Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Sabato, 04 Luglio 2020

Bambini e povertà, allarme “Calabria” di Save the Children

La crisi economica vissuta dalla parte dei più piccoli. Sono il 12,9%, solo in Calabria, i minori che vivono in povertà assoluta a fronte del 10,3% della media nazionale. A rammentarcelo è "L'Italia SottoSopra", il quarto Atlante dell'Infanzia (a rischio) La crisi economica vissuta dalla parte dei più piccoli. Sono il 12,9%, solo in Calabria, i minori che vivono in povertà assoluta a fronte del 10,3% della media nazionale. A rammentarcelo è "L'Italia SottoSopra", il quarto Atlante dell'Infanzia (a rischio) in Italia di Save the Children.
Ad allarmare, nella regione, è il dato che vede 77.619 minori vivere in Comuni (33) in default o sull'orlo del fallimento. Amministrazioni costrette ad alzare al massimo le tasse per le prestazioni fondamentali o anche a ridurre alcuni servizi cruciali. Una condizione di svantaggio che, sempre più spesso, va di pari passo con una notevole contrazione dei servizi socio-educativi e socio-sanitari: per esempio si è ridotto di otto unità il numero di consultori pubblici in Calabria e solo il 2,5% dei bambini viene preso in carico negli asili nido, dato che posiziona la Calabria all’ultimo posto in Italia. A livello nazionale sono oltre 650 mila i bambini che vivono in comuni completamente falliti e senza un euro in cassa (72) o sull’orlo della bancarotta (52).
C’è, poi, in Calabria, un’altra faccia della crisi con il 24,7% di bambini tra gli otto ed i nove anni che è in sovrappeso e il 14,4% in condizioni di obesità. E il motivo non è certo legato all’eccesso di alimentazione. Tutt’altro. Il cibo buono, infatti, costa e le famiglie con figli hanno tagliato la spesa alimentare: l'83,9% di famiglie con bambini in Calabria ha ridotto la qualità/quantità per almeno un bene alimentare. Nel 2012, il 66% di famiglie con figli in Italia - ovvero ben 4 milioni 400 mila nuclei familiari con prole – ha inciso negativamente sulla qualità/quantità della spesa per almeno un genere alimentare. In parallelo con la povertà economica, poi, galoppa anche la povertà d’istruzione: sui 24 paesi Ocse l’Italia risulta ultima per competenze linguistiche e matematiche nella popolazione 16-64 anni e per investimenti in istruzione: +0,5% a fronte di un aumento medio del 62% negli altri paesi europei (Ocse); in Calabria, benché in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, è alta e preoccupante la quota dei cosiddetti “early school leavers”, cioè i giovani tra i 18 e 24 anni in possesso della licenza media che sono fuori dal sistema dell’istruzione e della formazione, che è pari al 17,3 %.

Foto di Francesca Leonardi: Contrasto


Nel quinquennio 2002-2007 la percentuale di giovani con un basso livello di istruzione si era ridotta di 4,5 punti in percentuale, quasi un punto all’anno; dal 2007 al 2012 i cosiddetti early school leavers fermi alla sola licenza media hanno preso a scendere al ritmo ben più lento dello 0,4%, passando in 5 anni dal 19,7% all’attuale 17,6% per un esercito di 758 mila giovani con bassi titoli di studio e fuori dal circuito formativo. E ancora: tra il 2011 e il 2012, documenta il rapporto diSave the Children, in Calabria la spesa media mensile non alimentare dei nuclei con bambini si è ridotta  di 356,54 euro, una cifra quasi doppia rispetto alla media nazionale (-135 euro). I tagli hanno riguardato soprattutto l’abbigliamento, i mobili e elettrodomestici, la cultura, il tempo libero e i giochi. La quota maggiore di riduzione si concentra al Sud e al Centro (rispettivamente – 2,56 e 1,82) per quanto riguarda il vestiario, al Nord per la sanità (-0,66%) e nuovamente nel Mezzogiorno per il tempo libero e la cultura (-0,90 punti percentuali). Nell’ultimo quinquennio, i minori in povertà assoluta, in Italia sono più che raddoppiati, passando da meno di 500 mila a più di un milione. Solo nel 2012 il loro numero è cresciuto del 30% rispetto all’anno precedente, con un vero e proprio boom al Nord (+ 166 mila minori, per un incremento del 43% rispetto al 2011) e al Centro (+41%) e un aumento relativamente più “contenuto” (+20%) al Sud, colpito intensamente dalla povertà negli anni scorsi.
In particolare, in Calabria, sono il 12,9 % i minori in povertà assoluta. Ma chi sono i bambini che non hanno il necessario per una vita dignitosa? Sono i figli di genitori disoccupati, oppure  monoreddito o ancora bambini i cui genitori hanno un livello d’istruzione basso. “Tra povertà economica e povertà educativa c’è una stretta relazione e l’una alimenta l’altra in un circolo perverso - dice Raffaela Milano, direttore Programmi Italia-Europa Save the Children Italia-. Se si  comparano i consumi di una famiglia in povertà con una benestante a livello nazionale, si rileva che, nella prima, le spese per il pane e il cibo assorbono quasi il 35% del reddito mensile a fronte dell’11% circa di una famiglia più agiata. Così, i meno abbienti cercano di risparmiare dove possono e finisce che all’istruzione libri scolastici, lezioni private, rette o anche al tempo libero possano destinare le briciole, pochi euro al mese a fronte delle diverse centinaia di euro delle famiglie più abbienti. Questo deficit di spesa educativa delle famiglie in povertà non è compensato da investimenti pubblici su welfare ed educazione, con il risultato che i bambini più poveri vivono una gravissima contrazione delle opportunità educative indispensabili per la loro crescita”.
Ma i minori, in questo contesto, rischiano di essere l’anello debole su un altro fronte caldo, quello dell’emergenza casa. Ammontano a 100 mila i provvedimenti di sfratto eseguiti nel 2012 per morosità. E Cosenza conquista la poco invidiabile posizione di seconda provincia italiana dopo Palermo nella speciale classifica. “Con la pubblicazione dell’Atlante Infanzia - sostiene Claudio Tesauro, Presidente Save the Children Italia - speriamo di contribuire ad accrescere la consapevolezza dei seri rischi che gravano su tanti giovanissimi ma anche sulla reale possibilità di cambiare il presente. Oltre all’impegno internazionale, Save the Children da più di 10 anni sviluppa programmi per i bambini e gli adolescenti in Italia e in particolare nel 2011 ha attivato un programma di cinque anni, con l’obiettivo di contribuire a rafforzare e rinnovare le infrastrutture sociali ed educative dedicate ai diritti dei minori, con particolare attenzione a quelli in situazione di maggiore disagio. Lo scorso anno sono stati oltre 40mila, dal nord al sud d’Italia, i bambini e adolescenti coinvolti e supportati direttamente da Save the Children e la sua retedi partner locali”. Un grande lavoro che, tuttavia, non può bastare.