Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Sabato, 15 Agosto 2020

PirandelloDrag diventa un film. Parla l’autore (e sceneggiatore) Nino Spirlì

Si sono da poco conclusele riprese di PirandelloDrag, un cortometraggio tratto dall’omonimo spettacolo teatrale scritto da Nino Spirlì. Una rappresentazione che ha inizio quando cala il sipario di un teatro e nella penombra si accendono i riflettori sulla Drag Queen Si sono da poco conclusele riprese di PirandelloDrag, un cortometraggio tratto dall’omonimo spettacolo teatrale scritto da Nino Spirlì. Una rappresentazione che ha inizio quando cala il sipario di un teatro e nella penombra si accendono i riflettori sulla Drag Queen Piaf, interpretata dallo stesso Spirlì, e la Drag Lolita, interpretata da Aldo Ferrara.

Nino Spirlì


È allora che entra in scena l’essere Drag Queen, o meglio la vita delle persone che vestono i panni delle regine della trasgressione. A cui il destino non fa sconti. In questa declinazione in chiave drag di Pirandello c’è lo spazio per le emozioni e per una riflessione matura sulla diversità. Nella sua apparenza, nella sua essenza più profonda. Uno spettacolo che adesso si affida al linguaggio cinematografico e sotto la direzione del regista calabrese Giacomo Triglia, coadiuvato da un cast di tecnici calabresi, è stato girato in alcuni centri della Piana di Gioia Tauro ed è, in questo momento, in fase di montaggio. Ne parliamo con il suo autore e sceneggiatore, Nino Spirlì.

Cosa è PirandelloDrag di cui sei autore e protagonista?

PirandelloDrag nasce per il teatro nell’aprile 2011. Il testo, ispirato alla novella “La morte addosso” di Luigi Pirandello, racconta l’incontro di due “ombre della notte”, due uomini in costumi femminili, che, drammaticamente costretti al matrimonio, fuggono dalla prigione sociale della bugia di comodo per ritrovarsi solidali nelle umane disperazioni. Due matrimoni infelici, due destini straziati, raccontati in scena  da Aldo Ferrara e me, diretti da Gioia Scola. Un successo di pubblico e di critica.

Perché hai scelto di declinare in versione “drag” proprio Pirandello?

Perché è il massimo esponente della cultura italiana del nostro Novecento. Nato nel cuore del Mediterraneo, studiò a Bonn, conobbe la letteratura romantica tedesca, la nascita della psicoanalisi freudiana, la teosofia di Madras importata in occidente da H. Blavasky, lo spiritismo russo di Gurdjeff, il postilluminismo francese, il cattolicesimo e la Riforma. Praticamente, un enciclopedico dello scibile umano. Chi, meglio di lui, da scegliere come ispiratore e compagno di cammino?

Che emozioni suscita il tuo spettacolo e che significati ritieni possa trasmettere al pubblico?

Il pubblico del teatro si emoziona sin dalla prima scena. Dapprima, incuriosito dall’arrivo di due Drag Queen canterine, poi dai dialoghi e dai colpi di scena, che non mancano. Ciò che passa dalle tavole del palcoscenico alla platea è una sorta di compassione, artistica al primo respiro, umana a fine spettacolo. E questo mi rende orgoglioso di averlo partorito.

Pirandello Drag diventa un film. Hai appena concluso le riprese, qui in Calabria. Che cosa si prova a portare sul grande schermo la propria opera teatrale?

Un’emozione indicibile. Il cinema è diretto, d’impatto rapido, senza necessità di immaginare. La tela tesa rimanda immagini che diventano realtà. Ed ecco che la storia delle due Drag Queen diventa la scelta di una piccola Compagnia di Teatro che arriva in Calabria per mettere in scena lo spettacolo. E, lontani dall’impersonalità della grande città, diventano il centro dell’interesse di un piccolo centro di provincia. E si trasformano in combattenti. Loro malgrado.

Raccontaci più dettagliatamente il progetto cinematografico e di questa esperienza di riprese in Calabria.

Da qualche mese è nato il progetto etico mafiaNO, voluto fortemente non solo da me, ma da un primario gruppo di Associazioni culturali e sociali, Mammalucco, Promuovi, Lidu, oltre che dalle prime istituzioni che hanno aderito alla proposta, Il Presidente e il Consiglio Provinciale di Reggio Calabria, il Comune di Palmi, Rosarno, Cittanova, Laganadi. Assieme a loro, abbiamochiesto l’intervento del Consiglio Provinciale, che ha deliberato un aiuto economico e ci ha permesso, con la casa di produzione E20,  di mettere in piedi la produzione del cortometraggio sociale “PirandelloDrag ”. Il film è una denuncia contro l’omofobia e la violenza omofobica. Interpretato da Gilles Rocca, Marco Basile, Manuel Ferrarini, Salvatore Striano, Giacomo Battaglia, Gigi Miseferi, diretto da Giacomo Triglia, si avvale della sceneggiatura curata da me e anche della presenza di un ottimo cast di giovani attori calabresi. La troupe tecnica, poi, è interamente calabrese.

