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Venerdì, 10 Luglio 2020

“Il pensiero positivo. Come affrontare e vincere lo stress”. Viaggio nella mente umana per gestire un problema comune nel nuovo libro dello psichiatra Pasquale Romeo

I processi della mente influiscono sugli atteggiamenti e sui comportamenti umani e sul benessere della persona?

Lo scrittore Pasquale Romeo a Trieste in tour per la presentazione del libro “Il pensiero positivo”

E’ certo che nessuno è esente da processi mentali che, in un modo o in un altro, possono condizionargli la vita, i sentimenti e le emozioni, sia in maniera positiva che negativa. Mente e pensieri, se usati bene, hanno in particolare un ruolo determinante in situazioni stressanti, facilitando il successo delle persone. Lo psichiatra e psicoterapeuta Pasquale Romeo in “Il pensiero positivo. Come affrontare e vincere lo stress” (Diarkos Editore), uscito nelle librerie e negli store di libri online, aggiunge un altro approccio personale e scientifico a specifici argomenti specialistici dell’ambito disciplinare. Lo scrittore incrementa la sua vivace produzione letteraria che ha all’attivo più di ventisei libri e negli ultimi dodici anni ha visto nascere pure “Amore e caos. Protagonisti e vittime della vita affettiva” (Editore Rubbettino) e “Tradire. L’altra faccia dell’amore” (Bastogi Editrice Italiana).

L’autore del volume conosce molto bene i processi della mente, con quest’ultimo lavoro li analizza da un punto di vista differente, soprattutto dal lato dell’elaborazione del pensiero positivo. Già diversi argomenti, che investono le sfere della psiche umana, li ha trattati in trasmissioni e rubriche di tv e quotidiani; li ha anche spiegati e approfonditi in qualità di responsabile nazionale di Medicina legale per la disciplina psichiatrica del Gruppo di ricerca dell’Università di Siena; li ha divulgati, inoltre, ricoprendo il ruolo di direttore editoriale della rivista “Research”.

Negli anni scorsi, insieme all’importante teoria della ricerca scientifica in psichiatria e neuroscienze, sono stati anche elaborati dei modeling, degli schemi ben strutturati e funzionali in cui persone indipendentemente dal sesso, se uomini o donne, hanno brillantemente superato cause di stress e di inquietudine, hanno saputo come organizzare e pianificare meglio la propria vita, hanno ricostruito, piuttosto che prendersela col destino, aspetti fondamentali della propria esistenza, non attendendo ma agendo.

La copertina del libro “Il pensiero positivo”

I modeling, perciò, si sono rivelati utili per la crescita personale e per migliorare la vita delle persone e non sono, quindi, solamente modelli destinati alla formazione di studenti universitari prossimi alla laurea in psicoterapia o psichiatria.

C’era proprio bisogno di questo suo libro per esplorare nuovamente i meandri della mente?

“Sì c’era bisogno – puntualizza Romeo – per scoprire maggiormente la positività, la quale trasmette un’energia tale che non possiamo non accettarla. Lo stress e tutte le sue diverse sfaccettature si possono affrontare solo in una grande positività e fiducia verso la vita. Questo libro era necessario perché credo nei processi creativi e nel valore che hanno le idee”.

E’ un libro per tutti?

“Un modo sicuramente per essere in relazione prevede senz’altro il fatto di essere accessibile a tutti. Non amo particolarmente i confronti di ‘nicchia’, mi piace stare con le persone e parlare alle persone di qualunque estrazione sociale e culturale. Se un libro non nasce pensando a tutti, per essere di tutti, rischia di essere solo di chi lo scrive: autoreferenziale”.

Sono più gli uomini o le donne, nell’era post-moderna, a subire gli effetti dell’inquietudine, dell’ansia e dello stress?

