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Venerdì, 07 Agosto 2020

DaSud a Pietra Cappa: il 22 luglio in Aspromonte la lunga marcia della memoria

Terre e libertà. Un anno di attività di daSud raccontate dalla sua presidente, Cinzia Paolillo. Un filo rosso collega la Calabria a Roma, un filo che legamemoria e legalità, impegno e studio per migliorare il nostro Paese. Antimafia del fare, partecipazione attiva alla vita delle città, proposte e iniziative sul territorio, sono i pilastri dell’azione quotidiana di daSud. Cinzia Paolillo, presidente dell’associazione, ci racconta le ultime iniziative svolte e la conclusione delle attività prevista per il 22 Luglio a Pietra Cappa, sulla Statale 106,  vicino Bovalino, un luogo di aspra bellezza, che segna un punto di partenza e di ritorno per la lotta alle mafie.

E’ stato  un anno intenso per l’associazione che si è concluso, prima delle vacanze estive, con due eventi importanti il  primo “Roma Mafie Tour”, ce lo puoi raccontare?  

Questo evento fa  parte dell'edizione 2013 della Lunga Marcia della Memoria - un percorso a tappe per ricordare la storia non scritta e spesso dimenticata delle mafie e delle antimafie del nostro Paese. Quest’anno, per la prima volta, tutte le tappe della marcia – ad eccezione dell’ultima, che tradizionalmente si svolge in Aspromonte il 22 luglio – hanno avuto luogo a Roma. Per il “mafie tour”  abbiamo allestito un grande e colorato autobus e abbiamo invitato a salire politici locali e nazionali, giornalisti e semplici cittadini interessati ad ascoltare ciò che nessuna guida turistica dirà mai. Sei fermate. Ogni fermata un tema. Di riciclaggio e soldi sporchi si è parlato sotto la Banca d’Italia e davanti a quel Cafè de Paris sequestrato alla ’ndrangheta. Di giustizia al Palazzaccio, di collusioni tra mafie e professionisti a piazza di Spagna e ai Parioli. Ad accompagnare la strana compagna di “turisti” c'erano Anna Magnani, Alberto Sordi, Anita Ekberg e gli altri attori che hanno segnato la storia del cinema nella Capitale. A ogni tappa le loro sagome fumettate hanno ricordato, insieme alle frasi (talvolta parodiate) che li hanno resi famosi, la grande differenza tra la Roma entrata nell’immaginario collettivo e quella reale.  Così in via Veneto ci siamo presi la licenza di far dire ad Anita Ekberg : "Marcello, clan here".

Avete consegnato oltre 10.000 firme al Sindaco Ignazio Marino per la petizione sulle “Terre ai giovani agricoltori” in cui ponete in maniera chiara l’accento sul tema delle terre in disuso. Come mai nell’Agro Romano, le terre sono inutilizzate e progettare il loro riuso quanto significa sottrarle alla cementificazione?

La petizione #Terrepubbliche è la campagna lanciata insieme all'associazione Terra! onlus e alla cooperativa Co.R.Ag.Gio  per chiedere che il territorio agricolo romano non venga abbandonato. Con la consegna delle firme abbiamo chiesto  al nuovo sindaco di schierarsi a favore dell'antimafia sociale e mettere in campo azioni concrete per scongiurare il pericolo che questi beni comuni vengano sottratti alle cittadine e ai cittadini di Roma. In questa città da troppi anni intere aree verdi e agricole sono abbandonate al degrado e all’incuria, oggetto di scambi e compensazioni che hanno come unico risultato l’abbandono. Esattamente quello che sta avvenendo a Borghetto San Carlo, in Via Cassia 1450, un’area del Comune di Roma con 22 ettari di pregiato territorio agricolo e un casale dei primi del novecento, ma che da allora versa in stato di totale abbandono. Un bene comune di proprietà pubblica grazie ad una compensazione urbanistica, con un contratto che prevede la completa ristrutturazione del casale a carico del costruttore Mezzaroma. L’amministrazione del Comune di Roma non ha fatto rispettare quel contratto e i lavori di ristrutturazione del casale, che dovevano essere completati nel marzo del 2013 con un impegno di oltre 2 milioni di euro, non sono mai cominciati. Un caso simbolo, come tanti. Crediamo che il rinnovamento debba passare dalla tutela ambientale, dalla valorizzazione dei terreni confiscati alle mafie e del patrimonio agricolo pubblico. Agricoltura e orti possono trasformare gli spazi urbani abbandonati nelle nuove ‘piazze’ della città, dove lavoro e diritti si incontrano e si può ricostruire un tessuto sociale ed economico che marginalizzi le mafie. Avere l’opportunità di lavorare sulle terre pubbliche vuol dire fare antimafia sociale e prevenire le azioni delle ecomafie, che con cemento e rifiuti inquinano l’agro romano.

Il 22 Luglio, la Lunga Marcia della Memoria 2013, si concluderà a Bovalino, sulla Statale 106, nei luoghi dove fu ritrovato nel 2003 il corpo di Adolfo Cartisano, fotografo, sequestrato ed ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1993. Una chiusura simbolica, quasi a voler sottolineare il profondo legame civico e sentimentale che c’è tra la Calabria e l’associazione. Perché chiudere un anno di attività in Aspromonte?

Quella del 22 luglio per noi è una tappa fissa che quest'anno chiude la Lunga marcia della memoria. Pietra Cappa è un luogo suggestivo di una  bellezza selvaggia che raggiungeremo partendo da Bovalino. Ripercorrendo i passi di Lollo Cartisano, fino al luogo in cui sono state ritrovate le sue spoglie, ascolteremo "le storie di uomini come tanti che mai avrebbero voluto essere eroi". La nostra associazione, daSud, prende il nome dallo spostamento che quasi ognuno di noi ha fatto da ormai molti anni. La nostra attività antimafia si svolge a Roma, così come le nostre vite. Eppure, simbolicamente, almeno una volta l'anno, sentiamo la necessità di tornare a quel sud per portare il nostro impegno di testimonianza e di lotta nei luoghi della memoria da cui simbolicamente abbiamo deciso di partire.