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Sabato, 28 Novembre 2020

Dante e la musica: l’armonia delle sfere nell’universo

“Le vie della musica e l'armonia dell'universo”: è il titolo del percorso di formazione avviato dalla Società astronomica italiana, il Planetario Pythagoras e la Provincia di Reggio Calabria. Il percorso scandito da una serie di incontri che si svolgeranno al “Le vie della musica e l'armonia dell'universo”: è il titolo del percorso di formazione avviato dalla Società astronomica italiana, il Planetario Pythagoras e la Provincia di Reggio Calabria. Il percorso scandito da una serie di incontri che si svolgeranno al Planetario reggino dal 18 al 27 maggio, è rivolto ai docenti della scuola di primo e secondario grado di discipline scientifiche - umanistiche - filosofiche e agli studenti del triennio degli istituti secondari di secondo grado.

il professore Andrea Calabrese, docente ordinario di Teoria dell’armonia e analisi presso il Conservatorio di musica “Francesco Cilea"


Sul rapporto tra Dante e la musica ha discusso il professore Andrea Calabrese, docente ordinario di Teoria dell’armonia e analisi presso il Conservatorio di musica “Francesco Cilea".

Il rapporto tra Dante e la musica è molto stretto, come si evince da alcuni versi contenuti nelle tre cantiche. Lei cosa ne pensa?

"Le conoscenze di Dante in merito alla musica sono molto complesse in tutte e tre le cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso. In particolar modo trovano compimento nell'ultima cantica, nel momento in cui Dante ascende sempre di più verso Dio, verso l'unità che riassume in se' tutto il cammino di purificazione che il poeta compie nei due regni precedenti. Un percorso che viene accompagnato attraverso la  musica definita come "armonia delle stellate rote" o delle "rote magne", ossia delle sfere celesti che circolando creano delle soavi armonie esprimibili per mezzo dei suoni. I riferimenti sono diversi dunque e riguardano anche l'aspetto tecnico della musica come "l'accordatore di strumenti", frase contenuta sempre nella stessa cantica. Gli effetti dell’arte dei suoni sono evidenti, non solo nelle melodie elevate inerenti le sfere celesti che possono essere tangibili per l'orecchio umano, ma anche nella  musica più terrena come il dolce canto di Casella, nel secondo canto del Purgatorio che commuove tutti quanti. Possiamo ricordare inoltre, le tante delucidazioni sui canti e gli inni che Dante rende durante il suo cammino".

Ai riferimenti musicali si uniscono inoltre, le conoscenze di Dante sulla geometria.  In tale ambito, tra i personaggi che il poeta cita  è presente un calabrese. Dante dunque può essere considerato un precursore, ma anche un uomo di grande sensibilità?

"La geometria è una parte fondamentale dell'esperienza di Dante, è l' elemento con cui chiude il Paradiso. L' immagine usata dal poeta infatti, raffigura colui che si affatica per cercare di capire il problema della quadratura del cerchio. La geometria è presente anche in altre bellissime immagini in tutte e tre le cantiche. Il personaggio calabrese a cui Dante si rivolge è Gioacchino da Fiore, un abate che attraverso la sua riflessione richiama l'attenzione sulla necessità di tornare alla purezza del dettato evangelico primigenio, la chiesa dunque si doveva spogliare dei beni terreni e cercare una nuova dimensione, un rinnovamento spirituale profondo,  necessario in un momento di difficoltà e confusione. Dante si fece portatore di questi pensieri, anche se dare una spiegazione complessiva non è facile. Possiamo affermare che il poeta formulò alcune teorie in merito alla chiesa e i beni terreni. La visione famosa della Trinita' con la quale si chiude la Commedia, nel trentaseiesimo canto del Paradiso si può spiegare attraverso un'immagine tratta da un libro di Gioacchino da Fiore che raffigura appunto la Trinità come tre cerchi concentri ad anelli. Dante è un poeta ancora vivo che ha lasciato un messaggio universale rivolto a tutti gli uomini di tutte le razze. Un messaggio ecumenico che dimostra di rispettare visioni diverse da quelle ufficiali. L'opera di Dante è un patrimonio immenso da cui poter attingere. Posso affermare con sicurezza che se si utilizzasse questa visione interdisciplinare, si potrebbe effettuare anche nelle scuole una rilettura dei testi del poeta per attirare e coinvolgere gli studenti. Per questo all’interno del percorso formativo “Le vie della musica e l’armonia ",  si è inteso dare spazio all'esame che la teoria dell'armonia delle sfere occupa nella Divina Commedia di Dante ed in particolare nel Paradiso. Una visione che induce Dante ad opporsi al “maestro di color che sanno”, Aristotele, che nega l’esistenza della musica delle sfere. Secondo Aristotele non esiste nessuna musica, se esistesse un suono prodotto dalla rotazione degli astri, sarebbe talmente forte ed intenso da distruggere la vita sulla terra, cosa che non è. Quindi, non esiste alcuna musica delle sfere. Perché gli astri si muovono nel medium della propria sfera e quindi non c’è attrito. Dante invece crede in questa armonia, non solo per un motivo di ordine estetico, ma anche per profonde convinzioni di natura filosofica: non bisogna infatti dimenticare la persistenza nell’opera dantesca dell’eco della corrente di pensiero pitagorico-platonica mediata principalmente dall’insegnamento di Boezio, Sant’Agostino e San Bonaventura".

Il rapporto tra Dante e la musica è molto più complesso di quanto non appaia a un sommario approccio alla lettura della Divina Commedia. Come si può interpretare questa unione?

"L’incontro di Dante personaggio con la musica delle sfere avviene entro i primi cento versi del Paradiso, nel momentoin cui egli varca assieme a Beatrice la sfera del fuoco per entrare nel primo cielo, quello della Luna, ma è preannunciato anche nel Purgatorio e poi si estende fino a raggiungere le vette più elevate dell’astrazione intellettuale, attraverso le “rote magne” in cui si canta incessantemente l’armonia del Creato. Dante ritiene che l’armonia delle sfere non vada tanto ascoltata, quanto piuttosto riconosciuta con unatto intellettivo attraverso il quale l’uomo possa accedere alla comprensione dei rapporti armonici che regolano la struttura ordinata dell’universo. Il rapporto tra musica e cosmo è tra i più noti e probabilmente uno dei più antichi".
Per molti secoli musica e astronomia sono state classificate tra le discipline del quadrivio assieme ad aritmetica e geometria. Dall'antichità al Rinascimento, da  Pitagora a Keplero, aritmetica, geometria, musica e astronomia hanno studiato i numeri, lo spazio, il suono e il movimento dei corpi celesti. Queste quattro discipline venivano già pensate e insegnate da Platone come un insieme unitario, che fondeva lo studio degli oggetti matematici con l'aspirazione filosofica al vero, al bello e al bene. Le indicazioni nazionali degli obiettivi specifici di apprendimento pongono l'accento sulla necessità di costruire, attraverso il dialogo tra le diverse discipline, un profilo coerente e unitario dei processi culturali utilizzando gli aspetti fondamentali del sapere e della tradizione letteraria, artistica, filosofica, religiosa italiana ed europea, attraverso lo studio delle opere, degli autori e delle correnti di pensiero più significativi, il tutto non disgiunto dalle espressioni creative delle arti e dei mezzi espressivi, compresi lo spettacolo, la musica e le arti visive. La proposta formativa dunque del Planetario Pythagoras  intende offrire un approfondimento multidisciplinare tra  le materie individuando punti fondamentali di convergenza, i momenti storici e i nodi concettuali che li accomunano.