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Sabato, 15 Agosto 2020

La Kyenge in Calabria. Immigrati: i silenzi dell’Europa…

“Per affrontare davvero il fenomeno dell’immigrazione bisogna smettere di parlare soltanto di numeri, ma si deve iniziare a parlare di persone e dei Paesi da cui provengono”. Questo il messaggio forte che può sintetizzare il senso della tre giorni calabrese “Per affrontare davvero il fenomeno dell’immigrazione bisogna smettere di parlare soltanto di numeri, ma si deve iniziare a parlare di persone e dei Paesi da cui provengono”. Questo il messaggio forte che può sintetizzare il senso della tre giorni calabrese del ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge che è iniziato da Reggio Calabria per finire a Crotone. “Nei Paesi di provenienza degli immigrati spesso la democrazia non esiste e non vengono rispettati i diritti umani. Su queste cause bisogna agire facendo ritornare la persona umana al centro del dibattito”. Un messaggio ancora più significativo, se si considera il quadro per nulla confortante in cui si è svolta la visita del ministro. Pochi giorni prima dell’arrivo della Kyenge in varie zone della Calabria si sono susseguiti numerosi sbarchi. A Reggio Calabria, durante la fase dei soccorsi agli immigrati trasferiti in struttura sportiva della zona sud della città, è deceduto per infarto il comandante dei vigili urbani Cosimo Fazio e a Monasterace uno sbarco di 80 profughi soltanto per circostanze fortuite non si è trasformato in tragedia. Ma, ancora più grave, proprio nel giorno della visita reggina del ministro è trapelata la notizia della chiusura del Centro di accoglienza per migranti di Isola Capo Rizzuto. Una chiusura dovuta alla morte di uno degli ospiti del centro avvenuta ben 10 giorni prima. La Kyenge ha tentato di far fronte a tutte le situazioni e non si è sottratta alle domande, seppure su molte di esse è stata costretta a prendere tempo. “Questo viaggio - ha detto il ministro in relazione alla chiusura del centro di Isola - mi consente anche di fare un monitoraggio su alcuni comuni della Calabria, il percorso comincia da Reggio Calabria, ma passerà da Riace, Roccella, Crotone, Acquaformosa, Tarsia, e incontrerò sicuramente alcuni sindaci, che hanno dato un contributo molto forte contro la malavita. Ho indirizzato questo viaggio anche in quest’ottica per valorizzare le vie della legalità. I problemi legati all’accoglienza sono noti da tempo – ha detto il ministro - Da tre mesi abbiamo iniziato un censimento delle varie situazioni sui territori per arrivare, alla fine, anche attraverso le proposte che vengono dei territori alla soluzione più opportuna.

Il Ministro Cecile Kyenge a Crotone con il sindaco Peppino Vallone e dal prefetto Maria Tirone


Se chiude il Centro di accoglienza di Bologna, quello di Modena, se ci sono problemi a Gorizia e in Calabria bisogna fare il punto della situazione e capire cosa fare”. Gli sbarchi, però, continuano e il censimento potrebbe servire a ben poco se nel frattempo continueranno morti e turbative dell’ordine pubblico. Il ministro, tuttavia, ha assicurato che, insieme al premier Letta e ai ministri dell’Interno e degli Esteri, è stato avviato un positivo confronto con l’Europa per coinvolgere anche l’Ue nella gestione del problema che evidentemente non è solo italiano. Non solo. La Kyenge ha assicurato il massimo sforzo del Viminale sulla vicenda Crotone e l’adozione di iniziative immediate per fronteggiare l’emergenza. Come l’istituzione di un osservatorio permanente del ministero dell’Integrazione a Crotone che “supportato dall’esperienza locale, sia in termini di istituzioni che di associazionismo, può diventare prezioso per mettere in campo azioni positive che possono, successivamente, essere mutuate su scala nazionale”. Il ministro Kyenge non poteva certo tralasciare nella sua missione una visita al Comune di Riace che ha indicato come modello di accoglienza da esportare nel resto del Paese. Il ministro, accompagnato dal sindaco di Domenico Lucano, ha anche fatto un breve giro del centro storico del paese, visitando le botteghe e le sedi delle due cooperative sociali dove lavorano molti immigrati. Confermando che lavoro e legalità costituiscono le condizioni fondamentali per l’integrazione e per fare in modo che l’immigrazione da problema possa trasformarsi in risorsa e opportunità per lo sviluppo della Calabria e dell’intero Paese. Infine il ministro ha ricevuto a Roccella Jonica, dove nel passato ha spesso trascorso le vacanze, la cittadinanza onoraria. “Grazie a tutti – ha detto la Kyenge nel ricevere l’onorificenza – per l’accoglienza che date e che darete a persone che hanno bisogno e che fuggono da guerre, tensioni, fame, povertà, emarginazione e persecuzioni. Sono quest’ultimi i veri nemici da combattere e non le persone che giungono sulle coste dell'Italia”. E’ chiaro, però, che molto dovrà essere fatto anche sul piano della diplomazia internazionale considerando che il Nord dell’Africa si è ormai trasformato in una polveriera e che l’Italia non può da sola sobbarcarsi un’emergenza che riguarda l’intera Europa.