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Giovedì, 16 Luglio 2020

Rohlfs e i greci di Calabria

Il suo slogan è  “riappropriamoci della nostra lingua”. Il professore  Franco Tuscano, da  tempo si occupa delle problematiche dei greci di Calabria. Una figura di spicco dell’universo greco-calabro. Spiega: “ Il greco di Calabria è il  diretto erede della lingua Il suo slogan è  “riappropriamoci della nostra lingua”. Il professore  Franco Tuscano, da  tempo si occupa delle problematiche dei greci di Calabria. Una figura di spicco dell’universo greco-calabro. Spiega: “ Il greco di Calabria è il  diretto erede della lingua di Omero. Ed è una lingua viva. Fa parte di un patrimonio di cui tutti dovrebbero riappropriarsi, a partire dai calabresi. Ogni fase storica ha visto protagonisti i cittadini del territorio.

Il professore Franco Tuscano


Le nostre luci vengono continuamente spente dalla manualistica scolastica e dalla storiografia ufficiale. La nostra terra ha dato i natali ha grandi personaggi fin dall’antichità:  Teagene  di Reggio è stato un filologo greco antico e il primo critico letterario della storia,  Zaleuco di Locri è considerato il primo legislatore del mondo occidentale, Ibico reggino un importante poeta greco antico di lirica colare,  Ippi di Reggio fu il primo storico magno greco, Gaio Antistio Regino, generale della repubblica Romana fu certamente in Gallia al tempo della sua conquista. Ricordiamo anche Barlaam Calabro, detto Barlaam di Seminara: matematico, filosofo, vescovo cattolico, teologo e studioso della musica bizantina. Scrisse, anche, di aritmetica, musica e acustica. Fu uno dei più convinti fautori dell'unità fra le chiese d'Oriente e Occidente. E Leonzio Pilato, monaco e traduttore della Reggio Calabria bizantina, discepolo di Barlaam, uno dei primi promotori dello studio della lingua greca nell'Europa occidentale e traduttore di Omero. Noi abbiamo personaggi di valore in Calabria che la storia disconosce o sottostima. Bisogna tornare a stupirsi della bellezza e del radici del proprio territorio, guardarlo con occhi nuovi e salvaguardare la memoria storica.

Qual è  il suo approccio alle questioni poste dai greci di Calabria?

Sono presidente dell’associazione Paleo Cosmo presente sulla scena fin dal 1999. Il greco di Calabria è il pane quotidiano per i cittadini del territorio, soprattutto quelli che hanno conservato l’ orgoglio delle loro radici. Non mi è stato tramandato direttamente. Ho un prozio amico del grandissimo Rohlfs,  referente del professore, che ospitava nei piani superiori della sua farmacia a Bova. A tutt’oggi manteniamo i contatti con il figlio Eckart.

Gerhard Rohlfs


Ho avuto il piacere di studiare glottologia all’Università, dove ho sempre sentito parlare di Rohlfs e  dei suoi studi attinenti alla lingua greco-calabra. Negli anni è maturato sempre più il senso di appartenenza e la voglia di approfondire la conoscenza della cultura della mia terra sino a conseguire con il massimo dei voti un master sulla minoranza linguistica greca. Il greco di Calabria è la lingua madre per molti cittadini dei territori dell’ area dei greci di Calabria (  Roghudi, Gallicianò, Bova);  rappresenta intrinsecamente i nostri antenati ed è nel nostro dna, come scientificamente provato da Rohlfs attraverso la sua teoria megalo-ellenica. I suoi scavi linguistici equivalgono a scavi archeologici. Come l’archeologo usa il piccone per portare alla luce resti di antiche civiltà, così l’archeologo delle parole usa lo scavo ( linguistico) per portare alla luce forme lessicali arcaiche che sembravano sepolte.

Eward Lear e la Bovesia: è il titolo di un suo libro. Vuole spiegare quali scopi si propone?

Il libro  nasce dall’esigenza di una maggior consapevolezza storica. Lear artista poliedrico, scrittore, poeta, paesaggista, ha esaltato e decantato le bellezze calabresi ed è bene che si conosca, in accordo anche ad altri aspetti. Questo lavoro è un vero e proprio viaggio di ricerca. Ho evidenziato gli aspetti che l’artista inglese percepisce, ad esempio il paesaggio in rapporto agli aspetti più intimi degli abitanti:  la cordialità, l’ospitalità e la generosità. Questi sono tratti che caratterizzano la psicologia dei calabresi e richiamano l’antico concetto di “xenia” di matrice prettamente greca. Il mondo di Lear, compreso di ansie e preoccupazioni, èun mondo mai dimentico del proprio ospite. E quando si  parla di terra di briganti, di ladri, assassini è un falso luogo comune. Conosciamo tutti le problematiche della nostra terra, ma far ruotare un mondo solo attorno a questo concetto è antistorico. Non conosco episodi in cui personaggi come Lear ospiti della nostra terra, siano stati vittime di furti o violenze. Lo stesso Rohlfs che ha girato in lungo e largo la Calabria non è vittima di nessun episodio del genere, e anzi il primo e unico furto ce l’ha quando arriva a Roma.

Ci sono tante associazioni che lavorano a pieno regime nell’area grecofona, a quali logiche rispondono?

C’è una miriade di associazioni culturali, cultori della materia, ognuno con la propria autonomia e peculiarità. Ci sono denominatori comuni quali la salvaguardia della grecità, della lingua greca di Calabria con le sue forme diatopiche. Ed è bene che continui ad essere così, in modo tale che si porti avanti un discorso di arricchimento e conservazione e diffusione dell’aspetto generale e di quello particolare. Anche le risorse umane sono un valore aggiunto che fa la differenza in questo territorio. L’indagine e l’interesse verso l’area e  l’antico idioma è stato sempre presente sul territorio a cura di associazioni, studiosi stranieri o a carico del singolo che hanno lasciato tracce indelebili. Come non ricordare gli studi del mai dimenticato prof. Giovanni Andrea Crupi?

La promozione delle minoranze è uno degli obiettivo di precise leggi regionali. Risultati?

Le leggi regionali vengono applicate solo in parte. circa per il 5%. Ci sono alcuni articoli della 15/ 03 (la legge regionale sulle minoranze linguistiche),  che prevedono i finanziamenti regionali ad ogni scuola di ordine e grado per l’insegnamento della lingua. In genere i dirigenti scolastici a parte qualcuno, sono insensibili a queste tematiche, verso cui al contrario dovrebbero provare un senso di appartenenza. L’auspicio per il futuro è che si operi in sinergia tra associazioni e scuole. Se si escludono le minoranze frontaliere tutte le altre minoranze rischiano l’estinzione. Oltre la passione che tutte le associazioni, gli enti e così via ci mettono per la sopravvivenza di questo antico idioma, ci vuole l’applicazione delle leggi di tutela affinché si salvaguardi l’antica lingua dei padri.