Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Sabato, 11 Luglio 2020

“Interpreto donne sbandate, ma vorrei raccontare una grande storia d’amore”

Elena Fonga ha avuto una  parte nella prossima fiction di Mediaset "Le mani dentro la città" per la regia di Alessandro Angelini. Ci sono piccoli ruoli, in importanti film, interpretati magistralmente da attrici che, nonostante la breve durata della scena, suscitano emozioni nello spettatore e catturano la sua attenzione. Una di queste si chiama Elena Fonga, giovane attrice reggina, ma ora residente a Roma per  inseguire il suo sogno.

L'attrice Elena Fonga


Una ragazza dai forti principi  e con tanta determinazione e tanto amore per il suo lavoro.

Elena, dopo vari cortometraggi ed esibizioni locali, nel film "La moglie del sarto" di Massimo Scaglione interpreti il ruolo della migliore amica di Marta Gastini, accanto a Maria Grazia Cucinotta e Tony Sperandeo, film ambientato proprio nella Calabria degli anni 50. Parlaci di questa esperienza.

Questa, per me, è stata la prima prova come attrice in un lungometraggio. Ho avuto la grande fortuna di recitare accanto ad una grande attrice di livello internazionale come Maria Grazia Cucinotta, dalla quale ho appreso molto, grazie ai consigli che, durante le riprese,  dava a noi “giovani”. Sul set ho conosciuto e stretto una bella amicizia con Marta Gastini, altra protagonista del film. Ci facevamo forza reciproca ogni qualvolta nascevano tensioni, come è normale che sia in un film denominato “difficile” quando cioè la produzione è low budget. Ho condiviso con Marta momenti esaltanti ed emozionanti che porterò nel cuore per tutta la vita. Per questo ringrazio il regista Massimo Scaglione per avermi scelta per il ruolo di Anna.

Qual è stata la tua formazione?

Mi sono formata, dapprima, nel laboratorio dell’attore “Spazio Teatro” di Reggio Calabria, dopodiché sono “emigrata” a Roma, come tanti miei colleghi, per frequentare la scuola di recitazione di Beatrice Bracco, da poco scomparsa dopo una lunga carriera di attrice e formazione. Scuola che ha formato attori come Kim Rossi Stuart e Paola Cortellesi. Per ultimo ho frequentato la “classe” di Bernard Hiller, coach actor americano di Cameron Diaz e Tom Cruise.

Cosa ti ha spinto a diventare attrice?

Io sfortunatamente (naturalmente scherzo) non sono una di quelle attrici che ha scoperto la passione di fare cinema per caso, ma sono convinta di essere nata con questa “macchia passionaria” sulla pelle e sul cuore. Questo lavoro l’ho desiderato e inseguito fin da piccola, ricordo che guardando i film mi immaginavo al posto dell’attrice protagonista e iniziavo a sognare…

Ma attori si nasce o si diventa?

Bella domanda! Credo che si possa essere entrambi. Ci sono attori che studiano, si formano e rendono benissimo. Ci sono altri, invece, che nascono con questa “macchia passionaria” di cui ti parlavo prima che insieme allo studio, alla dedizione, mettono quel valore aggiunto che nessuna scuola ti insegna, il “cuore”.


Oltre al cinema anche televisione. Ti abbiamo vista nella pubblicità di una nota Banca andata in onda sulle principali emittenti televisive insieme a Giorgia Trasselli, la "tata" di Casa Vianello, per la regia di Luca Lucini.

Un’esperienza deliziosa, Giorgia è un’attrice bravissima e un’amica sul set, mi ha dimostrato da subito la sua disponibilità, mi trattava come se ci conoscessimo da tempo raccontandomi le sue idee e preoccupazioni. Di Luca penso sia un regista di una delicatezza unica, parla poco sul set ma le cose che dice sono sincere e profonde. Mi dispiace che lo spot abbia richiesto solo un giorno di riprese, spero dipoter lavorare di nuovo con lui, però ad un suo film. Ho confessato anche a lui che i suoi lavori mi piacciono moltissimo perché sono accomunati dalla delicatezza dei dettagli nelle scene, alla profondità delle tematiche che affronta come ad esempio nel film “Come un padre” che mi è rimasto impresso. Ecco, vorrei nutrirmi anch’io di queste emozioni.

