Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Lunedì, 13 Luglio 2020

Acqua, bene universale da proteggere

Depositate presso la Segreteria generale di Palazzo Campanella oltre 10mila firme a supporto della proposta di leggedi iniziativa popolare “Tutela, il governo e la gestione pubblica del ciclo integrato dell’acqua”. A dare l’annuncio, il Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri” nel corso della conferenza stampa tenutasi nella sala “Giuditta Levato”. Obiettivo dell’incontro con i giornalisti - al quale era presente il consigliere regionale Mimmo Talarico, tra i sostenitori dell’iniziativa- è stato quello di illustrare spirito e contenuti della proposta, ma anche rinnovare la richiesta di audizione in Commissione ambiente sulla gestione del servizio idrico. “Non dobbiamo dimenticare- è stato sottolineato- che la chiusura della campagna di raccolta firme coincide con l’inizio della discussione nella IV Commissione del progetto di legge proposto dalla Giunta regionale per la riorganizzazione del Servizio Idrico che, a nostro modo di vedere, urta fortemente con l’esito referendario, lasciando le porte spalancate ai privati, mentre resta al pubblico l’onere di sanare i guasti provocati dalla gestione Veolia”. La proposta, che ha già ottenuto l’avallo di 13 Comuni calabresi, muove in una duplice direzione: chiudere definitivamente la stagione della privatizzazione dell’acqua nella nostra regione, rispettando, al contempo, la volontà popolare espressa con i referendum del 2011, a partire dall’affidamento delle attuali competenze della Sorical a un’azienda speciale pubblica: l’ABC (Acqua Bene Comune) Calabria.  Spiega Mimmo Talarico: “Al di là del passaggio tecnico e formale pur imprescindibile, perché senza raccolta delle firme non saremmo qui a discutere, è importante cogliere la grande occasione che abbiamo di fronte: ovvero, l’affermazione dell’universalità di un bene quale l’acqua, che, in quanto tale non può essere prerogativa di parte ma deve essere garantito ad ognuno, quale parte integrante di una battaglia più complessa: quella per i tanti beni comuni della nostra regione che, come l’acqua, rischiano di essere mercificati, diventando oggetto prelibato di mercato e del gioco della domanda e dell’offerta. Su questi beni, quale patrimonio collettivo, chiediamo e stimoliamo un percorso culturale e di condivisione di valori, prima ancora che partitico, incentrato su regole che diventino effettiva garanzia per i cittadini e tutela di una risorsa essenziale in una terra ricca di risorse idriche, ma storicamente attanagliata da gravi problematiche legate alla distribuzione ed approvvigionamento”.