Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Giovedì, 06 Agosto 2020

Roccaforte del Greco: che fare?

Tre scioglimenti del Comune per mafia e un’elezione andata a vuoto per mancato raggiungimento del quorum. Roccaforte del Greco non avrebbe mai pensato di saltare agli onori delle cronache guadagnandosi  lo scenario nazionale. Da parecchio non si aveva notizia dei Tre scioglimenti del Comune per mafia e un’elezione andata a vuoto per mancato raggiungimento del quorum. Roccaforte del Greco non avrebbe mai pensato di saltare agli onori delle cronache guadagnandosi  lo scenario nazionale. Da parecchio non si aveva notizia dei cittadini che sembravano passare in secondo ordine rispetto agli eventi che hanno suscitato clamore.

Roccaforte del Greco


Ma oggi loro proprio non ci stanno. E tutto questo gran parlare ha risvegliato animi e coscienze di chi, fino ad ora, sembrava essersi abbandonato   al proprio destino. Ma il risvolto della medaglia potrebbe fare valere la regola che porta solo beneficio al piccolo borgo secondo il dettato “bene o male: l’importante è che se ne parli”. Se i titoloni da prima pagina fossero in grado di alimentare la centralina per dare luce a questa parte del versante meridionale dell’Aspromonte, sarebbe il caso di dire che davvero il gioco è valso la candela. Dopo il nulla di fatto delle ultime elezioni, non si sono fatte attendere le critiche di quanti sostengono che per sconfiggere la mafia è necessaria la partecipazione del popolo e la mobilitazione di tutte le forze sociali. Ma Roccaforte, descritta come un paesino da ritrovo al bar per soli uomini che hanno perso ogni speranza sul futuro ed ogni briciolo di fiducia nelle istituzioni, in quest’ottica non avrebbe più nessuna possibilità di riuscita. E loro, quelli del bar,  oggi sembrano avere rispolverato l’orgoglio e sono pronti a dire di no. Dall’altra parte ci sono le istituzioni , quelle che a Roccaforte rappresentano direttamente il Governo nella sede dislocata che gli attribuisce poteri in deroga per il ripristino della legalità. La Commissione straordinaria si era insediata (ai sensi dell’art 143 del Testo unico degli Enti locali) nel febbraio del 2011 ed è rimasta due anni, fino alle elezioni dello scorso maggio. Poi il buco nell’acqua con l’unica lista di candidati che è riuscita a portare alle urne solo il 10% dei votanti, e quindi la successiva nomina di un Commissario prefettizio, Emma Caprino, già presidente della precedente Commissione.  Insieme abbiamo tracciato funzioni, poteri e limiti della gestione straordinaria  del Comune.  Il suo augurio per Roccaforte? Che i giovani in gamba e meritevoli possano fungere da traino per l’intera cittadina.

Lo scioglimento di  tanti Comuni calabresi per mafia può essere interpretato come un segno positivo di cambiamento o rischia di danneggiare nuovamente l’immagine della Calabria? 

Io sono convinta che l’immagine  che si sta dando all’esterno della Calabria sia un po’ distorta. Il fatto che il Comune sia stato sciolto per mafia non vuol dire che tutti i roccafortesi sono mafiosi, così come non lo sono i reggini, così come non lo sono i calabresi. L’obiettivo dello scioglimento è quello di eliminare le cause che lo hanno determinato , facendo bene attenzione a non qualificare come mafiosa tutta la comunità. D’altra parte io come cittadina reggina in questo momento sono sotto l’amministrazione di una commissione straordinaria di un Comune sciolto per mafia, questo non vuol dire che io da cittadina lo sia. No, mi dispiace, non è così.

La fase dell’insediamento della Commissione straordinaria, nella maggioranza dei casi, è quella più critica perché viene percepita come un’entità estranea ed avulsa dal territorio. Come hanno reagito i cittadini di Roccaforte?

Nel momento in cui ci si insedia in un Comune è necessario capire quali sono le difficoltà del territorio per poterle affrontare, ma io non ho avvertito alcun tipo di avversione o di ostilità né verso la Commissione, né, in un momento successivo, verso la mia persona. Che sia una Commissione o un Commissario è necessario che vengano comprese  le esigenze della cittadinanza.

