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Martedì, 04 Agosto 2020

Il Mediterraneo in 140 scatti. Una mostra a Roma fino a settembre



Il Mediterraneo in mostra. I suoi segreti in 140 scatti. L’obiettivo, è quello di creare un dialogo tra le arti, i paesi e le persone del Mediterraneo, per cercare gli equilibri necessari ad una pacifica convivenza. E’ così, che nasce l’idea di “ The sea is my land “, una mostra che riunisce ventidue artisti provenienti dai ventidue paesi affacciati sul mar Mediterraneo: Spagna, Francia, Monaco, Italia, Malta, Slovenia, Croazia, Bosnia e Erzegovina, Montenegro, Albania, Grecia, Cipro, Turchia, Siria, Libano, Israele, Palestina, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco. La mostra, video-fotografica, aperta aLuglio, a Roma, al MAXXI, racconta, con immagini e filmati,  la continua confluenza tra le numerose nazionalità che popolano l’area mediterranea, quasi a voler materializzare quella famosa visione letteraria immortalata nelle sue opere dello storico francese Fernand Braudel, che parlava di un Mediterraneo come  "mille cose insieme, non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi, non un mare, ma un susseguirsi di mari, non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre". Con le opere,  che saranno esposte fino al prossimo 29 settembre, gli artisti mediterranei analizzano e narrano gli avvenimenti che accadono in paesi a loro affini o contrastanti, ma uniti, tuttavia, da comuni radici culturali e dalle tradizioni, oltre che dalla storia. Con le fotografie e i filmati, i confini politici e geografici sono superati e gli artisti, che interagiscono con le realtà più critiche, hanno l’intento di  riflettere sull’identità del territorio e sulle alterazioni che scaturiscono da ogni rivoluzione.
Il Mediterraneo è la grande piazza d'Europa, dove il sistema di scambi non è solo commerciale, ma anche culturale e religioso", spiega il curatore della mostra Francesco Bonami. I grandi formati delle fotografie e gli spazi, in cui i video raccontano la storia del “ mare di mezzo “, danno vita ad una collezione importante sia dal punto di vista artistico che da quello culturale, avvicinando ulteriormente le due sponde e valorizzando l'arte come veicolo per la conoscenza e per il dialogo. In occasione dell’inaugurazione della mostra, è stata annunciata, in anteprima, la “migliore opera” selezionata da una giuria composta da nomi di primo piano nel panorama internazionale del mondo dell’arte. E’ Dor Guez, artista israeliano, l’autore dell’opera più significativa, la “ Two Palestinian Riders, Ben Sheman Forest “ , foto considerata la più meritevole di essere premiata. Nel suo scatto, Guez,  coglie due cavalieri palestinesi che attraversano la foresta di Ben Sherman. Questa foresta è il più grande parco israeliano, realizzato nel 1948, a seguito della fondazione dello stato di Israele. Per creare questa area verde si sono invasi territori in precedenza arabi. Nella violazione apparente dello “spazio israeliano” i due cavalieri, come è scritto nella motivazione del premio, sembrano tentare di riappropriarsi non solo del luogo, ma anche di una loro antica identità, raccontando, così, uno dei più profondi e significativi incontri-scontri della storia recente del Mare Nostrum.
Il Mediterraneo, come ricorda anche la sua etimologia di mare “  in mezzo alle terre ”, è lo snodo cruciale posto al centro dei complessi meccanismi sociali e culturali, delle molteplici ideologie, delle singolari affinità e delle disparate assonanze che lo riconfermano essere una perenne fonte d’ispirazione per l’arte. Quarantaseimila km di costa, che congiungono dodici mari interni, tre continenti quali l’Europa, l’Asia e l’Africa, due emisferi culturali, l’occidentale e l’orientale. Oltre che un’identificazione geografica, il mar Mediteranno è un crocevia di popoli, culture, religioni, lingue, sistemi politici ed economici. Le sue sponde sono un anello di congiunzione tra civiltà che costantemente si incontrano, si scontrano, si differenziano e comunicano tra loro intersecando relazioni più o meno conflittuali. Nel Mediterraneo sono nate le culture più antiche: la cristiana-occidentale, la greco-slava, l’ebraica, l’araba e l’egiziana; vi si affacciano grandi città storicamente importanti per l’economia, il commercio e la cultura: Barcellona, Siviglia, Venezia, Genova, Istanbul, Marsiglia, Tunisi, Alessandria d’Egitto. In questo bacino risiedono le testimonianze del più ricco patrimonio artistico mondiale, dai siti archeologici alle città d’arte del passato e del futuro, tutt’oggi ancora in piena trasformazione urbanistica e culturale. I flussi migratori, che fin dagli esordi hanno invaso e continuano a percorrere oggi il bacino da nord a sud, da est a ovest, creano un intreccio tra le molteplici etnie che vi risiedono e da cui derivano confronti, discordie, sincronie, tensioni, nuove traiettorie sociali e culturali. Purtroppo, tali coesistenze, come spiegano i curatori della mostra, Francesco Bonami e Emanuela Mazzonis, rischiano di trasformarsi spesso in lotte civili e interminabili contrasti politici. E la mostra, anche se solo con le immagini, riesce a raccontare tutto questo Mediterraneo di armonie e contraddizioni.