Il volume “Il pensiero positivo” in libreria

“È un fenomeno collettivo, figlio della nostra epoca. Al punto che riguarda anche i bambini, come l’ansia di separazione e il mutismo selettivo. Riguarda chiunque lavori nel settore psicologico, ma anche semplicemente chi si occupa di professioni di aiuto come l’insegnante, l’avvocato e il medico. Certo, siamo portati a pensare che siano maggiormente le donne a subire gli effetti di inquietudine e ansia e stress e così risulta dai dati scientifici sulla depressione e l’ansia. Io però credo che le donne siano solo più coraggiose a dichiararlo, a lasciarsi vedere dal mondo. Il processo è valido anche per gli uomini, solo che è meno consapevole”.

Perché in tanti vivono come se tutto fosse un continuo trauma?

“Più di tutto perché esiste un’estrema rigidità strutturale dell’essere umano in quest’epoca. Una tendenza a crescere e a essere cresciuti con rigidità, con poco amore per la libertà e con un amore eccessivo per il comfort. L’immagine dell’uomo davanti alla televisione con le pantofole e le patatine è stata deleteria. L’ansia si attiva quando perdiamo la nostra zona di comfort, che purtroppo è molto ampia. L’ansia è un processo che conosciamo bene a livello fisico; si  pensi a quando abbiamo una contrazione cronica e veniamo toccati o stimolati sulla parte della muscolatura contratta: sentiamo male. Non solo il fisico si contrae, ma anche la mente diventa dolorante e traumatizzata”. La differenza che fa la differenza nella vita di tutti i giorni, la differenza tra chi vince e chi perde, è l’attitudine a rialzarsi dopo una brutta esperienza. Romeo lo ha messo in luce alla presentazione a Reggio Calabria del suo libro e ospitata nella sede dell’Università per stranieri “Dante Alighieri”. E’ proprio quando si decide in noi stessi di non attivare una reazione davanti a determinati episodi o eventi spiacevoli della vita, che si perde la capacità di imparare anche dai propri errori. Se si rimane in una situazione così svantaggiosa, cioè quella di non reagire, anche se apparentemente può sembrare normale, si rischia di lasciare una porta aperta a conseguenze psicologiche e psicopatologiche che incidono profondamente sulle conseguenze pratiche che si vivono nella vita quotidiana.

Come si possono rielaborare le esperienze negative?

“Certamente facendo in modo di ripercorrere alcuni episodi o fasi della vita particolarmente difficili e talvolta molto dolorose. E’ un processo – osserva Romeo – che ci permette di ‘ri-sentire’, di ammorbidirci emotivamente per assimilare e fare nostre alcune esperienze, farle diventare ‘io’. E’ importante, inoltre, lasciare andare ciò che non ci serve, le cose inutili, senza dimenticare mai una cosa: la conoscenza fine a se stessa non serve a nulla, forse può andar bene per i salotti intellettuali; la conoscenza è utile quando diventa la base di appoggio per l’azione, per il cambiamento. Primum movens la consapevolezza, poi la determinazione e l’azione”.

La mente umana è ancora un’incredibile risorsa? Un organo capace di generare molteplici capacità e una forza straordinaria?

La platea all’Università per Stranieri “Dante Alighieri” alla prima presentazione a Reggio Calabria del libro “Il pensiero positivo”

“La mente umana è sempre un’incredibile risorsa. Tanti anni fa scrissi il libro ‘Sveglia il gigante che c’è in te’. L’energia si libera a patto che siamo capaci di esprimere le nostre capacità creative e innovative; in questa condizione la mente umana ha veramente una forza straordinaria, risolutiva e decisiva. Spesso è, invece, imbrigliata, irrigidita e così non può esprimere la sua capacità di guidare l’organismo nell’affrontare la vita e renderla un processo unico enormemente affascinante”.

Nella vita di tutti i giorni imprevisti o banalità perché incidono, spesso, in modo così negativo sull’equilibrio della mente e sul benessere psico-fisico?

