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Mercoledì, 12 Agosto 2020

Le nuove sfide della chirurgia vascolare

La chirurgia vascolare endovascolare dell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria s’apre al futuro. La due giorni organizzata dalla Divisione diretta dal dottor Pietro Volpe accende i riflettori su procedure e metodiche innovative in grado di rappresentare nuove speranze per i pazienti La chirurgia vascolare endovascolare dell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria s’apre al futuro. La due giorni organizzata dalla Divisione diretta dal dottor Pietro Volpe accende i riflettori su procedure e metodiche innovative in grado di rappresentare nuove speranze per i pazienti che, nel tempo, rischiano di perdere l’uso degli arti, con tutte le conseguenze, di ordine sociale e psicologico, che ciò comporta.

Il dott. Pietro Volpe


Sono diverse le figure professionali interdisciplinari che, dalla Calabria e dalla Sicilia, si sono ritrovate nella città dello Stretto per dibattere sul tema dell’incontro “la rivascolarizzazione percutanea mediante trombectomia rotazionale”, confrontando le loro esperienze sull’utilizzo di un nuovo strumento di disostruzione vasale. “Lo strumento che si usa con tecnica mini-invasiva endovascolare è caratterizzato da una miniaturizzazione tale che gli permette di entrare e liberare dal trombo vasi di pochi millimetri di diametro. Esso distrugge il trombo che occlude il vaso mediante le due azioni di frammentazione e triturazione. Le particelle così prodotte vengono poi aspirate dal sistema stesso e non vanno in circolo nel sangue”, spiega Volpe. Scelto dall’azienda produttrice (ws straub medical rappresentata dal dott. Giovanni Calabrese per la buona esperienza della metodica acquisita, il Centro di chirurgia vascolare reggino diventa ponte della tecnologia e dell’innovazione, parti integranti di quel processo di crescita scientifico che appare sempre più rapido. Con quali risultati?  Rilancia il dottor Volpe: “Abbiamo voluto un vero e proprio workshop, credendo nella politica del confronto e delle esperienze comuni da condividere e da mettere a punto per crescere insieme, evitando di commettere acquisendo le necessarie abilità”. La scommessa è questa: parlarci con la verità per capire effettivamente quali pazienti possano trovare benefici dall’utilizzo di questa metodica e quali invece no, considerato che al pari dei benefici, ci sono anche le complicanze Così, abbiamo cercato di capirne di più, studiando le indicazioni e selezionando i casi”.
Da qui, un taglio eminentemente pratico rivolto principalmente ai nuovi utilizzatori con la presentazione del prodotto, la metodica e la partecipazione alla procedura in Sala operatoria. Ma anche tanto spazio alla discussione nella tavola rotonda sugli aspetti tecnici della procedura, sui risultati a breve, medio o  e lungo termine, nonché sulle complicanze riscontrate”. “Crediamo di aver raggiunto le finalità scientifiche dell’incontro, ovvero verificare l’efficacia della metodica e la sua sicurezza, mettendo sul tappeto esperienze di coloro che realmente si trovano a dover risolvere i problemi di rivascolarizzazione d’arto ed a cui di volta in volta si presentano sempre nuove problematiche. In questo senso, potenziali nuovi utilizzatori, chirurghi vascolari, radiologi interventisti o cardiologi emodinamisti stanno dalla stessa parte, impegnati a ridurre i tempi di apprendimento della tecnica”.
Diverse le diverse autorità politiche e istituzionali che hanno partecipato ai lavori. Il capo di gabinetto del Consiglio regionale Pasquale Crupi, in rappresentanza del presidente Talarico, sottolinea come incontri come questi non possano che rappresentare un “salto di qualità effettivo della sanità calabrese che si trova al centro delle sfide di un domani sempre più vicino. Verificando e attestando sul campo capacità e potenzialità di nuove procedure, si riesce ad offrire alla comunità calabrese speranze che vanno nella direzione di una migliore qualità di vita, ma anche di una riduzione della migrazione passiva. E importante, pertanto- conclude Pasquale Crupi- che strutture come questa diretta dal dott. Pietro Volpe, ma anche l’Ematologia, il Centro Trapianti e tante altre ancora che annoverano professionalità e competenze, siano impegnate con dedizione in una scommessa che appartiene a tutti noi”.