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Venerdì, 18 Settembre 2020

La felicità delle persone comuni al tempo della crisi

La felicità: su quale treno della notte viaggerà, se tutta la gente del mondo, senza nessuna ragione, alzasse la testa e sognasse sul bellissimo brano (La felicità) di Lucio Dalla? Sul tema della felicità hanno scritto tutti, dai filosofi ai La felicità: su quale treno della notte viaggerà, se tutta la gente del mondo, senza nessuna ragione, alzasse la testa e sognasse sul bellissimo brano (La felicità) di Lucio Dalla? Sul tema della felicità hanno scritto tutti, dai filosofi ai poeti, dai compositori a tutti noi, ma ora, al tempo della crisi, cos'è che  ci rende felici?
Come dare fiducia al mondo, in tempi un po' confusi come quelli che stiamo vivendo? Ho ascoltato la voce di diverse persone, gente semplice che ogni giorno rinnova il suo impegno con la vita, ricercando taluni la bellezza, altri i sentimenti autentici e senza retorica, alcuni con fede e ottimismo,altri motivati dall'amore,dalla famiglia, dalle responsabilità. Troppe, non buone, notizie si sentono dai media: c'e'chi e' in gravi situazioni economiche e non parlo solo di lavoratori dipendenti, precari e giovani in cerca di una prospettiva, ma anche di liberi professionisti ed imprenditori: come può esserci il sorriso laddove c'è' il rovello della? Ecco cosa mi rispondono giovani e meno giovani. Laura, giovane madre di 3 figli, 39 anni portati splendidamente, si tiene in forma portando a scuola, ogni mattina a piedi, i figli, Marco, Luca, Cristina, rispettivamente di 9,7,e 5 anni. Mi dice: "La felicità per me esiste. Nel momento in cui ho deciso di fare sul serio ed avere un marito e dei figli e'stata una scelta dettata dal cuore ,la prima preoccupazione  oggi e'stare bene in salute tutti e conservare allegria in casa,io sono maestra di asilo precaria, il mio stipendio lo lascio immaginare, e mio marito e' professore alle medie inferiori. Abbiamo desiderato molto avere dei bambini e sapevamo che sarebbero stati un pensiero molto importante, ma ci abbiamo creduto,stringiamo la cintura tra bollette e spese varie ma teniamo duro. Abbiamo una sola automobile e quando possibile usiamo le bici. Le  tasse ci sono e la fine del mese pure,quello che vorrei è più attenzione per chi ha coraggio di fare famiglia,se qualcuno può ,sopratutto la classe politica che ci governa, faccia qualcosa: è necessario riformulare le leggi sulla famiglia ,migliorarle. E’ chiedere troppo? Giovanni si e' laureato da quasi 5 anni in ingegneria, ha 31 anni e racconta: “Avevo promesso ai miei genitori che mi sarei laureato in tempi brevi ricambiando i loro sforzi che mi hanno permesso di studiare, l'ho fatto ma il lavoro non arriva,qualche piccola consulenza e la consapevolezza di essere comunque un bravo professionista scavalcato però da tanti altri bravi e meno bravi. La felicità è Maria, la mia fidanzata che mi dà un grande sostegno morale, stiamo insieme da quasi un anno e siamo riusciti a stento a trovare una casa in affitto da qualche mese, grazie ai suoi zii. Vorrei darle di più, ma siamo ottimisti,lei insegna danza ed il sogno è di progettarle una scuola tutta sua,stiamo unendo le forze e le conoscenze e sento che in qualche modo ci riusciremo. Comunque io continuò a spedire curriculum a tutta forza. Maria e la mia famiglia d'origine, mi danno le giuste motivazioni e così riprendo le energie per andare avanti". Federica, giovanissima, una laurea in scienze infermieristiche con specializzazione in pediatria, intelligente e  bella come il sole, curricula che viaggiano per tutt'Italia;  la voglia di restare nella sua “patria”. Adesso che la sento al telefono e' sola, in transito  in aeroporto a Roma ,con il suo bagaglio di speranza, direzione Germania :"Vado lì a cercare opportunità professionali,la mia felicità la lascio un po' a casetta mia e un po' la porto con me nel cuore. Viaggiare mi da obbiettivi nuovi e la fede mi accompagna, così come le parole di conforto e coraggio che mi danno le persone più vicine e la mia mamma., Non so ancora cosa mi aspetta, di sicuro so dove posso tornare e quella che sono oggi. Questa serenità interiore mi dà felicità e, soprattutto, quello che sento come una missione: aiutare gli altri attraverso la mia attività. L'Italia, lo dico da ventenne, e'una nazione a cui non manca nulla, ma