Il primo compito da manuale  di una Commissione straordinaria è  quello di rimuovere le cause che  hanno determinato  lo scioglimento  e poi garantire il ripristino della legalità. A che punto sono i lavori a Roccaforte oggi? Si sente di poter dire che il paese è pronto per camminare sulle proprie gambe?

Il paese  forse era pronto già a maggio. Credo che la Commissione ( e mi sento di parlare a nome anche degli altri due componenti), nonostante la dislocazione disagiata, ha fatto tutto quello che era possibile fare, lavorando con coscienza. Ma la capacità di riprendere a camminare sulle proprie gambe dipende dalla collettività. Come Commissione avevamo iniziato un percorso che io sto portando avanti in maniera chiara e trasparente per garantire la massima legalità anche nella percezione della popolazione. E’ stato appena firmato, ad esempio, un contratto di locazione di un immobile di proprietà del Comune che sarà destinato alla Caserma dei Carabinieri. Nel corso di quei due anni sono state predisposte tutte quelle modifiche necessarie ad ottenere l’autorizzazione del Ministero, che  oggi c’è , e servirà a rendere la caserma  più funzionale. Anche la sede del Comune , Palazzo Sgrò, è in corso di riammodernamento strutturale e tecnico, e poi stiamo ancora lavorando sulle strade e sui servizi collaterali. Abbiamo anche fatto pulizia sulle banche dati dei contribuenti per allineare i dati. Ci siamo avvalsi di personale esterno per lavorare individuando, tramite un bando pubblico, un responsabile per l’ufficio tecnico, che, insieme all’ufficio amministrativo, è l’anima dell’attività comunale. Anche quando mi sono reinsediata ho rifatto un bando pubblico per avere un responsabile di riferimento per la cittadinanza.

Riguardo ai lavori in corso per lo sviluppo del territorio:  esiste la previsione di un intervento per la bonifica ambientale della base Nato dismessa sul Monte Nardello?

Tutti gli interventi che vengono fatti  sul territorio di Roccaforte sono particolarmente delicati perché rientrano nel comprensorio del Parco e quindi  sottoposti a dei vincoli. I finanziamenti che provengono dalla Comunità economica europea è necessario rendicontarli bene e spenderli con oculatezza per evitare di doverli restituire al mittente in maniera fallimentare. Mi vengono in mente le mille difficoltà che abbiamo dovuto affrontare per il ripristino di una strada che ricade nella competenza dell’Ente parco. Quindi è possibile lavorare, ma occorre farlo con particolare attenzione.

Qual è il margine di incidenza del lavoro diun commissario straordinario in un contesto come quello di Roccaforte? Si ha la percezione del “diritto ad una buona amministrazione” così come sancito dai dettati comunitari?

Questo è un problema etico che è anche necessario  che ci si ponga come cittadini italiani. Nella fattispecie, poi, sono convinta che i  tanti giovani  che lasciano Roccaforte per studiare altrove possono essere un buon ritorno per la comunità e possono fare da traino. Sia che si parli a livello locale, che nazionale, che comunitario, è necessario che sia la legalità a muovere gli animi dei cittadini. Il solo fatto di rispettare le leggi fa fare degli enormi passi in avanti alle comunità ed avvantaggia il lavoro dei commissari.

Alla luce dell’ultima  fallimentare tornata elettorale di Roccaforte , quanto crede che sia importante per un cittadino esercitare il diritto al voto?

Come cittadini dobbiamo smetterla di delegare,  bisogna intervenire direttamente! Non posso dare una definizione del fenomeno dell’ astensione da quel voto, non posso rispondere da commissario. Forse posso rispondere da cittadina e dire che probabilmente hanno voluto mostrare sfiducia nei confronti di quell’unica lista che è stata presentata. Però sulla votazione si fonda la nostra democrazia, molta gente è morta per esercitare il diritto al voto, e non facendolo si fa un torto ai nostri eroi nazionali. Poi ci sono tanti modi per esprimere le proprie opinioni e i propri disagi, ma non certo quello di non andare a votare. Gli organi che ci rappresentano e che eleggiamo, e lo penso come  cittadina e come carica istituzionale , sono l’espressione della democrazia nel senso più puro che ci consente di partecipare alla vita delle istituzioni che ci amministrano. Il voto è fondamentale.

Claudia Tamiro