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Lunedì, 13 Luglio 2020

Il “doppio” e l’avvocato-drammaturgo. Un libro di Zina Crocè

Lunedì 8 aprile a Roma “focus” su “Eros Thanatos nella drammaturgia di Rocco Familiari”. Il libro di Zina Crocè edito da QualeCultura, sarà presentato nella prestigiosa  location di Palazzo Firenze a cura della  società Dante Alighieri. Rocco Familiari è l’avvocato-drammaturgo Lunedì 8 aprile a Roma “focus” su “Eros Thanatos nella drammaturgia di Rocco Familiari”. Il libro di Zina Crocè edito da QualeCultura, sarà presentato nella prestigiosa  location di Palazzo Firenze a cura della  società Dante Alighieri. Rocco Familiari è l’avvocato-drammaturgo (l’unico ad essere stato rappresentato per due anni di seguito al Festival dei due Mondi) nato ad Addis Abeba nel 1939 ma cresciuto in Calabria,  a Melito Porto Salvo.

La scrittrice Zina Crocè


Personalità versatile, Familiari è esperto di arte figurativa, critica musicale,  letteraria e saggistica. Ma soprattutto  è  noto  per la sua attività di regista teatrale, drammaturgo, traduttore e romanziere. Ha esordito come regista a Messina, dove ha diretto il “Teatro Struttura” dal 1973 al 1976, con l’opera “I tessitori” di Hauptmann”, di cui ha curato anche la traduzione e l’adattamento. Ha fondato, nel 1976, il “Festival Internazionale del Teatro” di Taormina, che ha diretto fino al 1980, inserendolo nelle  maggiori rassegne europee.  Ha scritto numerosi drammi, commedie, monodrammi, atti unici, quasi tutti rappresentati in prestigiosi teatri con grandi registi (Trionfo, Missiroli, Zanussi, Nanni, Maccarinelli, Zucchi, etc.) e grandi interpreti (Andrea Giordana, Corrado Pani, Raf Vallone, Virginio Gazzolo, Manuela Kustermann, Paola Quattrini, Enrico Lo Verso, Flavio Bucci, Mita Medici, etc.). Tra le opere teatrali: “Don Giovanni e il suo servo”, “Herodias e Salome”, “Il Presidente”, “L’altra metà”, “Orfeo Euridice”, “L’odore”, “Agata”, “Amleto in prova”, “In scena”, Ritratto di spalle”. Come non bastasse questo profluvio di interessi, Familiari ha pubblicato tre romanzi, “La regina della notte” (Shakespeare and Company, 1992), “L’odore” (Marsilio, 2006) con cui ha vinto il Premio “Padula” nel 2007 e il premio del “Festival du Premier Roman” dell’Università di Chambery nel 2008, e “Il sole nero” (Marsilio 2007) con cui ha vinto il Premio “Siderno”. Numerose le traduzioni dal tedesco, latino, inglese e francese. Per comprendere il “genio” multiforme dell’avvocato-drammaturgo,  è il caso di mettere il naso nel suo cursus honorum: lungo, ampio, ricco.

Rocco Familiari


Familiari si  è laureato a vent’anni in giurisprudenza a Messina, dove  ha insegnato per alcuni annidiritto del lavoro e legislazione sociale, scrivendo  articoli e saggi; nel 1961 inizia la carriera dirigenziale nell’Inps, in seguito è presidente dell’Ipsema e presidente dell’Inpdap fino al 2003.  Contemporaneamente, ha assunto  ruoli delicati  anche in campo culturale: consigliere di amministrazione della Fondazione Inda, vicepresidente del comitato Rai per la Sicilia, consigliere d’amministrazione dell’Ente  teatrale italiano e  dell’Istituto  Dramma italiano. Nel libro di Zina Crocè (laureata in filosofia e in psicologia nelle  Università di Messina e Padova, ha perfezionato la sua formazione con  docenti della Yale University, Stanford University, Baltimore University;  come  giornalista ha collaborato a vari quotidiani e periodici; agli inizi degli anni ’80 ha fatto parte del comitato di redazione della rivista milanese “Malvagia” insieme a Carlo Cassola; ha redatto il “Codice di Autoregolamentazione per l’impatto di genere nei media” e ccollabora a “Teatro Contemporaneo e Cinema”, rivista quadrimestrale fondata dal critico Mario Verdone e diretto da Gianfranco Bartalotta, suo   il  saggio introduttivo al tomo “Donne, Politiche, Istituzioni, Percorsi esperienze, idee” edito da Aracne)   sono  contenuti saggi che analizzano attentamente  e studiano a fondo  le componenti delle diverse opere drammaturgiche di Familiari. L’autrice si concentra sulla “modificazione antropologica” determinata dal passaggio dall’homo legens all’homo videns e sulle relative tecniche manipolatorie esercitate da chi detiene il potere mediatico. “Il Dramma della Seduzione: Don Giovanni e il suo servo”, è il titolo del secondo saggio che contiene un’indagine di tipo psicanalitico su quella “questione di vero o di falso” che è la seduzione  “simbolo di quel fermento tragico che, più o meno larvato, si trova in tutti gli uomini”(José Ortega y Gasset). Nel terzo saggio, “Eros come paradosso : ‘Orfeo Euridice’ ”, si spiega come il paradosso assoluto dell’esistenza sia l’indissolubilità di vita e morte e il fatto che l’amore sia  spesso “allagato” da una “emorragia violenta della soggettività” (Baudrillard). Succede, dunque, che l’amore conduca alla morte. E che faccia “cercare la vita fin dentro la morte” (Bataille): un amore che “non avrà luogo sull’essere, ma nel nulla”(Artaud). Il saggio “Seduzione e Potere in Herodias e Salome” è invece  l’analisi di una “trimurti” nella quale, in singolare analogia con la dottrina induista, accanto alla forma che crea (Bellezza/Seduzione), e a quella che conserva(Potere), appare l’elemento distruttore (Dramma), in una triade in cui ogni termine si riversa, e si confonde, nell’altro. A chiudere l’opera è il saggio più complesso: “Il tema del ‘doppio’ nella drammaturgia di Rocco Familiari”. Il doppio, riguarda una problematica assolutamente contemporanea: il definitivo venir meno della unitarietà dei personaggi e l’esplodere delle contraddizioni identitarie.  All’evento dell’8 aprile,   introdotto da Salvatore Italia, interverranno lo  storico del teatro e dei mass media Giovanni Antonucci, il noto  critico letterario  Walter Pedullà ed il professor Gianfranco Bartaelotta, entrambi di  origini calabresi. Quest’ultimo, critico teatrale e docente di storia del teatro presso l’Università degliStudi Roma Tre,  ha curato  la presentazione di “Eros Thanatos”.