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Martedì, 04 Agosto 2020

Alla ricerca dell’assoluto. “Il nodo di Tyrone” di Rocco Familiari conquista i lettori

Ha colto nel segno l’iniziativa di presentazione del libro di Rocco Familari “Il nodo di Tyrone” (Marsilio editore), che si è tenuta al Palazzo della Provincia di Reggio Calabria.
Quanti fra i convenuti non avevano ancora letto il volume del noto drammaturgo e scrittore - dopo l’incontro - si sono fatti rapire da pagine dense di cultura, mito e sentimento fra suggestioni visive e musicali.

2.	Copertina de Il Nodo di Tyrone. In primo piano, la scultura Atlhet, di Max Klinger, la cui riproduzione è stata autorizzata da Ketterer Kunst di Monaco.Merito dei relatori (i professori Zina Crocè ed Angelo Vecchio Ruggeri; il giornalista Enzo Romeo e l’artista Giacomo Battaglia), che hanno fornito un personale commento ad un’opera di indubbio valore, riuscendo a suscitare nel pubblico, giunto numeroso, curiosità ed interesse.
Il personaggio centrale del racconto è un giardiniere. Insondabile, introverso, quasi scontroso, trascorre il tempo leggendo libri ed ascoltando musica. Occupazione singolare per un giardiniere che rivelerà poi nel testo un'altra identità.
Apprezzata la ricchezza narrativa quanto lo stile dell’opera che - ha commentato la scrittrice e giornalista Zina Crocè - “procede per livelli incrociati, piani sovrapposti, in un racconto dove gli escamotage narrativi imprimono suspense al racconto in un intreccio in cui nulla è casuale, come a segnare un percorso segreto. Così la collocazione delle statue all'interno del parco e la tipologia degli alberi”.
Un libro di simboli e di metafore, misteri che si svelano col procedere della narrazione e che evocano gli aspetti essenziali dell’esistenza. “Una sorta di sinfonia letteraria - sottolinea Crocè - le cui note scandiscono la vita dei personaggi del libro”.
Il romanzo che utilizza i miti della classicità “offre molte suggestioni, visive e musicali. Pare di veder palpitare immagini, persone e situazioni. Talvolta, quando ormai un tema sembra esser stato scandagliato in modo esaustivo, l’autore lo riprende quasi a sorpresa” - evidenzia la scrittrice.
E’ una sorta di ricerca metafisica di senso, dell’assoluto, in una dimensione fortemente introspettiva dove la solitudine non è sinonimo di tristezza ma è condizione voluta e coltivata. Il libro è anche ricerca della bellezza che e' intelligenza, sapienza e verità”.
La pubblicazione deve il suo nome al simbolo celtico. Il nodo di Tyrone rappresenta “il collegamento tra due mondi, l’essere e il non essere, la vita e la morte. Introduce ad un percorso iniziatico nella ricerca della continuità dell’essere che si sostanzia nel rifiuto della morte come fine di ogni cosa. Da qui, la presenza nel parco di un castagno millenario simbolo della eternità.

dida: Giacomo Battaglia, Zina Crocè, Enzo Romeo, Rocco Familiari, Angelo Vecchio Ruggeri dida: Giacomo Battaglia, Zina Crocè, Enzo Romeo, Rocco Familiari, Angelo Vecchio Ruggeri


Ed ancora, l’esaltazione dell’assoluto come dimensione più alta dell’uomo in tutte le sue forme, soprattutto attraverso la sublimazione artistica che consente di cogliere l’insondabile con cui ognuno deve fare i conti in diversi modi e con diversa consapevolezza ma in maniera ineluttabile”.
“La parola sotto traccia, percorrendo le pagine luminose di questo romanzo è il ‘desiderio’. Transfer in grado - quando si realizza - di creare la condizione attrattiva e modificativa del nostro essere. Il desiderio di andare avanti, di non fermarsi. Come è avvenuto per questo libro che ha avuto su di me un’attrazione talmente forte da indurmi a riprenderlo appena possibile”. Così ha commentato Angelo Vecchio Ruggeri (già dirigente scolastico) che ha poi soggiunto: “Senza desiderio non vi è apprendimento. Il desiderio è la forza che consente di trasformare l’inerte in concreto. In Italia ogni anno si stampano oltre 64 mila libri, uno sterminato mare dove è difficile pescare una opera che valga il proprio tempo. È raro trovare vera narrazione, che non è solo riprodurre la vita, ma soprattutto cercare di coglierne il senso - come ha fatto Familiari in questa pubblicazione. Un libro educativo che ci insegna ad avere sempre cura del verde, dell’ambiente, contro quanto oggi sciaguratamente si compie suscitando la ribellione della natura, e non la sua ostilità, come erroneamente si pensa. L’esser giardinieri, nella sua dimensione simbolica significa coltivare la speranza, esser giardinieri di questa città che merita di esser riportata a vita. ‘Il nodo di Tyrone’ è anche opera pedagogica: per il senso della vita e della morte; per la funzione lenitiva della preghiera, intesa come qualunque tipo di aspirazione ideale sia laica che religiosa; per il valore della vita di un bambino perché una sola cosa è identica a tutte le latitudini: il pianto e il riso di un bambino...."
A conclusione dell’incontro - al quale non ha potuto prender parte l’assessore Lamberti, contestualmente impegnato a Cittanova ad un’analoga iniziativa culturale di quel comprensorio che vive momenti di significativa crescita - l’autore ha voluto rinnovare il suo ringraziamento all’amministrazione provinciale.
“Ognuno di noi - ha detto Rocco Familiari - si conosce attraverso gli altri, i suoi personaggi e i suoi scritti. Avere lettori sensibili ed intelligenti è un grosso vantaggio. Questo romanzo è stato scelto da una società milanese che usa regalare un testo per il suo valore etico come strenna natalizia. Diventare strenna natalizia non era nelle mie previsioni” - ha commentato scherzosamente lo scrittore che ha etichettato la pubblicazione come “diversa dagli altri romanzi più legati al modello teatrale per il quale ho scritto per 30 anni. E l’impronta c’è tutta, specie nei dialoghi. Non sono mai venuto a Reggio dove ho trascorso gli anni del ginnasio, del liceo, gli anni della inconsapevolezza. Ad un certo punto - ha concluso l’autore - mi sono sentito in debito con la mia terra e il libro ‘Il sole nero’ ha voluto ripagare questo debito”.