidenziato di recente gli amministratori locali, quali "precursori della moderna Croce Rossa". Insomma, un evento che ancora oggi desta grande interesse e che richiama nel Lametino migliaia di visitatori per vedere i luoghi e approfondire le loro proprie conoscenze. Da segnalare inoltre che il Re Giorgio III per la vittoria delle sue truppe coniò una medaglia commemorativa, e ancora oggi a Londra si può passeggiare in Maida Avenue e girare per il quartiere di Maida Vale. Per rimenare alla cronaca dell'evento del concorso, questi i 13 artisti selezionati: Scipione Carnovale, Nenè Cartaginese, Angelo Di Lieto, Elisabetta Fiocca, Francesco Gallo Cantafio, Raffaele Iannone, Jeso Marinaro, Salvatore Miglietta, Francesco Molè, Francesco Paonessa, Dino Vincenzo Patroni, Marisa Scicchitano, Cesare Augusto Taverna. La serata è stata allietata da Reale gruppo storico Gioacchino Murat di Pizzo.

Battaglia di Maida


La battaglia di Maida si svolse il 4 luglio del 1806 nel corso di quella che era una vera e propria campagna delle truppe napoleoniche finalizzata a invadere la Calabria al fine di completare l'occupazione del Regno di Napoli. Il contrammiraglio britannico, William Sidney Smith, temendo l'invasione francese della Sicilia dove il re Ferdinando IV si era rifugiato, fece sbarcare un corpo di spedizione forte di circa 5.000 uomini, comandato dal generale John Stuart, e diversi cannoni presso la Piana di Lamezia ai piedi del centro abitato di Maida.
La battaglia
Una colonna francese, poco provvista di artiglieria ma forte di circa 6.000 soldati, attaccò risolutamente i britannici con l'intento di rigettarli a mare. La frettolosa decisione del generale Jean Reynier, comandante delle truppe francesi, di attaccare invece di attendere rinforzi presso la posizione fortificata di Maida[2] si rivelò però disastrosa. Stuart dispose i suoi soldati su due file parallele, la tipica formazione adottata in battaglia dalla fanteria inglese, tenendo come riserva un reggimento e puntando anche ad interrompere la via di comunicazione del nemico per Monteleone. Inoltre fornì gli ordini per la difesa della testa di sbarco, da utilizzare in caso di sconfitta e di immediata ritirata,affidando il compito al capitano Fisher del reggimento svizzero Watteville. Nel contempo ordinò al giovane tenente del genio navale Charles Boothby di rimanere alla testa di sbarco. Boothby si sistemò sulla cima del bastione di Malta, da dove poteva assistere alle fasi della battaglia e dirigere i suoi uomini che difendevano la testa di sbarco. Reynier, che si era posizionato sulla sponda dell'Amato perché il fiume costituiva una protezione naturale contro le migliaia di briganti che infestavano il bosco circostante, schierò le sue truppe mettendo al centro il generale Franceschi-Delonne con 300 cacciatori a cavallo e i sei pezzi di artiglieria, a destra il generale Digonnet, con 1.250 uomini del 23º reggimento di fanteria leggera, a sinistra il generale Compére, con il 1º reggimento leggero e con il 42° di linea che contavano complessivamente 2.400 uomini.

Battaglia di Maida


In seconda fila agivano circa 1.500 soldati svizzeri e polacchi, comandati dal generale Peyri. Poco appoggiate dalla scarsa artiglieria (6 pezzi contro i 16 britannici), mentre i britannici godevano della protezione dell'artiglieria navale della flotta inglese, le truppe dell'imperatore, alle ore 8.30 del 4 luglio attaccarono in colonne di compagnie sotto il micidiale fuoco della fanteria britannica, che disposta su due linee si dimostrò in grado di sviluppare un impressionante volume di fuoco. Lo scontro durò solo dieci minuti, ma in quel breve lasso di tempo i francesi persero circa 500 uomini fra morti e feriti e di conseguenza si ritirarono precipitosamente su Catanzaro seguendo la vallata dell'Amato e abbandonando tutta l'artiglieria e tutto il materiale di cui disponevano. Le truppe britanniche ebbero una cinquantina di morti in tutto. I britannici si reimbarcarono due giorni dopo, avendo nel frattempo scaricato il materiale necessario a sostenere l'insurrezione in Calabria.

L'importanza di questo scontro, certamente non paragonabile alle grandi battaglie che si stavano combattendo in Europa centrale contro i Prussiani, risiede in primo luogo nelle conseguenze dirette dello scontro. Dopo Maida infatti la Calabria insorse e per almeno 4/5 anni non fu possibile controllarla per i francesi, in secondo luogo il combattimento si rivelò un chiaro segnale di come le armi da fuoco stessero lentamente ma inesorabilmente spostando il vantaggio tattico dall'attacco alla difesa. Nove anni dopo, quelle stesse truppe, schierate in doppia linea, fermeranno con il loro fuoco micidiale le colonne della Guardia imperiale sui declivi erbosi di Waterloo