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Venerdì, 22 Gennaio 2021

Morosini: “Polsi non è ‘ndrangheta”

Alla vigilia delle celebrazioni della festa della Madonna di Polsi la video - intervista* al vescovo di Locri - Gerace  monsignor Giuseppe Fiorini Morosini e il suo appello ai fedeli e ai calabresi

Spazzare via dall’immaginario collettivo l’abbinamento tra Polsi e la ‘ndrangheta. A pochi giorni dalla festa della Madonna che richiamerà migliaia di fedeli al santuario posto in cima all’Aspromonte, il vescovo di Locri-Gerace monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, lancia un accorato appello per rendere giustizia a quella che definisce una celebrazione che ha “una dimensione religiosa profonda e autenticamente popolare”.

Il Vescovo di Locri-Gerace monsignor Giuseppe Fiorini Morosini


Morosini, innovatore a tutto tondo, ha scelto internet e “Calabria on web”, per spiegare il senso più vero di una festa antica che richiama sulla montagna più discussa, impervia e bella della regione una folla di pellegrini che, fin dal mese di giugno, affrontano tantissimi sacrifici per offrire il proprio omaggio e la propria testimonianza di fede alla Madonna. Il vescovo ripercorre le origini della festa, i vari momenti delle celebrazioni che avranno inizio il prossimo 1 e 2 settembre con la festa della Madonna e si concluderanno giorno 14 con la giornata dedicata alla Croce, il momento più alto e sentito dalla gente. Da due anni a questa parte, proprio Morosini, ha chiesto che la Croce, nel giorno della sua celebrazione, sia affidata ai ragazzi di San Luca. “Spesso – spiega il vescovo di Locri Geracein un passaggio dell’intervista rilasciata a Calabria on Web -  il Paese di San Luca è presentato come paese del male. E allora ho chiesto ai suoi giovani di prendere la croce di Polsi che è segno di vita e di rinnovamento e portarla come espressione della loro fede e della volontà di riscatto”.
Un gesto altamente simbolico che è segno dello spirito con il quale la festa sarà vissuta e che Morosini riprenderà con forza anche nel discorso ai fedeli durante la celebrazione eucaristica del mattino del 2 settembre.

Fedeli alla processione della Madonna della Montagna nel Santuario di Polsi


L’obiettivo è far restare fuori dal santuario tutto ciò che non ha nulla a che vedere con la fede autentica dei pellegrini e che spesso ha offuscato il senso delle celebrazioni di Polsi. In tanti, ancora oggi, arrivando a Polsi vogliono sapere quali siano i locali del santuario dedicati alle riunioni della ‘ndrangheta per le quali la festa è stata tristemente conosciuta negli scorsi anni. Un accostamento blasfemo e inaccettabile contro il quale il vescovo di Locri-Gerace si scaglia con forza chiedendo il sostegno dei fedeli e dei calabresi tutti. “Contribuite anche voi – dice ancora Morosini - a ridare al santuario di Polsi la dimensione di luogo di fede e a far dimenticare  l’indegno abbinamento tra Polsi e ‘ndrangheta.  La tradizione e la fede di Polsi hanno centinaia d’anni, molti di più di quelli della ‘ndrangheta ed è questa  fede dobbiamo incontrare e raccontare. Polsi non è ndrangheta, ma fede semplice e popolare”.
“Calabria on web” seguirà in streaming i momenti salienti delle celebrazioni della Madonna di Polsi a partire dal pomeriggio di giorno 1 settembre e fino alla loro conclusione. Con la speranza di rendere una testimonianza autentica dello spirito di una festa religiosa che coinvolge, ogni anno, migliaia di fedeli che da tutta la Calabria si inerpicano fin sulla cima dell’Aspromonte per pregare, chiedere, ringraziare e rafforzare il proprio credo.

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