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Lunedì, 03 Agosto 2020

L’avvocato "chansonnier" dei Rossantico

Antonio Pascuzzo è “l’avvocato chansonnier”. Così viene chiamato dai suoi amici. Catanzarese, classe 1967, che da oltre venti anni vive e lavora a Roma, e che è riuscito a trasformare la sua passione per la musica, nella sua prima professione, Antonio Pascuzzo è “l’avvocato chansonnier”. Così viene chiamato dai suoi amici. Catanzarese, classe 1967, che da oltre venti anni vive e lavora a Roma, e che è riuscito a trasformare la sua passione per la musica, nella sua prima professione, preferendola ai codici e agli articoli di legge, fino ad arrivare ad essere nella cinquina dei finalisti della Targa Tenco 2011 come Opera Prima con i suoi Rossoantico.

Antonio Pascuzzo


Come racconta a Calabriaonweb, ha sempre amato la musica. Iniziando molto giovane a suonare la chitarra e a scrivere brani e testi dal piglio satirico, specificità che ha mantenuto nel tempo, rendendola il suo cavallo di battaglia.
<<Fin da giovane mi è venuto spontaneo trasformare le ‘storture sociali dei nostri tempi, comprese quelle che apprendevo attraverso i miei studi universitari in giurisprudenza, nei testi satirici delle mie canzoni che negli anni restano sempre attuali e che ripropongo ad ogni mia esibizione, suscitando l’ilarità del pubblico che si appassiona e canta assieme a me e alla mia orchestra, i Rossoantico. Anche dopo essere diventato avvocato non ho  visto le due cose inconciliabili; ho continuato a scrivere pezzi di teatro canzone, cabaret, e mi sono presentato ad una infinità di concorsi, audizioni, dove si sono esibiti tra i tanti che come me erano alle prime armi, molti che oggi sono diventati famosi come Aldo, Giovanni e Giacomo, ad esempio>>.
La sua ascesa nell’ambito musicale, ha inizio nella metà degli anni ’90,  una sera in un drugstore di Piazzale Clodio a Roma, quando incontra, in maniera del tutto occasionale, Enzo Montanino proprietario del noto locale “Talent Scout”, poi trasformato in “The Place” e del quale Antonio, dopo poco, si ritrova ad essere socio e direttore artistico per dieci anni, fino al 2010.

Antonio Pascuzzo e Simone Cristicchi


Esperienza grazie alla quale si trova a tu per tu con nomi illustri della canzone italiana. Difatti Antonio chiama ad esibirsi artisti del calibro di Francesco De Gregori (con cui ha collaborato per la realizzazione dell’album “Pubs and Clubs”) Incognito, Dianne Schurr, Pino Daniele, Michael Bublè, Vinicio Capossela, Sergio Caputo e Fabio Concato (con entrambi ha cantato in tour in una serie di concerti), Avion Travel, Sergio Cammariere, giusto per citarne alcuni perché la lista è ancora lunga come precisa il nostro “chansonnier”.
Stesso identico palco sul quale ha visto nascere nuove stelle della musica come Simone Cristicchi (suo grande amico, con cui ha cantato in un tour e al festival di Sanremo del 2010), o ancora, Raphael Gualazzi, Ivan Segreto, ad esempio, che proprio su quelle tavole illuminate dall’occhio di bue hanno mosso i primi passi, grazie sopratutto alla professionalità, alla costanza, e alla lungimiranza di Pascuzzo, che ha creduto in loro e che ha “letto” nella loro musica e nelle loro canzoni il talento che solo in pochi possiedono.

Antonio Pascuzzo


Inoltre ha collaborato con Rocco Papaleo (per il film “Basilicata coast to coast” tante scene sono state scritte e create nel salotto di casa), con Hevia, Kocani Orkestar, con Solis String Quartet, e ancora, con Patrizia Laquidara con la quale ha suonato in un concerto a Tokio.
Bagaglio di esperienze confluito tutto in due progetti che da alcuni anni a questa parte lo vedono impegnato in lungo e in largo nel nostro Bel Paese, per promuoverli, e nati quando ancora era direttore artistico del The Place e per i quali ha dato,anche in questa occasione, anima e cuore, e cioè: il ‘Coro dei Minatori di Santa Fiora’ e l’orchestra dei ‘Rossoantico’(nome preso in prestito da un famoso liquore,‘Rossoantico’, appunto, in voga tra gli anni ’60 e gli anni ’70).
Progetti grazie ai quali ha avuto da subito visibilità apparendo in diverse trasmissioni televisive quali, Parla con me di Serena Dandini (al termine della quale la conduttrice si è scatenata in canti e balli con i minatori), Scalo76, Domenica in, Barbarossa a Radio 2, Red Ronnie al Roxy bar, arrivando a fare, in meno di due anni, più di 70 concerti in tutta Italia.

Antonio Pascuzzo e Rocco Papaleo


Di recente, è stato chiamato da Antonio Germinario – da sempre manager di Fiorello – a curare la direzione artistica del Capitol Club di Roma, un teatro avveniristico, vera e propria “Scala” della musica contemporanea in Italia, del quale dirige anche l’orchestra ed ha chiamato proprio quei Rossoantico che lo accompagnano dal 2007.
Ma tra i sogni nel cassetto c’è anche quello di realizzare un progetto artistico stabile e credibile nella sua Catanzaro. <<Per prima cosa, mi piacerebbe venire a suonare con il mio progetto ‘Rossoantico’ a Catanzaro. Abbiamo suonato in tante città, ma non ancora nella mia. C’è inoltre un’idea per cui mi piacerebbe attivarmi, magari coinvolgendo alcune delle migliori energie della città, affinché accada, ed è quella di dare il mio contributo, grazie al bagaglio ed ai contatti accumulati negli anni, per realizzare un’iniziativa stabile e continuativa a Catanzaro. Contribuire ad inserire la città in un circuito credibile e di attenzione alla musica migliore che si fa e si ascolta in Italia, servirebbe ad un sano e proficuo contagio; sarebbe utile ad una migliore visibilità della stessa e offrirebbe ai tanti appassionati catanzaresi, serate ed incontri all’altezza delle loro aspettative, e –cosa molto più importante – offrirebbe ad alcuni artisti locali e a quanti volessero lavorare nel mondo della musica, lo spazio e la possibilità continuativa di un confronto e di scambi>>.