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Venerdì, 18 Settembre 2020

Dal web al Festival Show: la storia dei Velk

Grazie alla passione per la musica, alla determinazione e al talento, i Velk sono entrati tra i 12 finalisti al Festival Show di Padova, giudicati da una giuria d’eccezione composta da Grazia Di Michele, Antonino, Cheryl Porter, Leopoldo Lombardi, Diego Grazie alla passione per la musica, alla determinazione e al talento, i Velk sono entrati tra i 12 finalisti al Festival Show di Padova, giudicati da una giuria d’eccezione composta da Grazia Di Michele, Antonino, Cheryl Porter, Leopoldo Lombardi, Diego Basso e i Los Locos.
Ma chi sono i Velk? Sono cinque giovani reggini accomunati dalla passione per la musica.velk
Nel 2012, Maurilio Pizzi (voce), Alessandro Flesca (tastiera e seconda voce), Carmelo Barreca (chitarra), Filippo Carditello (basso) e Giovanni Campolo (batteria), decidono di formare un gruppo musicale e iniziano a far conoscere la propria musica caratterizzata da uno stile pop/rock.
Per far conoscere il loro progetto musicale, scelgono come vetrina privilegiata il web, ed è proprio sul web che nel luglio 2012 iniziano ad ottenere un notevole successo con il loro singolo d’esordio “Luce”. La canzone in poco tempo ottiene numerose visualizzazioni e i Velk iniziano ad avere i primi attestati di stima dai fans e dagli addetti ai lavori. Dopo alcuni mesi, infatti, la band viene segnalata al produttore discografico Natale Centofanti e per i Velk inizia l’avventura discografica sotto l’etichetta Sinergie Produzioni.
Il secondo singolo, “Con tutto il cuore” nel dicembre 2012 viene presentato alla vetrina "Giovani Artisti Emergenti" organizzata dall'A.F.I a Milano, riscontrando un grande consenso anche dalla critica. Nel febbraio 2013, a Sanremo, partecipano al progetto “Casa Sanremo” con il brano “Con tutto il cuore”, aggiudicandosi il premio Giovani Emergenti Sanremo 2013.
Nel luglio 2013, esce il singolo “Vivo”, brano che ha portato la band a partecipare alle semifinali della 56° Edizione del Festival di Castrocaro.
Contemporaneamente, i giovani musicisti, hanno iniziato a farsi conoscere ad un pubblico più ampio grazie ai numerosi concerti tenuti la scorsa estate in diverse cittadine calabresi.
Nel dicembre 2013, è uscito il tanto atteso quarto singolo, “Ballata Pop”, un brano che in pochi mesi ha raggiunto quasi 40.000 visualizzazioni su Youtube, dando grandi soddisfazioni ai giovani artisti. I mesi successivi sono stati dedicati alla scrittura e produzione di brani nuovi, fino all’esperienza di Padova, che gli ha regalato la possibilità di calcare, nei prossimi mesi, palcoscenici prestigiosi, come i Velk ci hanno raccontato.

Partiamo dal nome del gruppo, “Velk”, come lo avetescelto? Ha un significato particolare?

VelkIl nome nasce da una parola slovacca VLK che significa lupo, ci piaceva l’idea del branco e abbiamo pensato di italianizzarlo in Velk e successivamente abbiamo scoperto che Velk in slovacco significa grande.

Come nasce il vostro progetto musicale?

Nasce da un amicizia di fondo che ci legava ancor prima di unirci e creare il gruppo Velk. Come la maggior parte dei gruppi abbiamo iniziato riarrangiando cover, ma presto abbiamo sentito l’esigenza di creare inediti con un sound che ci rispecchiasse in pieno.

Cosa vuol dire per voi creare musica? E quali sono le vostre influenze musicali?

Per noi creare musica è come trasmettere i nostri stati d’animo alla gente attraverso lo strumento, che sia chitarra, basso o batteria ecc. Veniamo tutti da stili diversi e spesso ci troviamo a discutere sul tipo di impronta da dare ai brani, ma per fortuna dando spazio alla creatività riusciamo sempre a tirare fuori un sound che soddisfi il piacere musicale di tutti.

Come nascono le vostre canzoni?

Non c’è una ricetta per scrivere canzoni, nel nostro caso nascono dalla necessità di voler dire qualcosa. Ognuno di noi ha delle idee che vengono ascoltate in sala prove e poi insieme si lavora per tirare fuori il meglio.

velkCosa significa fare musica in una realtà lontana dai grandi palcoscenici musicali e quale è il vostro legame con la città?

Per fortuna fare musica e cavalcare grandi palchi non sono concetti che vanno necessariamente di pari passo, altrimenti saremmo tanti cloni immersi in un mercato musicale già saturo. Il bello invece sta nella varietà, anche se poi non tutti riescono ad arrivare al grande pubblico. Sulla nostra città possiamo dire che ogni volta che ci siamo esibiti dal vivo, ci ha dato un grande calore e una grande forza.

Secondo voi, in Italia, quanto spazio è riservato oggi ai gruppi emergenti?

Spazio c’è e c’è ne sarà sempre, bisogna avere la fortuna che qualcuno ti promuova o riuscire ad arrivare al grande pubblico tramite il web che oggi agevola gli emergenti più di quanto non lo facesse 10 anni fa.

Il vostro ultimo singolo “Ballata Pop” ha ricevuto molti apprezzamenti e ha ottenuto su Youtube quasi 40000 visualizzazioni, siete molto attivi sulla vostra pagina Facebook, pensate che i social network possano aiutare la musica in questo particolare momento storico?

Sicuramente i social ti aiutano ad essere notato, è una vetrina in più, ma alla fine è il prodotto quello che conta e dunque, se non è valido il web serve poco o nulla. Per quanto riguarda “Ballata Pop” siamo felicissimi della risposta dei nostri fans e che abbia avvicinato molta altra gente alla nostra musica.

Nei giorni scorsi avete partecipato al Festival Show di Padova, come è andata?

Siamo entrati nei 12 migliori d’Italia e quest’estate faremo un po’ di tappe in Veneto e Friuli che, uniti al nostro tour in Calabria e Sicilia ci regaleranno un’estate travolgente.

Quale palco vi piacerebbe calcare?

Senza nulla togliere a Sanremo avere una propria serata all’Arena di Verona è il sogno di qualsiasi musicista.

Quali sono i progetti per il futuro?

Nell’immediato far uscire il nostro EP, portare il nostro spettacolo in giro quest’estate e poi vedremo…