Che mondo è quello delle drag e perché hai scelto di raccontarlo?

Un mondo in cui le lacrime e i sorrisi si mescolano al rossetto e alla solitudine. Meravigliose vite rese fantastiche dalla mirabilia dei costumi, ma che, spesso, affondano le radici nella fuga da casa e nella necessità di ricominciare da zero. Lo racconto perché sento che sia venuto il momento, condividendo senza pregiudizi, di conoscere le vite altre da noi, che non devono spaventarci, ma abituarci a sentire l’altro come una ricchezza.

Quanto c’è di te stesso dentro questa storia, nei suoi colori e nelle sfumature?

C’è il mio carattere forte da esploratore, da pioniere della vita, da curioso e mai domo. C’è la voglia di rimettere ordine nella confusissima piazza del luogo comune. E, anche, la sicurezza che la gente capirà. Eccome, se capirà. E avanzerà nel lungo e vario cammino del genere umano verso la liberazione del precotto, preconfezionato, pregiudizievole e pregiudicato.

Pirandello drag è un film contro l’omofobia. Perché le persone hanno paura della diversità e reagiscono con violenza?

Perché ogni variazione della routine e del conosciuto spaventa e diventa “uomo nero”. Abbiamo finito di spaventarci del colore della pelle e dell’altro credo religioso, e, adesso, dobbiamo smetterla di spaventarci dell’altro modo di amare. La violenza, poi, è il primo strumento a disposizione: è nelle mani, nella lingua, negli occhi. Perché è nella testa. O, meglio, nei vizi del cervello: quelli costruiti dauna falsa morale religiosa, politica, sociale. Continuiamo a lottare e li annienteremo. Se penso a cos’era il confronto  pubblico con l’omosessualità solo vent’anni fa! Su, ché di passi avanti ne abbiamo fatti.

Scheda film:

Pirandellodrag è interamente prodotto e girato in Calabrianei comuni di Palmi, Rosarno e Taurianova.Il soggetto è di Nino Spirlì (autore di diversi format per la televisione, tra i quali spiccano “La Fattoria”, “Né con te, Né sena di te” e “Forum” con cui ha collaborato per 17 anni), già spettacolo teatrale nella primavera del 2011 al Teatro Nuovo Colosseo di Roma, tratta il complesso tema della lotta contro l'omofobia. La sceneggiatura è firmata dallo stesso Spirlì insieme al regista Giacomo Triglia, che, dopo aver scritto e diretto numerosi video musicali tra i quali quelli per Eugenio Finardi, Brunori Sas, Joe Barbieri e Colapesce, ritorna al cinema per dirigere questo nuovo lavoro con un cast d'eccezione:  Sasà Striano (Gomorra, Cesare non deve Morire, il Clan dei Camorristi), Marco Basile (In questo mondo di ladri, L'ispettore Giusti, La Squadra, R.I.S.), Gilles Rocca (Don Matteo, I Cesaroni, Carabinieri, Distretto di Polizia), e Manuel Ferrarini (In principio erano le mutande, Banana Splatter) che interpretano i personaggi principali.Con la partecipazione straordinaria di Dario Brunori (Brunori sas), Gigi Miseferi e Giacomo Battaglia. Molti sono gli attori calabresi che li affiancano:Costantino Comito, Vittoria Attisani, Serena Argirò, Fabio Mascaro, Simone Tomagro, Michel Dessì. Una produzioneE20, con la collaborazionedell'Associazione Multicultuarele Mammalucco, l'Associazione Culturale Promuovi, la LIDU Lega Italiana Diritti dell'Uomo,Presidenza e Consiglio Provinciale di Reggio Calabria,Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria,Comune di Palmi,Comune di Rosarno,Comune di San Procopio.Il film è un progetto mafia NO.MafiaNO inaugura la propria attività con la partecipazione alla lotta per l'affermazione dei Diritti Umani, proprio nel 65° anniversario della firma della Carta dei Diritti Umani.Il cortometraggio verrà ufficialmente presentato nel prossimo autunno al Consiglio d'Europa a Strasburgo e ai maggiori festival del settore.