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Giovedì, 16 Luglio 2020

“Dasud” a Roma, con la voglia di cambiare tutto.

Il Pigneto un tempo era un quartiere dell’estrema periferia romana, dove avevano cittadinanza molti immigrati del Sud Italia e dove esisteva un polo di fabbriche e imprese che risultavano essere decisive per l’economia della città. Smantellate le fabbriche, passata la Il Pigneto un tempo era un quartiere dell’estrema periferia romana, dove avevano cittadinanza molti immigrati del Sud Italia e dove esisteva un polo di fabbriche e imprese che risultavano essere decisive per l’economia della città. Smantellate le fabbriche, passata la migrazione, è rimasto un quartiere che ospita fuori sede, lavoratori e giovani coppie, un punto nevralgico non solo per la movida cittadina ma per tante attività socioculturali. In queste vie, immortalate dai capolavori del neorealismo, in particolar modo da Pier Paolo Pasolini, ha sede dal 25 Aprile del 2009, in via Gentile da Mogliano 170, l’associazione “Dasud”, nata in Calabria nel 2005 per «ricostruire memoria spiegano - condivisa dal basso e non riconciliata dall’alto mettendo in rete le competenze, del Sud e per il Sud, elaborando idee innovative e di resistenza per il Mezzogiorno e ragionando attorno a una nuova e originale identità meridionale». «Un modo – dicono i soci -  per non lasciare completamente il Sud e per continuare a coltivare nella propria terra le buone pratiche di cittadinanza, la lotta ai sistemi mafiosi e la buona politica». L’associazione è composta da giovani, in prevalenza calabresi, che danno vita ad un fittissimo calendario di workshop, iniziative, spettacoli e mobilitazioni civili. Di particolare importanza il prossimo ciclo di iniziative che si terranno dal 13 Aprile all’11 maggio, “daSudLAB II edizione”, ovvero quattro laboratori sui temi dell’antimafia e dell’informazione: il racconto e l’immaginario delle mafie, la giustizia e la repressione, il rapporto tra donne e criminalità organizzata, i traffici globali dei clan. Saranno momenti di formazione, di approfondimento, di confronto sui temi con ospiti come Tonio Dall’Olio, Enzo Ciconte e il magistrato Francesco Cascini.
A fianco alle iniziative itineranti dell’associazione c’è anche la mediateca che punta a raccogliere, in un unico luogo fisico aperto a tutta la cittadinanza, materiali audiovisivi, documenti e sentenze, atti processuali, film, pubblicazioni e libri, inerenti a tutte le realtà mafiose del nostro Paese, uno spazio di condivisione e memoria per riannodare i fili di una lotta che per l’associazione “Dasud” sembra essere innanzitutto culturale. La mediateca è intitolata a Giuseppe Valarioti, intellettuale, militante del PCI e consigliere comunale di Rosarno ucciso a colpi di lupara dalla ‘ndragheta l’11 luglio del 1980.
Un progetto che si affianca a quello della mediateca è la collana “Libeccio”, nata in collaborazione con la casa editrice Round Robin, che raccoglie otto graphic novel su altrettante storie di lotta ai sistemi mafiosi, «un progetto importante» fanno sapere dall’associazione perché «intende raccogliere e restituire alla collettività testimonianze spesso dimenticate, diffondendo “dal basso” la cultura antimafia e favorendo allo stessotempo l’incrocio di esperienze e linguaggi». Tra le storie raccontate spicca quella di Roberta Lanzino, 19 anni, che viveva con la sua famiglia a Rende e fu violentata e uccisa dopo essersi persa col suo scooter nei pressi di una località balneare. Una storia strana, alle volte dimenticata, ma che nel suo epilogo vede violenza, morte e ‘ndragheta. Memoria e futuro, innovazione e cultura, sono i pilastri su cui questi giovani si muovono, infatti tutte le attività puntano in maniera completa alla formazione e alla creazione di identità e memoria.
“Dasud” nasce al Sud, ma del Sud vuole creare una idea e una consapevolezza diversa oltre lo stereotipo e al suo interno raccoglie molte eccellenze professionali tra giornalisti, musicisti, grafici, insomma questa associazione coraggiosa è una cartina tornasole importante di quello che è il Sud e la Calabria in una città come Roma. E’ l’altro lato della medaglia spesso oscurata dai media, perché ”Dasud” è la dimostrazione che si può partire dalla terra natia ed esportare eccellenze, valori e memoria per dimostrare che esiste una geografia diversa che va oltre gli stereotipi.
Sul sito dell’associazione, www.dasud.it, si punta a evidenziare come “Dasud” sia uno spazio «un luogo accogliente per i giovani che vivono a Roma, un luogo condiviso e attraversabile per artisti, associazioni, movimenti, creativi e tutti coloro che vogliono fare rete sul territorio, ragionare attorno a nuove identità per il Sud, sperimentare nuovi linguaggi e costruire nuovi percorsi nel campo dell’antimafia, della comunicazione, dei diritti».  Perché così vista da Roma la Calabria migliore non è poi così lontana.