ha perso la cultura,si vede dalla tv che e' forse lo specchio del Paese. Io non mi identifico con le ragazze ed i ragazzi che si mettono in mostra, vengo da una famiglia che ha sempre lavorato nel settore moda e abbigliamento, vedo quindi che si sta perdendo il buon gusto ed il pudore sopratutto nelle donne,  e da giovane donna mi dispiace. Comunque, per me la crisi deve essere superata, stare uniti tra chi si ama, specie di questi tempi, è essenziale". Melania e Tano li incontro una mattina di novembre; lei collabora con un azienda, anche se viene da esperienze di attività commerciali in proprio, mentre Tano lavora presso un’impresa storica del suo territorio. Fidanzati da diversi anni per loro la felicità è stare in coppia e vivere e gioire delle piccole cose,divertirsi insieme. Si stanno impegnando con volontà ed onestà di sentimenti, perché fra qualche tempo arriverà il giorno per loro più bello:il matrimonio. Mettono su casa e, come si suol dire, si dedicano ogni giorno al loro obiettivo d 'amore; Melania non vede l'ora di diventare mamma e così spiegano il loro stile di vita. Melania: non abbiamo tempo di avere brutti pensieri, riguardo al futuro siamo impegnati a costruirlo,riguardo la crisi che ormai e'evidente,da quando  stiamo insieme non ci spaventa. Conosciamo  la realtà che ci circonda e che  spesso non e' meritocratica. Per noi la felicità è avere tra le braccia il nostro nipotino Giuseppe,nell'attesa di avere un bimbo tutto nostro. Aggiunge Tano: effettivamente, tutti avvertiamo la crisi ed amici imprenditori sono stati costretti a chiudere le loro attività,noi nel nostro piccolo andiamo avanti, passo dopo passo con ottimismo. Abbiamo in conto il nostro matrimonio che si avvicina sempre più ed il, lavoro anche se sacrificato, non spaventa quando hai la donna della tua vita accanto. I nostri bei momenti li abbiamo, ed uno fra questi e'riunirsi a casa della nonna per stare tutti insieme e mangiare i piatti più buoni,la crisi si dimentica almeno in questi attimi di felicià. Ci dispiace per la nostra Italia che per noi resta casa nostra".
Ultimo profilo ma non per importanza è quello di Clelia, simpatica nonna, 80 primavere compiute, una pensione che le è stata quasi dimezzata. Faceva la sarta ed è delicato il suo racconto fino alla commozione:"Ho cucito gli abiti dei giorni più importanti, mi emoziona ancora il ricordo di quando preparavo i modelli per il giorno del battessimo o i corredini per la nascita, le coppie venivano piene d'entusiasmo  ed io consigliavo stoffe e ricami. Bei tempi,la felicità era saper godere di quello che si possedeva, oggi i giovani hanno sete di tutto ed anche il vino più prelibato non li soddisfa, perché forse si sono rovinati il palato con le cose finte. Credo che la crisi sia una scusa di qualcuno,ai  giovani va data fiducia e bisogna farli osare. Mio marito se n’è andato prima di me lassù, mi manca molto: una figura esemplare, non mi avrebbe fatto lavorare fosse stato per lui, però poi ha capito che il mio era anche una lavoro creativo che mi faceva stare bene. Quando lo ricordo sono felice ,aveva sempre una parola buona per me  ma anche  per tutti gli  amici e i parenti. I nostri 35 anni insieme, erano e sono per me anche oggi un motivo per essere felice e dire a tutti di gioire, le ombre ci sono ma siamo anche noi a crearle. Si deve vivere alla luce del sole e tutto si vede con occhi nuovi".
Pare proprio di si, l'antidodo  al malessere sociale, alla crisi,  senza dover evocare esperienze come il volontariato e la  solidarietà laddove si trova sicura vocazione, parte proprio dai sentimenti più semplici,quelli che scaldano il cuore nei momenti più incerti. Quelli dell'amore in tutte le sue multiformi espressioni. La felicità e'quindi condividere le esperienze di vita con sentimenti autentici e sorreggersi nei momenti più difficili. Come diceva Sant'Agostino: "La felicità è desiderare quello che si ha". Certo è che oggi coloro che brigano per  rubare ciò che si è conquistato, sono numerosi; dunque il sistema migliore è proteggere i propri sogni ed i propri beni con prudenza, sobrietà e onestà. Asseriva Costantino Kavafis: "S'è avvolto nelle tenebre il mondo,non temere non credere durevole tutto ciò che è oscuro..sei vicino ai piaceri,  amico,alle valli,ai fiori:osa, non ti fermare. Ecco già sorge l'alba, per te profumate ricompense ai tuoi canti".