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Sabato, 15 Agosto 2020

Antonio Catricalà: “La legalità in Calabria è una delle nostre priorità”

Antonio Catricalà è il viceministro allo Sviluppo Economico dl Governo Letta (ministro è  Flavio Zanonato). E’ nato a Catanzaro 61 anni fa, magistrato a 23 anni, presidente dell'Autorità garante della concorrenza fino al 2011, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Antonio Catricalà è il viceministro allo Sviluppo Economico dl Governo Letta (ministro è  Flavio Zanonato). E’ nato a Catanzaro 61 anni fa, magistrato a 23 anni, presidente dell'Autorità garante della concorrenza fino al 2011, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri durante il Governo Monti. Giurista raffinato,  ma soprattutto calabrese “doc”. Lo incontriamo presso la sede del suo Dicastero.

Antonio Catricalà


Dal 2005 al 2011 ha rivestito il ruolodi Autorità Garante della concorrenza e del mercato. In una sua dichiarazione definisce la concorrenza un bene assoluto, invece il monopolio un male assoluto. Occorre una governance che assicuri la certezza degli investimenti e riduca il numero dei rischi giuridici, oltre a contemplare un ragionevole ritorno economico. Da cosa si deve partire?

I concetti di interesse nazionale e di bene comune devono prevalere. Ogni qualvolta c’è una ristrutturazione importante nel Paese ciascuno degli attori difende strenuamente il proprio interesse di categoria, di azienda o istituzionale. Dobbiamo invece tutti ragionare avendo di mira l’interesse pubblico generale che non sempre coincide con quelli di settore. È una valutazione che può sembrare troppo generica ma se calata in tutte le realtà problematiche che si presentano all’esame del Governo, del Parlamento e delle Autorità, può servire da faro per la soluzione concreta delle più difficili questioni economiche e sociali.

Ribadendo una spinta europeista, in linea con la commissaria Kroes, ci spiega l’Agenda Digitale e in che ambiti si sviluppa?  Quant’è importante la riduzione del digital divide e la promozione di una cultura della legalità che favorisca la divulgazione delle opere sul web?

Antonio Catricalà e Mario Monti


L’Agenda digitale è un valore anche solo perché il rispetto degli impegni comporta investimenti e occupazione. Si pensi agli scavi e alla posa in opera della fibra ottica per la banda larga. Ma l’Agenda digitale cifra miliardi di euro per l’indotto, per la crescita globale del Paese. Il superamento del digital divide è anche una rivoluzione culturale, una promozione sociale per le popolazioni meno fortunate. L’obiettivo è eliminare e non solo ridurre il digital divide ma anche il social e il cultural divide. Siamo per l’Internet delle libertà e delle diversità ma nel rispetto della legalità: per capirci, noi immaginiamo l’Internet dei diritti.

Il dibattito sul canone Rai ed il finanziamento del servizio pubblico sono questioni nodali per il futuro del sistema. Qual è la sua opinione?

Il canone della Rai è un’imposta e come tale va pagata. La motivazione dei contribuenti al suo pagamento non può prescindere da un recupero di credibilità della Rai e della sua missione di servizio pubblico. Il finanziamento del servizio pubblico è centrale per il funzionamento della concessionaria pubblica ma anche per il futuro del sistema radiotelevisivo italiano.

Come si può intervenire nella filiera produttiva del settore audiovisivo e garantire il relativo potenziamento dell’industria?

Il settore audiovisivo in Italia attiva miliardi di investimenti, difenderlo è di importanza vitale soprattutto in un quadro tecnologico in continua evoluzione. Tutti gli operatori e i lavoratori del settore, gli autori, i produttori cinematografici e televisivi, le emittenti terrestri e satellitari, gli editori e le aziende che investono in pubblicità per promuovere i propri servizi e i propri prodotti, devono in questa fase abbandonare le rivalità, i particolarismi e i pregiudizi ideologici; insieme alle istituzioni, al Governo, al Parlamento, alle Autorità indipendenti devono creare massa per affrontare la questione del valore della produzione di contenuti come asse portante per l'immagine e la crescita economica del Paese.

L’Agcom sta definendo un intervento che miri a bilanciare l’enforcement e la fruizione dei contenuti in rete. E’ giunto il momento di introdurre regole simmetriche per la tutela del diritto d’autore on line?


Nella logica di quanto detto sopra, credo che la produzione italiana ed europea debba essere difesa dalla crescente egemonia degli aggregatori di contenuti che fatturano miliardi di pubblicità in Europa, non investono un euro in prodotto originale, occupano poche centinaia di persone rispetto alle centinaia di migliaia di lavoratori europei del settore e pagano le tasse in misura molto ridotta in alcuni paesi a tassazione limitata. Dobbiamo quindi creare le condizioni per garantire un sistema della comunicazione dove Internet, di cui va sempre evidenziato il grande valore nell'evoluzione della moderna società e nella vita di tutti giorni, sia inserito in un contesto giuridico e fiscale rispettoso dei diritti di tutti, dalla privacy alla concorrenza, per finire alla tutela della proprietà intellettuale. Bisogna quindi prevedere un minimo di norme in grado di attuare un assetto equo e leale nel confronto con i colossi di Internet che, diversamente, potrebbero diventare gli unici interlocutori per mettere domani a disposizione i contenuti editoriali e audiovisivi a livello mondiale, spazzando via gli attuali equilibri della distribuzione.


Viceministro con quale metodo intende operare sui temi cruciali del nostro Paese ed in particolare per il rilancio della Calabria in termini occupazionali e di sviluppo?

Il tema della legalità deve essere affrontato con decisione soprattutto in regioni come la nostra. Il piano nazionale di sviluppo della banda larga al sud prevede importanti interventi per la Calabria e con la Regione stiamo perfezionando la convenzione che ci consentirà di portare la banda larga anche nelle zone cd. bianche, quelle cioè in cui c’è scarsa possibilità di ritorno economico dell’investimento nel breve periodo.