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Giovedì, 16 Luglio 2020

"Emergenza sismica e criticità”. Figli del terremoto, ma distratti…

Quali sono in Calabria le condizioni di sicurezza dell’ambiente e del territorio? Come prevenire il rischio sismico? Come attrezzarsi psicologicamente e giungere preparati in caso di calamità naturale? Quali sono e come agiscono in rete tutti gli attori coinvolti nelle Quali sono in Calabria le condizioni di sicurezza dell’ambiente e del territorio? Come prevenire il rischio sismico? Come attrezzarsi psicologicamente e giungere preparati in caso di calamità naturale? Quali sono e come agiscono in rete tutti gli attori coinvolti nelle attività di primo soccorso ed assistenza?
Su questi e su altri quesiti temi si sono confrontati a  Palazzo Campanella, rappresentanti della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Polizia Provinciale, dell’Ordine degli Psicologi, dei Psicologi Liberi Professionisti, dell’Ordine dei Medici, dell’Ordine degli Avvocati e della Centrale Operativa provinciale del 118 della città dello Stretto.
Al convegno, promosso dal Kiwanis Club “Reghion 2007” ed al quale ha partecipato il consigliere regionale Giuseppe Giordano, gli esperti del settore hanno affrontato, da diverse angolazioni e in una dimensione interdisciplinare, la questione dell’emergenza terremoti in Calabria, che detiene, assieme alla Sicilia, il primato di realtà territoriale a più alto rischio sismico del Paese. “L’iniziativa di studio e conoscenza - rivolta alla cittadinanza -  è occasione importante per riflettere e confrontarci attorno ad un tavolo che vede presenti tutti i protagonisti della prevenzione e del soccorso. Una realtà né facile né scontata” – ha detto Giuseppe Giordano. Per l’esponente politico “La ‘ordinaria’ cultura dell’emergenza va sconfitta con un sistema di prevenzione e formazione. Come evidenziato dagli ultimi rapporti – commenta Giordano - sono ancora troppi gli edifici, pubblici e privati, che sorgono in zone ad elevato rischio sismico e idrogeologico, spesso in prossimità di torrenti, e in diverse occasioni si è sfiorato il dramma. Non possiamo non fare i conti con il pericolo sismico e per tale motivo dobbiamo interrogarci sul ruolo delle istituzioni e delle università nell’area metropolitana. E’ necessario immaginare - commenta Giordano - una piattaforma di ricerca avanzata, incentrata sia su tecniche di costruzione che su procedure e modelli di prevenzione. La Calabria vanta il maggior numero di immobili degradati e soggetti a crollo; ciò è paradossale se si pensa che la regione ha vissuto vari terremoti tra i più distruttivi della storia del genere umano. Occorrono piani di evacuazione e gestione delle situazioni ad elevata criticità pertanto, vanno implementate le sinergie tra Regione e comuni al fine della dotazione dei piani comunali di protezione civile. Servono adeguati investimenti per gli interventi di messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente ed in particolare delle scuole e delle costruzioni di maggior rilievo più esposte al rischio di crollo”.
Dopo l’intervento del consigliere regionale, le relazioni dei tecnici. “I compiti del volontario nell’emergenza sismica” il tema della relazione curata  da Domenico Crupi, comandante della Polizia Provinciale di Reggio e Dirigente della Protezione civile provinciale che ha sottolineato come “Del sistema integrato dei soccorsi faccia parte a pieno titolo anche il volontario che svolge un ruolo fondamentale ed insostituibile. Gli aspetti prettamente normativi sono stati invece esaminati dall’avvocato Raffaella Crucitti, presidente eletto del Kiwanis Club “Reghion 2007”.
Eugenio Barillà del Dipartimento della Protezione civile–Prefettura di Reggio ha spiegato la gestione della sala operativa sottolineando come la Protezione civile, un tempo fortemente centralizzata e gerarchica - non esistevano strutture periferiche - oggi è frastagliata. Questo impianto, con tanti ruoli e tante presenze, anche sovrapposte, consente un intervento immediato un tempo impensabile.
Secondo Emanuele Franculli, comandante provinciale dei Vigili del fuoco “per abbattere il rischio dobbiamo impegnarci in prima persona, interessandoci alle questioni della sicurezza che ci riguardano più da vicino”. Poi un passaggio sul ruolo fondamentale che i vigili del Fuoco hanno oggi nel sistema della Protezione civile, grazie alla legge 225 del ’92”.
"La Calabria è stata scelta come laboratorio per la pianificazione con l’individuazione di ingressi portuali, aero-portuali e stradali e immaginando una Calabria colpita dal sisma e una non colpita che va in soccorso di quella colpita” – ha spiegato Edoardo D’Andrea, Responsabile Mitigazione rischio sismico della Protezione civile della Calabria. “Abbiamo un sistema gerarchico perfetto ma alla fine non riusciamo a ‘chiudere il cerchio’ arrivando ai cittadini. Stiamo dialogando con i comuni al fine di far redigere gli strumenti di pianificazione per render partecipe la comunità di norme, comportamenti e metodi di prevenzione”.
