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Venerdì, 07 Agosto 2020

Inaugurato (dopo 25 anni) l’avanguardistico carcere di Arghillà

Presenti il governatore Scopelliti, il presidente Talarico ed il vicepresidente Nicolò. Dopo venticinque anni di attesa, il carcere di Arghillà, periferia nord di Reggio Calabria, è una realtà. A celebrare l’apertura della nuova struttura penitenziaria

Il taglio del nastro del nuovo carcere di Arghilà. Photo Adriana Sapone


-che ha una capienza di 300 posti, ospita già 147 detenuti di media sicurezza ed è diretto da Maria Carmela Longo - il ministro alla Giustizia Anna Maria Cancellieri: “E' molto bello che la Calabria abbia questa struttura che è veramente un gioiello - esordisce - provo però un po’ di disagio a pensare che ci siano voluti venticinque anni. Ecco questa è una cosa che non si deve ripetere più. E con altrettanta forza dico che così come abbiamo inaugurato il carcere dobbiamo inaugurare il Tribunale. Non dobbiamo consentire che resti incompiuto. Reggio merita che quello che ha avviato venga portato a termine a tutti i costi. Quindi torno a Roma con un impegno ben preciso. E’ giusto che Reggio abbia un carcere così, è giusto che i detenuti abbiano spazi civili, è giusto che possano passare il proprio tempo vivendo in spazi di grande civiltà. Quindi ben venga questo carcere ed è bene che anche tutto il resto continui a funzionare bene. Il tribunale e gli uffici giudiziari devono avere il decoro che meritano.
E quella di Reggio è una struttura enorme e meravigliosa, dobbiamo chiuderla a tutti i costi, è la prima cosa che mi ha chiesto il procuratore De Raho”.

Il nuovo carcere di Arghillà. Photo Adriana Sapone


Tornando al carcere, dichiara:“Sento di dover ringraziare il commissario Angelo Sinesio per il rush finale ma con lui tutto il personale, sia a livello centrale che a livello periferico, perché senza di loro non avremmo fatto nulla. Grazie per quello che avete fatto, grazie per quello che farete. Perché sicuramente ogni giorno del vostro lavoro è un giorno duro con delle responsabilità importanti in cui mettete tutta la vostra anima”. Non è di molte cerimonie il ministro Cancellieri. Esorta a guardare al futuro ed ad avere fiducia nella giustizia e nello Stato. Non si concede alle domande politiche, né ai tentativi di strapparle qualche dichiarazione scomoda. Ringrazia il lavoro di tutti, si complimenta per la bellezza della struttura ed esige che si dia la sterzata decisiva per il palazzo di giustizia. Ed a chi ha tentato di riportarle lo sguardo sulle complesse vicende che hanno preceduto l’apertura, il ministro ha incitato a guardare oltre. “L’importante è che siamo arrivati. E che ciò che è stato fatto è molto buono”. Ed anche in merito alle responsabilità delle lungaggini, il ministro Cancellieri non punta il dito, ma spalma le responsabilità sulla testa di tutti, e di nessuno, adducendo ritardi nei finanziamenti e l’insorgenza delle più varie problematiche.

Il picchetto d'onore. Il ministro Cancellieri inaugura il carcere di Arghillà. Photo Adriana Sapone


L’istituto penitenziario di Arghillà è una struttura grande, moderna, all’avanguardia, concepita con spazi che consentono al detenuto di svolgere all’interno attività rieducative. Di attuare cioè quei principi sanciti dalla Costituzione e dalla Corte di Giustizia Europea che impongo il rispetto per la dignità e per il diritti umani. “L’inaugurazione del carcere di Arghillà era un evento molto atteso – dichiara il provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Salvatore Acerra  – sembrava una sorta di miraggio”. L’apertura rientra in un progetto del Governo  - continua - che riguarda altri istituti calabresi e che punta a raggiungere condizioni adeguate e coerenti con le indicazioni della Corte Europea, con i principi della nostra Costituzione e delle nostre leggi, nel rispetto delle quali va l’impegno  del personale che spende la propria vita per garantire la presenza dello Stato ed il rispetto delle condizioni di vita del detenuto. Il nuovo carcere – sottolinea ancora -  è un presidio di legalità concreto che sorge in un territorio particolarmente segnato dalla criminalità. La presenza dell’istituto segna la scelta di affermare la legalità, ha un’importanza simbolica. Rappresenta la vittoria dello Stato, resa ancora più significativa dall’intitolazione della strada alla memoria del giudice Antonino Scopelliti”.

Il direttore del carcere di Arghillà Maria Carmela Longo e il Ministro Anna Maria Cancellieri. Photo Adriana Sapone


Acerra poi si sofferma sulla lunga vicenda che ha riguardato la realizzazione dell’opera. “La storia del carcere inizia nell’88 – racconta - i lavori sono stati bloccati, poi sono ripresi e poi sono stati nuovamente bloccati. La scelta politica di agire ha realizzato il miracolo. Inoltre, molti lavori sono stati eseguiti dai detenuti. Questo è un valore aggiunto e particolarmente importante”.Chiamato in causa, il commissario straordinario Angelo Sinesio, dichiara: “Lo Stato vince quando è efficace ed efficiente dando prova di quello che deve essere’’.Alla conferenza stampa hanno partecipato il Commissario straordinario del governo per le infrastrutture carcerarie Angelo Sinesio, il vice capo del Dap Luigi Pagano, il provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Salvatore Acerra e il direttore della casa circondariale Maria Carmela Longo. Alla cerimonia di inaugurazione erano inoltre presenti le massime autorità istituzionali, giudiziarie e politiche. A margine della conferenza stampa il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, ha espresso il suo entusiasmo per l’apertura della nuova struttura penitenziaria. “E’ un risultato molto importante che conferma la concreta presenza dello Stato sul nostro territorio.

Il ministro Annamaria Cancellieri visita il Carcere di Arghillà. Photo Adriana Sapone


Quella odierna è una giornata significativa, anche perché restituisce finalmente ad Arghillà una struttura legata ai temi della giustizia e della legalità”. “Questa struttura di può aiutare la società italiana a percepire finalmente il carcere non come un luogo avulso dalla realtà che lo circonda. Sono del parere che esso sia, ed in tal senso Arghillà può diventare assieme ad altre realtà italiane un esempio da imitare, un presidio democratico del disagio sociale. Un luogo in sostanza non separato ma aperto e dove il principio costituzionale della pena intensa come riabilitazione della persona che ha sbagliato possa essere concretizzato”. A dirlo, è il  presidente del consiglio regionale Francesco Talarico, che ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione, insieme al vicepresidente del consiglio regionale Alessandro Nicolò secondo cui “Legalità e sicurezza quali scelte sociali prioritarie per ridisegnare il nuovo sistema carcerario calabrese nell’ottica di una nuova dignità del detenuto: è questo il messaggio più importante che si lega all’inaugurazione del carcere di Arghillà che scrive una pagina storica in termini di operosità, efficienza ed affermazione della centralità della persona».