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Martedì, 14 Luglio 2020

Cristo non si è fermato ad Eboli

Anche a Reggio Calabria, momenti di riflessione e di preghiera ricordando Karol Wojtyla uno dei Papi più amati per la semplicità e la sapienza.
Ci sono state nei giorni scorsi varie celebrazioni in occasione dell’arrivo nella Parrocchia del Santissimo Salvatore delle reliquie del Pontefice polacco.

Papa Giovanni Paolo II  in visita a Reggio Calabria nel 1984


La città non dimentica. Qui, Karol Wojtyla fu acclamato come non mai. “Sappiatelo giovani - disse - Cristo non si è fermato ad Eboli: egli è qui, in cammino con voi…!”
Una rilettura delle pagine di quegli anni, aiuta anche a capire meglio la storia di oggi.
Anche in quella stagione, la Calabria era in difficoltà. Il dibattito fra le forza politiche era confuso e improduttivo. I calabresi ignoravano cosa fosse la recessione (e la grande crisi che si sarebbe poi abbattuta con pesanti conseguenze). Ma se parlate con i più anziani vi descrivono un quadro non certo consolante. Perché quella fu, soprattutto per Reggio, un’ennesima ripartenza dell’emigrazione, sempre frutto di ingiustizia. Nel mentre, divenivano sempre più intollerabili anche le condizioni di vita per i molti che si sentivano come stranieri, emarginati nella loro stessa città.
Poi, l’altra iattura del crimine organizzato, la ripresa delle ostilità fra i clan mafiosi. Nella città dello Stretto la gente non ha dimenticato la tragica catena dei morti ammazzati, gli sconvolgimenti, il declino, con l’imprenditoria in ginocchio. E in queste ore, si tornano a ricordare pagine di una storia che vede scorrere, da secoli, una accanto all’altra, vita della società civile e vita della Chiesa.

Papa Giovanni Paolo II  in visita a Reggio Calabria nel 1984


Una instancabile pastoralità nel governo della Chiesa reggina, ha visto protagonisti vescovi cui la città resta sempre grata, da Antonio Lanza a Giovanni Ferro, Enrico Montalbetti, Aurelio Sorrentino, Vittorio Mondello. Ed ora l’auspico è che Papa Francesco scelga per Reggio un pastore che assicuri nuove grandi risposte sul versante della giustizia sociale e della promozione umana. A Reggio Calabria, Karol Wojtyla ha saputo ravvivare la speranza ed accendere entusiasmi. (Proclamato Beato in 70 mesi ora potrebbe essere fatto santo nel prossimo mese di ottobre. Anche se si sentono alcune strane voci incomprensibilmente discordi).
Guai a toccarglielo aigiovani, questo Pontefice: lo vogliono subito Santo. Venuto anche lui da lontano, per prima cosa, volle chiedere indulgenza per il suo italiano non perfetto (…”se mi sbaglio mi corriggerete!”)
Per Karol Wojtyla, (che non esitò a tirare le orecchie alla politica), nessuna motivazione avrebbe potuto giustificare la disastrosa situazione della città e dell’intera regione.
A tu per tu coi ragazzi di Reggio, il Papa seppe intrecciare un lungo discorso: cari giovani, l’avvenire della Calabria è nelle vostre mani e nel vostro coraggioso impegno di cittadini e cristiani.  Sappiatelo giovani!! Cristo non si è fermato ad Eboli: Egli è qui in cammino con voi per costruire insieme a voi una Calabria più giusta, più umana, più cristiana”.