Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Venerdì, 18 Settembre 2020

Le dieci macro azioni del Piano regionale dei trasporti. Parla l’assessore Francresco Russo

L'ultimo Piano di Trasporti sul quale si basava il sistema di mobilità calabrese, risale al 1997. A distanza di vent'anni, la Calabria avrà un nuovo piano. Il promotore del nuovo strumento di programmazione regionale è il professore Francesco Russo, assessore L'ultimo Piano di Trasporti sul quale si basava il sistema di mobilità calabrese, risale al 1997. A distanza di vent'anni, la Calabria avrà un nuovo piano. Il promotore del nuovo strumento di programmazione regionale è il professore Francesco Russo, assessore regionale al Sistema della logistica, sistema portuale regionale e "sistema Gioia Tauro".

e è il professore Francesco Russo, assessore regionale al Sistema della logistica Il professore Francesco Russo, assessore regionale al Sistema della logistica


Nel corso della seduta consiliare del 25 Ottobre, il PRT è stato approvato a maggioranza. Nonostante l'attesa di un ultimo passaggio in Consiglio che sancirà l'operatività a tutti gli effetti del Piano, si può parlare di una svolta per quanto concerne l'assetto di viabilità e il sistema dei trasporti calabresi.
Un Piano, “sintetizzato” dal prof. Russo - un tecnico e non un politico dal linguaggio forbito, così si autodefinisce - in 1024 pagine, che è nelle condizioni di appoggiarsi ai finanziamenti del POR Calabria, e che prevede dieci macro-azioni con altrettante misure d'intervento. Tra i tanti aspetti portanti, risulta considerevole l'attenzione riservata al porto di Gioia Tauro, allo studio di fattibilità per il TAV, il riconoscimento della Statale 106 come 'strada europea' e il rafforzamento della rete portuale e aeroportuale regionale. Ma anche alla sicurezza e legalità.

Con il Piano regionale dei trasporti, la Calabria prova a cambiare passo?

“Certamente. Il PRT è qualcosa di concreto che dopo anni viene realizzato per migliorare e qualificare il sistema di mobilità regionale. Il Piano porta con sé una 'visione' , che abbraccia degli obiettivi fondamentali per il rilancio e lo sviluppo della regione Calabria.”

Qual è la visione alla quale fa riferimento il nuovo PRT?

porto gioiaLa visione si riferisce al settore dei trasporti e della logistica attraverso quattro punti focali che sono i pilastri dell'idea di mobilità che questa Amministrazione regionale vuole trasferire ai calabresi. Una visione articolata in quattro punti: il primo è quello di intervenire sul processo di sviluppo economico attraverso investimenti su settori chiave e su l' indotto ad essi legato, puntando all'innalzamento del Pil pro-capite. E' impensabile che ad oggi il Pil pro-capite di un cittadino calabrese è il 50 per cento in meno di quello di un cittadino trentino. Il secondo riguarda l'accessibilità esterna: arrivare e uscire dalla Calabria non deve essere più un problema o un disagio. Terzo, accessibilità interna: rinvigorire i collegamenti con i parchi, con le aree verdi della regione ed agevolare, con interventi diretti, l'accesso aree marittime. Quarto punto, non certo per importanza, riguarda la valorizzazione della sostenibilità.

Un passaggio importante del PRT riguarda l'integrazione di tutti i territori della Calabria. Come mai questa scelta?

Perchè questa giunta regionale vuole far fronte al problema della scarsa antropizzazione di cui soffre la Calabria. Per anni, anzi, decenni, non si è pensato di curare i rapporti interni al territorio calabrese. Interi pezzi della Calabria sono poco accessibili. Penso alla parte centrale della nostra regione, alla zona delle Serre, così come tutta la fascia ionica o l'area grecanica, il crotonese.tav Questi meravigliosi territori, che hanno collegamenti modesti tra di loro, a causa di una scarsa viabilità e di strutture ferroviarie che lasciano a desiderare, vanno valorizzati attraverso investimenti mirati e rivolti alla loro integrazione sociale ed economica”.

Un sistema integrato di trasporti non può non tenere conto dell'assetto portuale e aeroportuale. Il PRT come interviene in questo senso?

Intanto consolidando le strutture di viabilità esistenti. Per quanto riguarda le esigenze dei passeggeri, il PRT punta a rafforzare i tre scali, dal punto di vista delle tratte nazionali sia dal punto di vista delle tratte internazionali. La Calabria è nel cuore del mediterraneo, ma è disconnessa dal resto del mondo. Nel processo di europeizzazione dei collegamenti, rischia di essere tagliata fuori. Rafforzando la logistica del Porto di Gioia Tauro, che, comunque rappresenta un fiore all'occhiello per la Calabria per quanto riguarda il trasporto merci, con i suoi oltre 150 collegamenti internazionali. Per questo, il PRT prevede un'intera area di intervento sul sistema core di Gioia Tauro, non tralasciando l'aspetto sicurezza. Ma a fronte di Gioia Tauro vanno resi funzionali altri due grandi porti come Crotone e Corigliano. E il PRT va in questa direzione”.

Il PRT prevede investimenti e interventi sulle infrastrutture. Si può parlare di impatto sostenibile?

“Assolutamente si. La visione alla quale faccio riferimento accoglie l 'innovazione ma si fonda sulla garanzia di sostenibilità. La sostenibilità per questa amministrazione è un valore irrinunciabile. 800 km di costa, le aree verdi e soprattutto gli estesi sobborghi, rappresentano un patrimonio formidabile per la Calabria e per l' Italia. Non sacrifichiamo la sostenibilità a favore di nessun altro aspetto del Piano Regionale dei Trasporti”.