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Venerdì, 30 Ottobre 2020

Torna in campo la “mediazione civile”

Il 13 luglio, presso l’Aula Giuditta Levato, è in programma un evento gratuito di aggiornamento per mediatori. L’Ismed, primario Istituto nazionale di Mediazione Civile e Commerciale, e la Presidenza del Consiglio regionale della Calabria, in previsione della reintroduzione della mediazione Il 13 luglio, presso l’Aula Giuditta Levato, è in programma un evento gratuito di aggiornamento per mediatori. L’Ismed, primario Istituto nazionale di Mediazione Civile e Commerciale, e la Presidenza del Consiglio regionale della Calabria, in previsione della reintroduzione della mediazione civile prevista nel D.L.del “Fare” n. 69 del 2013, danno avvio in Calabria ad una sessione straordinaria di formazione gratuita riservata a mediatori e formatori.

L'avvocato Giuseppe Strangio


Il corso di aggiornamento per mediatori di 9 ore formative sarà tenuto presso il Salone Giuditta Levato del Consiglio regionale della Calabria il 13 luglio. Il corso di aggiornamento per formatori in materia di mediazione, della durata di 18 ore, sarà tenuto nei giorni 11 e 12 luglio.
Si tratta di un ciclo formativo essenziale per non decadere dalle funzioni di  mediatore che Ismed e Presidenza del Consiglio regionale della Calabria offriranno gratuitamente.
“Il corso è già un successo - spiega il direttore di Ismed l’avvocato Giuseppe Strangio - essendo andato tutto esaurito fin dai primi giorni di apertura delle iscrizioni. Per questo Ismed ha in cantiere nuove edizioni che si terranno entro la fine del mese di luglio per soddisfare la domanda di  aggiornamento per quanti rischierebbero altrimenti di perdere il titolo acquisito”.

Quali sono gli obiettivi del corso?

Risponde Strangio: “Il corso sarà l’occasione per approfondire le novità introdotte dal D.L. del “Fare”. La nuova mediazione civile cambia profondamente rispetto a quella bocciata dalla Corte Costituzionale. Innanzi tutto, niente più sinistri stradali in mediazione. Le controversie in materia di risarcimento del danno derivante da circolazione di veicoli o natanti possono comunque essere attivate volontariamente. Inoltre, la mediazione “demandata” dal giudice lascia il passo ad una forma più efficace  di mediazione “prescritta” dal giudice. Ora il giudice ha maggiori poteri e se intende mandare le parti in mediazione non deve più raccogliere il loro consensoma può rimetterle direttamente dinanzi al mediatore, indicando anche l’organismo di mediazione cui dovranno rivolgersi”.

In concreto, quali sono i vantaggi?

Aggiunge l’avvocato Strangio: “Si accorcia la durata del procedimento di mediazione che non potrà essere superiore a tre mesi. La novità più rilevante è comunque la previsione di un primo incontro tra le parti “di programmazione e valutazione” che dovrà tenersi entro 30 giorni. Viene inoltre valorizzata la funzione dell’avvocato. Ora il verbale di accordo raggiunto davanti al mediatore, per essere omologato, deve essere sottoscritto dagli avvocati che assistono tutte le parti. La presenza dell’avvocato resta comunque facoltativa. Gli avvocati iscritti all’albo sono mediatori di diritto salvo l’aggiornamento e il tirocinio che restano necessari. Infine, tra gli aspetti più significativi vi è la riduzione e forfettizzazione delle indennità di mediazione”.

Come crede che si risolverà la contestazione del Consiglio nazionale Forense e dell’O.U.A. sulla mediazione?

“Gli avvocati - argomenta Strangio -  sono più avanti di chi li rappresenta, se è vero che oggi in Italia su circa 80 mila mediatori accreditati con corsi di specializzazione, oltre il 70 per cento sono avvocati. Questo la dice lunga sul fatto che c’è in campo una buona fetta dell’avvocatura che sulla mediazione ci ha investito tempo e risorse per formarsi e aprirsi a questo nuovo modo di svolgere la professione. Purtroppo, chi rappresenta i vertici dell’avvocatura italiana oggi è espressione di una concezione  corporativa della professione. E’ incredibile che si difenda ancora oggi, in Italia, un sistema per cui per un sinistro stradale di poche centinaia di euro o per una multa si imbastiscano ben tre gradi di giudizio fino in Cassazione, ingolfando i tribunali e facendo spendere ai cittadini per avvocati e processo migliaia e migliaia di euro. Se una cosa del genere la raccontassi ad un collega avvocato di altri paesi europei crederebbe di essere preso in giro”.

Quali le ragioni degli avvocati e quale può essere la soluzione?

“Francamente – puntualizza il direttore di Ismed -  dopo la gazzarra imbastita da un gruppo di avvocati napoletani contro il ministro Cancellieri, e le statistiche pubblicate da un autorevole quotidiano nazionale in un articolo a firma di Gian Antonio Stella, che assegnano il triste primato alla Campania come la Regione nella quale si celebra oltre il 55 per cento di tutte le cause nazionali per sinistri stradali, è difficile comprendere le ragioni dell’avvocatura. Al riguardo, il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Vietti, in questi giorni rivolgendosi agli avvocati in sciopero li ha invitati a cogliere la mediazione come un’opportunità e non come un problema. Lo stesso ministro Cancellieri – che si sta dimostrando intransigente contro le lobby che ostacolano le riforme - ha precisato che proprio la mediazione civile, introdotta facendo seguito ai forti e chiari stimoli provenienti dall’Europa, é un’ innovazione che va incontro al duplice obiettivo di ridurre i costi della giustizia per il cittadino e snellire le procedure. A questo aggiungerei, riprendendo le parole di Ernesto Lupo e Giorgio Santacroce - rispettivamente past primo presidente e attuale primo presidente della Suprema Corte di Cassazione, entrambi autorevolissimi sostenitori della mediazione -  che il ricorso al processo deve sempre di più essere visto come l’estrema ratio. Solo quando attraverso la mediazione non si riesce a trovare un accordo amichevole, allora si potrà pensare di imbarcarsi in un giudiziodagli esiti incerti, lungo e costoso”.

Ismed come nasce?

“Ismed – ancora  Strangio – nasce all’indomani dell’introduzione in Italia della mediazione nel 2010 ed è riconosciuto dal Ministero della Giustizia,  sia come organismo di mediazione che come ente di formazione in materia di Alternative Dispute Resolution. Ha avuto subito successo e si è rapidamente radicato in numerose regioni italiane con proprie sedi. Nasce a Reggio Calabria e lì ha ancora oggi la propria sede legale. Le ragioni che l’hanno ispirata risiedono nella convinzione che la mediazione rappresenti il futuro della risoluzione dei conflitti civili e commerciali e che l’Italia debba anche su questo divenire un Paese più moderno e più giusto. Un Paese più europeo, in cui prima di avviare una causa si prova a rimuovere le ragioni vere del conflitto, tentando così di raggiungere un accordo con la controparte. In fondo, la mediazione è la migliore espressione di quello che si chiama “diritto generatore di valori”, in particolare di quello della di pacifica convivenza e della modernizzazione delle relazioni commerciali tra imprese”.