Di gestione delle emozioninei soggetti colpiti dal sisma, ha parlato per l’Ordine degli Psicologi, Santina Labate, sottolineando la vulnerabilità e l’impotenza di chi è vittima del terremoto e che, nel tempo, può sviluppare disturbi post traumatici da stress. Vittime - ha detto - sono anche i soccorritori e quanti potevano esserci ma poi non ci sono stati. Le emozioni forti vanno normalizzate attraverso situazioni di decompressione; fondamentale è non sentirsi sopraffatti dall’evento - che non dipende da noi - ma essere consapevoli della possibilità di reagire grazie al supporto degli attori coinvolti”.
Dominella Quagliata, presidente regionale dei PLP (Psicologi liberi professionisti) ha spiegato: “Per ragioni di economia e di salute mentale, normalmente, della vita, abbiamo una previsione lineare. Quando si verifica una rottura della linearità, come in caso di terremoto, reagiamo con un comportamento immediato che ha molto a che fare anche con quanto abbiamo appreso nel corso della nostra esistenza. Dunque, quanto più flessibili saremo ed in grado di sviluppare familiarità rispetto agli eventi, tanto più saremo ‘armati’ dal punto di vista psicologico. Da qui, la necessità di lavorare maggiormente sul saper essere”.
Per prevenire gli effetti nefasti di queste calamità, occorre “abbattere” la cultura dell’abusivismo e delle sopraelevazioni selvagge - spesso poi condonate - per assicurare un tetto ai parenti più prossimi” – ha detto Giuseppe Zampogna, vice presidente dell’Ordine dei Medici  di Reggio che ha parlato del Triage per l’accettazione, l’accoglienza e la valutazione delle condizioni del paziente sulla base di un codice (rosso, giallo, verde e bianco), classificato a secondo della gravità.
Domenico Caglioti, direttore della Centrale Operativa provinciale del 118 di Reggio è intervenuto in merito all’organizzazione dei soccorsi sanitari in caso di catastrofi e maxiemergenze. “In ogni regione ci sono tante centrali operative quante sono le province. Noi siamo deputati a fare triage al telefono, non dal vivo, e questo richiede grande competenza e professionalità; niente può essere lasciato all’improvvisazione, ogni persona deve sapere quello che deve fare. Chi chiama il 118 deve rimanere in linea e non riattaccare altrimenti rischia di intasare i centralini”.
Ha concluso Natale Praticò luogotenente governatore Kiwanis International-Distretto Italia San Marino – Divisione Calabria 2.
Introdotti da Tiziana Cannatà presidente del Kiwanis club “Reghion 2007” e moderati da Renato Pustorino e Fabio Martino, i lavori hanno preso il via con la proiezione del film “Quel che resta”, tratto dai romanzi di due autorevoli autori calabresi, “Baracche” di Fortunato Seminara e “Storia di un dissepolto” di  Michele Colauti - come spiega l’artista Giacomo Battaglia, uno degli attori del cast che è anche socio onorario del Kiwanis. Con immagini e parole, l’artista ha subito catturato l’attenzione della platea, dichiarandosi lui stesso figlio del terremoto. “In quella tragica notte mio nonno salvò una donna che poi diventò sua moglie”. Poi un riferimento alla marginalità di questa terra che è ‘Cenerentola’ anche nei momenti più bui. “Il terremoto del 1908, conosciuto come terremoto di Messina, causò enorme perdita di vite umane perché a Reggio i soccorsi arrivarono molto più tardi: solo dopo 48 ore dal tragico evento, si seppe che il sisma aveva colpito anche la città dello Stretto. E come non dimenticare che qualcuno arrivò anche ad immaginare di radere al suolo quel che restava, anziché tentare la via della ricostruzione”. Il terribile sisma fu una tragedia nella tragedia: molte persone che fuggirono in spiaggia sperando di salvarsi, trovarono proprio in riva al mare la morte a causa dell’onda anomala.
“Purtroppo, il film anche se apprezzato, non ha trovato spazio al Festival del cinema di Roma” – ha detto Giacomo Battaglia. E da qui, l’artista cita un brano tratto proprio dai “Diari 1939/1976” di Fortunato Seminara che riportiamo di seguito: “A Roma, la solita ‘Carnevalata folklorica’ dei calabresi (non di Calabria), con cerimonie in Campidoglio e distribuzione di medaglie. Io conosco una sola Calabria, quella sulla quale poggio i piedi, e amo solo quei calabresi che vivono, lottano e soffrono nella loro terra; e se son costretti ad allontanarsi, vi ritornano, portandovi i loro guadagni, la loro esperienza e il loro accresciuto sapere”.