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Sabato, 15 Agosto 2020

“Nessun Dorma”: la prima radio web europea antindrangheta.

Parliamo con Claudio La Camera e Giovanni Impastato.“I compagni di Milano, i creativi di Bologna, i fricchettoni piovuti dall’India, ragazze tedesche e inglese bellissime. Viene voglia di piantare tutto e andare via dietro a loro. Ma qui non siamo a Parigi, a Woodstock  e nemmeno all’Isola di White. Qui siamo a Cinisi in Sicilia, dove non aspettano altro che il nostro disimpegno… Bisogna che ognuno di noi ritorni al lavoro che ha sempre fatto, cioè informare, dire la verità, e la verità bisogna dirla anche sulle proprie insufficienze, sui propri limiti”.

Claudio La Camera e Giovanni Impastato


Parole indimenticate che echeggiano ancora da Terrasini, dalle frequenze di Radio Aut, 98,800 Mhz, dove ogni venerdì sera Peppino Impastato andava in diretta con Onda pazza a Mafiopoli, la sua trasmissione.
Un testimone che passa di mano, una storia che non si vuole finire di raccontare e lo si fa anche grazie all’esempio ed alla passione di quel Peppino che oggi a tutti sembra aver incrociato almeno una volta nella vita.
E’ nata a Reggio Calabria, la prima radio web europea antindrangheta: “Nessun Dorma”. Un’idea progetto supportata dall’Agenzia Nazionale Giovani e diretta dall’Osservatorio sulla ‘ndrangheta in partenariato con Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato di Cinisi e Radio 100 Passi di Palermo, LoPresti Idea e Real Fat Studio, di Reggio Calabria.
Sidiscuterà di cittadinanza attiva e nuove povertà, disagio sociale, migrazione in Calabria fra accoglienza e razzismo. Diritto alla casa, diritto al lavoro. Diritto d’asilo e politiche di welfare. Donne, musica e cultura. Potere all’informazione insomma, affinché questo indispensabile strumento ci permetta di uscire dal torpore dell’indifferenza e dall’incubo del malaffare. Claudio La Camera, responsabile dell’Osservatorio sulla ‘ndrangheta, che ha pianificato il progetto con la sua squadra, ci ha ribadito che <<per l'evoluzione delle mafie è stato determinante la gestione del consenso sociale, che ha permesso di costruire identità sempre diverse delle organizzazioni criminali. Per lo stesso motivo è così complesso contrastare i modelli di espansione mafiosa – e prosegue ancora - credo che Peppino non dovrebbe essere soltanto "ricordato", il suo esempio dovrebbe essere motivo di un continuo fermento culturale per il rinnovamento dell'antimafia sociale. Dobbiamo agire per restituire dignità e uguaglianza. In questo senso la più grande rivoluzione, quella non ha mai avuto fine,è rappresentata dall'utopia di poche persone che quotidianamente svolgono il loro compito di cittadini. Non credo molto negli eventi gridati o decantati dalle ideologie. Rivoluzionario può essere il gesto di ogni giorno>>. Ci ha dato il suo contributo anche Giovanni Impastato, incontrato in occasione del lancio di “Nessun Dorma”.

Come si sono evolute le mafie?

Le mafie si sono evolute negli ultimi anni con un grande salto di qualità perché, come diceva Falcone, le mafie inseguono il denaro,  hanno cominciato cioè ad influire sulla produzione economica. Possiamo infatti parlare di mafia finanziaria, di borghesia mafiosa. Quello che da tempo Umberto Santino sosteneva lo ritroviamo nelle analisi attuali sulle organizzazioni mafiose.
Oggi non si parla più meramente di un intreccio tra i mafiosi e la borghesia, i mafiosi oggi sono professionisti, medici, avvocati. C'è tutto un blocco dominante costituito dai colletti bianchi. E ormai hanno invaso l'intero territorio nazionale, pensiamo ad esempio al caso della Lombardia.

Può condividere con noi un ricordo di Peppino?

Peppino Impastato


Il ricordo più bello che ho di Peppino è quello di un Peppino scanzonato, di quando organizzava il carnevale alternativo di Cinisi, intratteneva i bambini, faceva lo sputafuoco. Le famose giornate passate a pescare e a mangiare il pesce direttamente li, le gite in montagna. Questo è il ricordo più intimo di mio fratello e che mi piace condividere, un volto inedito rispetto a come viene solitamente trattato.
Non sottovaluto, però, l'aspetto del suo impegno politico e anti-mafia.

La collaborazione proficua con l'Osservatorio... segna un ponte sullo Stretto e sulle speranze di riscatto dei nostri territori....

Sicuramente noi abbiamo avuto la fortuna in questi anni di agganciare una realtà diversa rispetto alla nostra che opera sul territorio calabrese e con cui abbiamo iniziato una collaborazione che dura da tre anni e che si è rafforzata con le attività del progetto Un ponte per la memoria. Oltre a questo progetto,abbiamo realizzato numerose iniziative congiunte portando a Cinisi giudici calabresi e presentando un libro che parla delle storie di vittime di ndrangheta dimenticate. Siamo stati i primi in Sicilia, tra le associazioni anti-mafia, ad affrontare il tema ndrangheta con questo livello di approfondimento.
Il rapporto con l'Osservatorio sulla ndrangheta è servito a concretizzare ancor più il nostro impegno sul territorio, da un lato garantendo la sopravvivenza di Casa Memoria, l'apertura della casa ai turisti e le visite guidate, e dall'altra tramite la ristrutturazione che l' ha resa più funzionale.
L'attività di sensibilizzazione svolta sui rispettivi territori in collaborazione con le scuole e le istituzioni locali fa ben sperare rispetto ad un futuro riscatto delle nuove generazioni in chiave anti-mafia.

Radio Aut ha lasciato il segno, Secondo lei soffia ancora il vento della rivoluzione?

Parlare di rivoluzione oggi è forse un'utopia. Non mi azzarderei in questo particolare momento storico a parlare di rivoluzione. Possiamo tuttalpiù parlare di cambiamento. Anche se la rivoluzione noi l'abbiamo fatta, l'ha fatta mia madre con le scelte importanti che tutti conosciamo. Però la radio è stata pure una rivoluzione. Le parole di Peppino erano molto incisive, e oggi a distanza di tanti anni più che parlare di rivoluzione farei tesoro di quell'impegno e di quell'attività e la riproporrei oggi a distanza di tutto questo tempo.