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Sabato, 11 Luglio 2020

I gioielli di Affidato al festival di Sanremo

L’orafo crotonese Michele Affidato era un ragazzo appassionato, che amava realizzare con i fili di cuoio i suoi gioielli artigianali, che immaginava di poter creare sempre qualche capolavoro con le conchiglie del suo mare, che coltivava nel suo cuore una L’orafo crotonese Michele Affidato era un ragazzo appassionato, che amava realizzare con i fili di cuoio i suoi gioielli artigianali, che immaginava di poter creare sempre qualche capolavoro con le conchiglie del suo mare, che coltivava nel suo cuore una passione non comune, quella dell’arte orafa.

L’orafo crotonese Michele Affidato


Oggi è un uomo che è riuscito ad affermarsi per il valore delle sue opere. Un esempio di tenacia, di impegno, di laboriosità, di serietà, di correttezza, di costanza, di umiltà e di umanità.
È Michele Affidato, il maestro orafo che ha saputo col suo lavoro dare lustro alla sua città, esportando il nome di Crotone insieme al suo nei contesti italiani, e non solo, più importanti.
Oggi lo vediamo esporre la sua arte a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo, dove le sue creazioni sono considerate quanto di meglio possa rappresentare la Calabria, dove accanto ai tesori più rappresentativi del patrimonio archeologico calabrese, vi sono i suoi gioielli, opere di un artista che a quel passato guarda e si ispira. Ma lo vediamo affermarsi sempre più in un panorama artistico nazionale in cui si impone come il simbolo della Calabria creativa, della Calabria bella e sana: dopo la creazione dei premi per le ultime tre edizioni del Festival di Sanremo, oggi tocca ancora a Michele Affidato realizzare i premi di due tra gli eventi più importanti collaterali al Sanremo targato 2013, il premio nazionale AFI (Associazione Fonografici Italiani) e quello per Casa Sanremo, il salotto del Festival che premierà la canzone vincitrice della 63° edizione.

Gianni Morandi e Michele Affidato


Un legame saldo ormai quello tra la città dei fiori e Michele Affidato, che ha saputo con professionalità imporre la sua arte ben oltre i confini della sua Calabria.
Affermato artista di fama internazionale, Michele Affidato ama ricordare i suoi primi passi e soprattutto quel passo da quando, ormai 25 anni fa, corona il suo sogno di avviare un’attività tutta sua, un laboratorio dove immaginare, studiare, sperimentare, un luogo dove dare forma e anima ai suoi gioielli. Un quarto di secolo in cui l’orafo crotonese ha saputo mantenere lo stile magnogreco e bizantino che ha sempre caratterizzato le sue opere coniugandolo con elementi nuovi, attento a riscoprire e a dettare le regole della moda senza perdere mai i suoi tratti distintivi.
Ma è anche artista versatile Michele Affidato, che sa con naturalezza e disinvoltura muoversi tra i gioielli  e le opere di arte sacra, a cui si è appassionato sino a diventarne un vero e proprio studioso.
La sua parabola artistico-creativa è tutta ascendente: dalle riparazioni nella sua bottega, alle prime creazioni su commissione, alle sfilate, alle mostre. Iniziano gli apprezzamenti, piace il suo modo di porsi, il modo di presentare la sua arte, e da lì si schiude un nuovo mondo.
Michele Affidato inizia così a realizzare opere consegnate a personaggi illustri come Rita Levi Montalcini, Lech Walesa, Franca e Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro, Anna Foa, Carlo Rubbia, Umberto Veronesi, il Principe Alberto di Monaco, il Principe Edouard de Ligne de Tremoille, Gloria Gaynor.
Ma la sua opera continua anche in manifestazioni importanti per cui realizza originali premi, tra i quali ricordiamo solo gli ultimi in ordine di tempo: i premi realizzati per le ultime tre edizioni del Festival della Canzone italiana che hanno visto premiare la più bella canzone della storia della musica italiana e  la canzone italiana più bella nel mondo. La musica rappresentata dalla “croma” con lapislazzuli, la preziosa Italia che spicca sul tricolore, e il globo terrestre su cui brilla la bella Italia non sono solo dei capolavori di arte orafa ma sono soprattutto dei capolavori per il loro grande valore simbolico.
Le manifestazioni sono ancora tante come per esempio il Magna Grecia Film festival, il Premio Montecarlo e tanti altri ancora, che ci fanno capire quanto celebre e apprezzata sia l’arte di Michele Affidato. Di quest’uomo che ha raggiunto palcoscenici importanti ma che non si è lasciato pienamente coinvolgere dalla mondanità, alla quale afferma di preferire lo svago semplice e gli amici, e della quale, senza tanti giri di parole, dichiara: «mi stressa!».
Nonostante le tante manifestazioni da protagonista, Affidato conosce il senso del limite e con professionalità sa anche declinare alcuni inviti importanti in nome della qualità. Il suo è un lavoro artigianale, fatto a mano, e perciò richiede tempo ed attenzione. Sovraesporsi in ogni dove significherebbe cedere alle regole della super produzione a scapito della qualità. Ma saggiamente, chi ha costruito la sua fortuna sulla qualità difficilmente è disposto a metterla in discussione! Dunque, meglio produrre di meno ma  bene.

