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Domenica, 05 Luglio 2020

“I gallicesi nel Risorgimento italiano”. Un libro per non dimenticare

Da sempre apprezzati per l’amenità dei luoghi, Gallico e i paesi limitrofi non costituiscono solo il balcone sullo Stretto più ricco di suggestioni. Tutti i centri adagiati sulla vallata possono anche vantare, con legittimo orgoglio, le eroiche gesta di tanti Da sempre apprezzati per l’amenità dei luoghi, Gallico e i paesi limitrofi non costituiscono solo il balcone sullo Stretto più ricco di suggestioni. Tutti i centri adagiati sulla vallata possono anche vantare, con legittimo orgoglio, le eroiche gesta di tanti uomini che non esitarono ad immolarsi nella battaglia per l’Unità del nostro Paese.
Nomi di persone sconosciute ai più, ma che oggi, grazie anche al libro di Lino Covani, “I gallicesi nel Risorgimento italiano”, ottengono il giusto riconoscimento alla memoria.
Storie locali di straordinario eroismo che hanno contribuito a scrivere la grande storia, forse una delle pagine più alte che oggi andrebbero riscoperte in un momento, per molti versi, crepuscolare dove latitano il coraggio delle idee ed un’etica forte e salda.
L’impegno raccolto da Covani a far uscire dall’oblio questi nomi è dovere civico ed obbligo morale per tutti.
Il libro racconta tribolazioni e patimenti, fatti e vicende drammatici, i morti, i feriti, gli arrestati e i deportati. Episodi ed accadimenti che trovano conferma nelle testimonianze di Domenico Mazzù, Antonino Lazzarino De Lorenzo ed Adriana Trapani, discendenti di quarta generazione di Giuseppe Cimato, Antonino Cama e Giuseppe Trapani, uomini che ci hanno consegnato pagine di eroismo e grandezza.
Ora, è anche attraverso questa nuova consapevolezza dell’orgoglio delle radici e del senso di appartenenza che possiamo affrontare più preparati il futuro per un autentico riscatto della nostra terra.
Emozionante ascoltare nell’aula magna della scuola elementare di Gallico le gesta di tanti gallicesi che non esitarono ad immolarsi nella battaglia per l’Unità del nostro Paese. Un sentire condiviso come testimonia la grande partecipazione di pubblico che attesta il sempre crescente interesse verso la storia locale troppo spesso trascurata anche dalla storiografia ufficiale.  Come ha ribadito anche il consigliere Giuseppe Giordano in apertura dell’incontro. “L’opera di Covani  - ha detto Giordano - si propone di tracciare un momento di ulteriore conoscenza e divulgazione di un patrimonio culturale spesso troppo trascurato”.
“Possiamo ben dire - ha aggiunto - che questa ricerca sa bene inserirsi nel filone delle opere che hanno reso possibile un recupero alla storia di tanti protagonisti fin qui poco conosciuti”.
E’ stato lo stesso autore, Lino Covani a ricordare che momenti importanti del Risorgimento italiano hanno avuto i natali proprio nella vallata del Gallico. Protagonisti della battaglia per l’Unità del Paese furono esponenti dell’aristocrazia, sacerdoti, patrizi – come ha spiegato lo storico Francesco Arillotta, studioso e componente della Deputazione Storia Patria della Calabria.
L’interessante convegno è stato senza dubbio un ulteriore momento di conoscenza ed approfondimento. Da poco tempo, infatti, fra progetti e speranze, si sono celebrati i 150 anni dell’Unità del Paese ma restano ancora in piedi perplessità e giudizi controversi. Anche di recente sono emersi risentimenti che non lasciano presagire nulla di buono. Il Paese saprà privilegiare la compattezza necessaria per uscire dal tunnel?
Dopo certe ricostruzioni del Risorgimento giudicate troppo “apologetiche”, si è fatto strada un revisionismo che ha messo in dubbio tante figure di quella lontana stagione, puntando a spazzare via miti ed eroi. Si è anche scritto che i Mille sarebbero sbarcati con casse di denaro raccolto da massoni, comprando così, a prezzo d’oro, la ritirata di generali ed ammiragli borbonici. Sono insorti, con indignazione alcuni storici ed Indro Montanelli ha denunciato il revisionismo che sconfina nella denigrazione e nel disfattismo.
“Bisogna dunque affidarsi sempre all’eloquente linguaggio della storia vera, svincolata da ogni condizionamento e bisogna essere grati a quanti sanno porsi con onestà di fronte agli eventi nel tentativo di interpretarli e comprenderli”.
Anche la ricerca storiografica di Covani ha reso più completo un atto di riparazione nei confronti diuomini che hanno subito l’ingiusta detenzione nelle spietate galere borboniche fra indicibili sofferenze.
E, in tanti, sono caduti combattendo, ora fucilati, ora impiccati, lungo il percorso che avrebbe poi condotto verso l’indipendenza dell’Italia.