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Venerdì, 18 Settembre 2020

MaRenato. I giocattoli di Bollati in mostra

''Sognate ragazzi, osate! Le cose si possono fare e basta poco, il materiale è tutto intorno a voi, voi metteteci il cuore e la fantasia''. Renato e Sergio Bollati agli studenti.

Si intitola MaRenato, la mostra dedicata alla fantasia di Renato Bollati, ospite della galleria Technè Contemporary Art, al civico 6 di via Dei Correttori di Reggio Calabria. Un omaggio degli ex allievi, oggi docenti di facoltà, all’architetto romano, Renato Bollati, storico professore dell’Università Mediterranea e chesvela una capacità che lui, in vita, non aveva mai ostentato. Semplici, poetiche, nostalgiche, le trentanove piccole opere in mostra sono naturali ed espressivi “giocattoli”: sculture realizzate, per riduzione, su “pezzi di legno spiaggiati, rami, rottami di sedie, trasformati, come per magia in un colorato esercito di mostri, di lune, di pesci, di porcospini e di serpenti”. Opere realizzate e poi donate ai nipotini o i figli piccoli. Ognuna con un nome, una storia, una funzione. ”Nell'allestire la mostra si è organizzato lo spazio con riferimento all'uomo in rapporto con gli elementi e poiché la materia prima che Roberto Bollati ha modellato e in alcuni casi colorato è restituita dal mare, gioca un ruolo fondamentale il rapporto dell'uomo con quest'ultimo elemento – ci spiega l’artista Angela Pellicanò, art director della Galleria Technè e responsabile dell’allestimento insieme all’artista e fotografo Ninni Donato. La mostra è suddivisa in sezioni tematiche. Il percorso inizia con un giocattolo che assume le sembianze della luna dai due volti contrapposti. La luna sfugge alla forza di gravità. Per rafforzare questa sfida, a fare da sfondo, è stata scelta un'istallazione del video storico Les Kirike datato, come testimoniano i titoli di coda, 1907, firmato dallo spagnolo Segundo De Chomon, genio del film muto. “In questa sezione abbiamo associato oggetti ricondotti alla terra e allo sfuggire alla gravità. Il video è straordinario per l’epoca perché attraverso dei trucchi viene raffigurata la sfida a questa forza di attrazione verso la terra – spiega Ninni Donato. Il percorso conduce alle aree della terra e si arricchisce di forme e di mostri. Da una radice si ricavano tanti volti, personaggi complessi, una folla. La percezione dell’oggetto dipende da come lo si guarda, c’è di tutto”. C’è una capacità visionaria di interpretare e modificare la realtà. Esperienza che poi si trasferisce nello sguardo di chi osserva. Il percorso conduce ad un ambiente abitato da personaggi fiabeschi, una suggestione enfatizzata dal canto di balene che ci accompagna e ci riporta al richiamo della natura, alle evocazioni del sottosuolo, al rapporto tra l'uomo e gli animali. Poi entriamo nel mito dell’acqua, i giocattoli sono sospesi, leggeri. Una sensazione di impalpabilità enfatizzata dal video di Leda e il Cigno che ripropone l’amore mitologico di Zeus per la bella Leda, che per vederla si trasformò in cigno. Il percorso si conclude con la profondità degli abissi, con una scultura lignea a forma di pesce ed un video proiettato su una parete nera che riproduce il movimento fluttuante di una medusa. La precisione e la cura del dettaglio sono le espressioni maggiormente riconosciute nella creatività di Roberto Bollati che, insieme al fratello Sergio, ha condotto una lunga e intensa carriera dedicata all’architettura. Oltre agli scritti, di Bollati sono noti anche gli acquerelli, schizzi per i progetti architettonici. La Galleria Technè Contemporary Art è un luogo molto suggestivo. Splendido esempio di conversione di destini. La galleria è infatti all’interno delle antiche celle di sicurezza della Questura, utilizzate per  i fermi di polizia negli anni '70. Durante i moti di Reggio questo spazio è stato bruciato ed è rimasto chiuso per trentadue anni. Da quando è stato riaperto, nel 2004, è diventato un luogo dove si respira cultura, uno spazio creativo dedicato all’arte contemporanea. Dei grandi talenti e di quelli esordienti che, grazie alla particolare intuizione, sensibilità artistica e umana di Angela Pellicanò riescono a credere nella propria passione, ed a dare voce alla propria anima creativa.