Possiamo dire che il 2012 è stato il tuo anno particolarmente positivo, infatti,  a marzo hai lavorato accanto a Barbara De Rossi, Sandra Milo e Cristel Carrisi nel film "Con tutto l'amore che ho". Cosa ti ha lasciato questo film?

Questo film mi ha lasciato tanti sorrisi, Cristel è una persona molto solare, non facevamo altro che ridere e scherzare, sarà stato anche per la “leggerezza” che il mio personaggio richiedeva, ero infatti l’amica delle mille notti, delle passeggiate e delle bevute, per intenderci.

Qual è il ruolo che vorresti interpretare?

Da eterna romantica quale sono, vorrei raccontare una storia d’amore, ma non di quelle banali, una che ti strugge, che ti ruba l’anima… magari una storia vera di sofferenza, ricerca e amore incondizionato. Il mio film preferito, non a caso, è “Le pagine della nostra vita” che equivale al “The notebook” americano… una storia d’amore appunto, che racconta di come l’ uno si prenda cura dell’altro nonostante le avversità e gli ostacoli che la vita gli pone davanti. Ecco sogno di interpretare un ruolo ancora più drammatico ed impegnativo di questo… storia che ancora oggi dopo averla vista per decine volte mi fa sempre piangere.

A novembre hai ottenuto una parte nella prossima fiction di Mediaset "Le mani dentro la città" per la regia di Alessandro Angelini, fiction sulla 'ndrangheta con Simona Cavallari nei panni della poliziotta, un grandissimo Giuseppe Zeno e tu  Elena nelle vesti di una ragazza "poco per bene". Parlaci del tuo personaggio.

Io vesto Amanda, una ragazza con problemi di droga che mette in difficoltà il lavoro dei poliziotti. Non so per quale motivo mi è stato assegnato, per la seconda volta, il ruolo della ragazza “sbandata” in realtà sono l’opposto, neppure bevo alcolici pensa un po’! Comunque questa cosa mi diverte perché mi fa vivere un lato di me che altrimenti non esisterebbe.

Com'è stato lavorare con Alessandro Angelini? Che consigli ti ha dato sul set durante le riprese?

Ah ecco, non vedevo l’ora arrivasse questa domanda perché te lo devo dire, devo dire a tutti che Alessandro è fantastico.  Ha una cura verso gli attori incredibile, ti coccola seguendo ogni tuo passo ed espressione, ti fa arrivare chiaramente all’intenzione che vuole avere dall’attrice in quella scena. Non puoi non dare il meglio con lui! Ti ascolta e ti consiglia, si vede la grande passione che ha per questo lavoro. Nutro una stima immensa nei suoi confronti.

Cosa resta dentro l'attore di un personaggio quando si finisce di girare?

Resta la lezione che hai appreso. Da ogni personaggio si impara una lezione cattiva o buona che lascia un po’ di se… una consapevolezza, una visione del mondo diversa dalla tua. Impari a capire di più gli altri, ad essere più attento verso cose per le quali prima non nutrivi nessun interesse. E’ un po’ come psicoanalizzare un killer o una suora.. entri nel suo mondo e ti si aprono i suoi perché.

Cosa pensi della situazione che sta attraversando il cinema italiano e  riguardo la Calabria quanta attenzione riserva  al cinema giovane? alle nuove proposte?

Penso che non sia una situazione affatto facile, prima era molto più semplice fare cinema, c’era meno competizione, più qualità e più meritocrazia, di conseguenza erano di meno ad ambire al potere, perché ormai fare un film è diventato un gioco di potere. Per fortuna non è così per tutti, ma più è alta la posta in palio più caos si genera, quindi, non è facile avere spazio. Dall’altra parte pero c’è gente onesta, che vale perchè talentuosa e determinata, che  si mette in gioco e lotta per il bene comune di tutti e non di pochi. Questi ultimi due anni la Calabria Film Commission, ad esempio, sta facendo un buon lavoro verso il mondo del cinema in tutti i suoi settori, dalle figure tecniche a quelle artistiche. E’ ancora lungo il cammino ma ci sono i presupposti per riporre in questa struttura tanta fiducia.

Progetti in cantiere?

Ora sto preparando uno spettacolo teatrale dal titolo “I 14 Bottoni”  che narra di una giovane coppia alle prese con tutte le insicurezze  che quest’Italia in crisi ci sta lasciando. Debutteremo ad ottobre a Roma. Il resto speriamo che verrà da se