Michele Affidato con Papa Giovanni Paolo II


Accanto ai premi per celebri eventi, accanto agli splendidi gioielli studiati per omaggiare personalità di spicco, Affidato è capace di realizzare dei veri e propri capolavoridi arte sacra. Affidato non nega di trovare in questa particolare forma dell’arte orafa un’ispirazione particolare, provando emozioni sempre nuove che a sua volta riesce a trasmettere alla gente grazie alle sue opere. E la cura, la ricerca e l’impegno  con cui si dedica a questa particolare forma dell’arte orafa viene ripagata dalla commissione di opere sempre più importanti, che lo hanno portato a realizzare sia dei veri e propri capolavori d’arte sacra sia opere per autorità ecclesiastiche.
Tra le tante realizzate Affidato prova ancora dell’emozione nel parlare per esempio  del reliquiario della Santa Spina che custodisce appunto una spina della corona di Gesù Cristo. «Davanti a quella spina – ha dichiarato – l’emozione è stata veramente grande così come grande è stato il desiderio e la responsabilità di realizzare un’opera che fosse veramente degna di custodirla».

Rita Levi Montalcini e l'orafo Michele Affidato


Nonostante la molteplicità e l’importanza delle sue creazioni Michele Affidato è rimasto un crotonese semplice, lo si capisce subito chiacchierando con lui, dalla semplicità e dalla schiettezza del suo linguaggio, dall’amore per il suo lavoro che ora condivide anche con la sua famiglia ed in particolare con le figlie Emanuela e Vanessa, ma soprattutto, tratto distintivo, essenza della sua arte, l’amore per la sua terra, verso quella Calabria di cui si sente figlio e che coraggiosamente non ha mai abbandonato, verso quella regione che da sempre è stata la sua vera musa ispiratrice. «Credo nel mio territorio – afferma – purtroppo non adeguatamente valorizzato, sebbene le sue materie prime, le sue bellezze impongano un impegno diverso. Credo fortemente nelle potenzialità della Calabria ma non posso fare a meno di notare rassegnazione, sofferenza … ». Sa quali sono i punti di forza di questa bella regione del Sud Italia e tra questi annovera il porto di Crotone, che considera una vera e propria risorsa da valorizzare per la ripresa del territorio, ma sa anche che a questa Calabria servono più impegno e tenacia, per poter essere finalmente apprezzata. La sua posizione strategica, la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni fanno della Calabria un gioiello, una perla custodita nel Mediterraneo, così come una perla custodita nel cuore della sua città è il suo ultimo investimento, un elegante show room targato Michele Affidato che impreziosisce ulteriormente la città di Crotone e la Calabria intera