Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Mercoledì, 03 Marzo 2021

“Cangiari”, l’alta moda etica calabrese conquista Milano

Si è appena conclusa la settimana della moda milanese. Il primo e unico marchio di alta moda etica italiana è calabrese. Parla il presidente del consorzio Goel,  che ha come mission il cambiamdento della Locride. Conclusasi la settimana della moda  Si è appena conclusa la settimana della moda milanese. Il primo e unico marchio di alta moda etica italiana è calabrese. Parla il presidente del consorzio Goel,  che ha come mission il cambiamdento della Locride. Conclusasi la settimana della moda  ed anche stavolta il made in Italy si è mostrato in tutta la sua bellezza e la sua classe.

La linea primavera estate Cangiari 2013 esposta a Milano per la settimana della moda


Giorni pieni di riflettori puntati su modelle e capi di abbigliamento e tra pizzi e merletti, tra paillettes e grandi firme ecco spuntare il primo marchio di alta moda etica che, neanche a farlo apposta, è calabrese.
Il 20 settembre scorso è stata infatti presentata la linea Primavera estate CANGIARI 2013. L’evento, patrocinato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e promosso da Frigoriferi Milanesi, ha visto esposte nel capoluogo meneghino le forme e i colori mediterranei. Colori caldi, come le nostre terre. Dall’amaranto al verde acido, all’ecrù. Colori, questi, abbinati a linee essenziali e resi preziosi da un accessorio tipico come la fusciacca, in lino e cotone tessuta a mano con telaio artigianale. Abiti, eleganti e raffinati, in seta vegan prodotti nelle terre confiscate alla ‘ndrangheta. Perché Cangiari non è solo un marchio di qualità e bellezza, ma è soprattutto un marchio appartenente al consorzio sociale Goel. nato nel 2003 con la missione di rappresentare il cambiamento della locride e della Calabria intera.
A fare da padrone di casa, nelle stanze del Palazzo del ghiaccio che hanno ospitano l’esposizione, c’era Vincenzo Linarello, presidente del consorzio stesso. Emozionato e soddisfatto il presidente ha sottolineato come sia significativo il fatto che il primo eunico marchio di alta moda etica italiana appartenga alla Calabria. E lo dice con convinzione affermando che più passa il tempo e più diventa chiaro che cambiare la nostra terra vuol dire «liberare le energie, le risorse e le intelligenze dei calabresi, per dare vita  - ad esempio -  a questi abiti che sono solo una piccola dimostrazione di cosa siamo capaci di fare».
La presenza della linea Cangiari nella settimana di alta moda milanese è stata sicuramente preziosa e ha contribuito a rafforzare quel patto tra la Calabria e il Nord Italia avviato nel 2008.  «Un patto semplice» spiega il presidente, «nato dalla volontà di chiedere al Paese una mano per far rinascere una Calabria nuova, in cambio del nostro aiuto».

Vincenzo Linarello, presidente del consorzio sociale Goel


Un rovesciamento del paradigma dunque, che ha visto, in questi anni, i calabresi emigrati impegnati ad aiutare le regioni d’Italia in cui “la metastasi malavitosa” ha preso il sopravvento arrivando a coinvolgere, in questa lotta più 750 enti e oltre 3000 persone concentrate, in particolar modo, in Emilia Romagna e Lombardia.
La forza di queste iniziative va ricercata, secondo Linarello, nell’unione che sono stati capaci di costruire nel tempo. Un’unione che ha avvicinato prima i singoli in cooperative e poi le stesse in un consorzio, creando «una vera e propria cintura di protezione a difesa di uno spazio dove chi ha talento può essere valorizzato».
Oggi, infatti, Goel è una piattaforma dove chi ha idee, volontà e tenacia può costruire qualcosa condividendo un progetto di riscatto sociale. E la dimostrazione di ciò sta nelle attività che il consorzio ha portato avanti in questi anni come la linea di moda etica o la “Goel Bio”, marchio di agricoltura biologica diffuso ormai nelle grandi catene di distribuzione e creato assieme agli agricoltori che si oppongono alla ‘ndrangheta.
La strada da fare è ancora lunga e piena di nuovi progetti da portare avanti. Il sogno però rimane sempre lo stesso, ossia quello di alimentare questo spazio in cui dal basso si creano le condizioni per governare bene la nostra regione attraverso «la responsabilità della libertà della persone». Una responsabilità che si concretizza nella creazione di esempi alternativi al «sistema assistenzialistico clientelare che governa i voti della gente e ammazza la nostra politica». Perché «noi calabresi in fondo, afferma il presidente, abbiamo tutte le ricette, le energie, l’intelligenza e la caparbietà per poter rivoltare questa terra come un calzino e farne una delle migliori regioni d’Italia».

Un abito della linea primavera estate Cangiari 2013 arricchito dalla Fusciacca con trame in lino e cotone tessuta a mano con telaio artigianale


E a sentire queste parole ci si convince sempre di più che non servono davvero ricette straordinarie per cambiare la Calabria, basta solo liberarsi da quello che Linarello definisce “un duopolio fallimentare”. Quel duopolio formato dalla ‘ndrangheta e dalle massonerie deviate che mira a creare un sistema in cui vince chi «ha più appartenenze da esibire». Una «logica triste», secondo il presidente, perché alla fine «chi viene valorizzato arriva a ricoprire posti di responsabilità pur non avendo la capacità di dar vita a qualcosa, dimenticando quella Calabria veramente in gamba che rimane a lottare per l’affermazione dei suoi  valori».