“Perché anche se forse non ce ne accorgiamo, le difficoltà e gli imprevisti vanno a interessare e colpire la nostra area di comfort, questo è il primo punto. Il secondo è che la difficoltà che si presenta innanzi a noi potrebbe intervenire su organismi che sono già in difficoltà, pensiamo alle psicopatologie preesistenti. È curioso che le difficoltà, da un occhio esterno, vengano definite ‘banalità’: da un punto di vista oggettivo lo sono, da un punto di vista soggettivo sono invece enormi problemi per la persona. Questa differenza è in gran parte dovuta al modo in cui vengono percepite e poi al modo in cui vengono affrontate. Qui emerge il concetto di ‘resilienza’”.

Cos’è e come si può gestire la resilienza?

La prima presentazione a Reggio Calabria, all’Università “Dante Alighieri”, del libro “Il pensiero positivo”

“La resilienza è l’elemento chiave che contraddistingue una persona e la sua reazione allo stress. Se vogliamo entrare in merito alla resilienza, in modo profondo, è imprenscindibile parlare di Senso di Coerenza e di risorse di resistenza; ecco che potremmo meglio descrivere questi parametri in maniera analitica e con peculiarità: il Senso di Coerenza, caratterizzato da una fiducia che le cose andranno come l’individuo spera, si compone di tre parametri, cioè di comprensione, motivazione, progettualità o significazione. La dimensione cognitiva consente di comprendere ciò che si va a fare per fornire una valutazione dei pericoli (Senso di Comprensibilità); la dimensione motivazionale, il Senso di Affrontabilità, è strettamente correlata all’autostima; la dimensione che serve a dare seguito con i fatti a ciò che si è compreso è il Senso di Significatività. Strettamente correlato al Senso di Coerenza sono le risorse di resistenza; si possono identificare le strategie di coping, i sistemi di adattamento che l’individuo, o generalmente una comunità, mette in atto per fronteggiare gli eventi stressanti; ogni individuo, ovviamente, interagisce in modo particolare con gli eventi e in base ai suoi ‘software’ interni. Pensiamo, ad esempio, a coloro che affrontano missioni umanitarie, che combattono guerre e superano traumi degni di questo nome e che riescono a farvi ritorno dai propri cari senza manifestare alcuna conseguenza psicologica, disturbo post-traumatico o attacchi di panico. Coloro di cui parlo sono persone ‘speciali’, ma per la maggior parte di coloro che popolano la Terra il trauma è insito nelle difficoltà quotidiane della vita che, molto spesso, in realtà, sono semplici banalità”.

Si può allenare il “pensiero positivo”?

“Certamente. Bisogna prima di tutto ricominciare a interrogarsi, mettersi in dubbio per poi cambiare e stare meglio. Gli spunti di riflessione presenti nel libro offrono, appunto, una strada, un percorso affinché tutti possano arrivare a sviluppare il ‘pensiero positivo’”.

Tre consigli per superare con successo situazioni stressanti, complicate e dolorose della vita.

Lo psichiatra Pasquale Romeo durante una docenza all’Università di Siena

“Considerare, innanzitutto, che si cambia di continuo, mai credere a chi dice che ‘non si può cambiare’. Poi bisogna dare molta importanza alla creatività, che non è solo quella degli artisti ma riguarda la vita di tutti i giorni e di questi tempi, a mio avviso, la scuola sta educando poco alla creatività. Per avere successo davanti a situazioni che ci preoccupano bisogna sempre valutare la situazione anche a livello emotivo e attivare il livello di intelligenza emotiva e credere che quanto emerge dentro di noi sia importante. La vita non è solo comprensione razionale, quindi cognitività, ma è anche emozione; intervenire sull’uno e sull’altro campo fa la differenza. E’ indispensabile avere sempre coraggio, cioè determinazione anche se cambiare, fare la cosa diversa, fa sempre un po’ di paura”.

Il suo prossimo libro di cosa le piacerebbe si occupasse?

“Sicuramente – conclude Romeo – di elogio della sconfitta. Insieme ad altri colleghi sto preparando un convegno su questo tema. Credo sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori che occupano il potere per se stessi e non per gli altri, che ci scippano il futuro figuriamoci il presente, bisogna educare a riconciliarsi al ‘sacro’ poco e, in questo poco, c’è tanto!”.

* Fonte Foto: Pasquale Romeo