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Lunedì, 03 Agosto 2020

“Ha lasciato perchè un altro Papa, con piu’ vigore, porti avanti la barca di Pietro…”

Parla monsignor Cantafora: “Gli piacque la nostra aranciata. E mi trattò come se mi conoscesse da sempre”. Quando Papa Ratzinger venne a Lamezia Terme il 9 ottobre del 2011 e poi a Serra San Bruno. Ricorda quell’incontro memorabile il vescovo Parla monsignor Cantafora: “Gli piacque la nostra aranciata. E mi trattò come se mi conoscesse da sempre”. Quando Papa Ratzinger venne a Lamezia Terme il 9 ottobre del 2011 e poi a Serra San Bruno. Ricorda quell’incontro memorabile il vescovo Cantafora.

Monsignor Cantafora accanto a Papa Benedetto XVI in occasione della visita del Santo Padre in Calabria


Le arance di Calabria, l’ospitalità e soprattutto i volti dei giovani e le speranze riposte in essi per un domani migliore. Nella convinzione che il messaggio di Cristo perpetui la necessità di non smarrirsi mai. Queste e altre considerazioni, all’indomani delle dimissioni di Papa Benedetto XVI, rilasciate a “Calabria on web” dal vescovo della Diocesi di Lamezia Terme, monsignor Antonio Luigi Cantafora

Eccellenza, quali impressioni all’indomani della decisione del Papa di dimettersi?

Una decisione che ci ha colti di sorpresa e ci ha coinvolto emotivamente. Anche perché è ancora viva in me e negli ambienti della nostra Curia la visita del Papa e la preparazione di quell’evento. Nessuno di noi poteva immaginare che il Papa potesse fare questo gesto. Che cosa dire di questo gesto? Io credo che il Papa sia stato illuminato in tutto questo. E’ un uomo che ha una lucidità così grande sui problemi interni della Chiesa e anche esterni, e che aveva anche gli strumenti per la cura di questi problemi ma, ad un certo momento, ha sentito come – così dice nel suo discorso di rinuncia - che le forze non potevano corrispondere alla fatica di intervenire in molte situazioni. Certamente è un gesto di altissima dignità ed è anche un gesto di grande responsabilità nei confronti della Chiesa. Ha colto realmente il momento favorevole. Quasi come dire: venendo un altro, può portare avanti la barca di Pietro.

In queste ore c’è una grande eco a livello mondiale. La stampa si interroga sulle reali motivazioni di questa scelta. In alcuni casi, si parla di mistero, comunque di una decisione che lascia dubbi anche sulla salute del Papa. Che ne pensa? C’è qualcos’altro dietro il gesto?


Monsignor Cantafora insieme a Papa Benedetto XVI


No. Lui dice chiaramente che il nocchiero è Gesù Cristo, che a portare avanti la Chiesa non siamo tanto noi uomini ma è Lui, che è presente nella Sua Chiesa. Se perdiamo di vista questo, andiamo fuori strada, fuori binario. Io credo che il Papa nella sua lucidità intellettuale ha colto le istanze del momento e ha pensato, con molta responsabilità e senso di grande affetto nei confronti della Chiesa, che un’altra persona, con più vigore, possa realmente far passare la Chiesa verso una vita nuova, verso forme nuove per un impegno evangelico nuovo. Questa generazione ha bisogno di evangelizzatori; ha bisogno di uomini appassionati, coraggiosi che siamo talmente infuocati d’amore da parte del Signore che sanno rischiare la vita. Che sappiano solcare i mari, per poter giungere realmente al porto della gioia, della felicità e della pienezza vera dell’incontro con Cristo.

Parliamo della storica visita in Calabria e a Lamezia in particolare, datata 9 ottobre 2011. Lei è stato grande protagonista, perché ha voluto la visita del Santo Padre. Un suo ricordo su quella giornata indimenticabile e, se può, ci descriva gli attimi trascorsi con il Papa…

L’incontro col Santo Padre qui a Lamezia, come diceva lo stesso Papa, è stata una giornata indimenticabile per lui. Ma lo è ancora per noi, perché noi viviamo realmente di questa giornata. Anche pastoralmente parlando, noi abbiamo redatto il progetto pastorale partendo, appunto, dalla sua omelia, dalla sua visita e di tutto ciò che noi abbiamo vissuto in quella storica giornata. Il Santo Padre è giunto alla fine del progetto pastorale ed ha aperto per noi il nuovo progetto pastorale, venendo a sigillare tutto questo. Abbiano visto un Papa vitale; che sapeva fare le battute sia a tavola che all’esterno dentro la papamobile. Ricordo che fin dal suo arrivo all’aeroporto, appena sceso dalla scaletta, e poi in auto, mi chiedeva informazioni sulla città. Cos’è questo? Cos’è quello? Diceva... Insomma, un Papa attento e interessato alla nostra realtà. Un Papa che è rimasto particolarmente impressionato dai giovani a Lamezia e verso i quali poggia la speranza.

Lei che ha avuto modo di stare vicinissimo al Santo Padre nelle ore in cui si è fermato in Curia, che idea si è fatto come uomo. Al momento delle sua elezioni si faceva riferimento al fatto che essendo tedesco era, come dire, “freddo”...


Monsignor Cantafora accanto a Papa Benedetto XVI in occasione della visita del Santo Padre in Calabria


Non è vero. Non è vero che è un uomo freddo. Ha un rapporto talmente cordiale e mite; è così curioso di tante cose. Interessato a tutto. Papa Ratzinger è un uomo di grande accoglienza. In quel giorno, è stato con me come se ci conoscessimo da sempre. Ha fatto anche delle battute. Tanto per dirne una: finita la liturgia, siamo arrivati in Curia all’una e un quarto…C’era pronto un boccale di spremuta d’arancia. Io subito mi sono premurato di riempire il bicchiere. “Ah! - ha esclamato – un vescovo che riempie il bicchiere del Papa…”. Dopo aver bevuto, ha aggiunto: “Questa sì che è un’aranciata...” Manifestando il suo apprezzamento per i nostri agrumi. E io ho detto che è il frutto del sole di Calabria, del calore dei calabresi. Sono cose talmente umane, talmente feriali che escono fuori da qualunque protocollo.

A suo avviso cosa accadrà ora? Chi sarà il successore? Cosa vede lei dalla sua prospettiva, dalla Calabria? Come sarà il nuovo corso della Chiesa dopo un Papa che si è aperto alla modernità, alla comunicazione di massa, ai social network…La nuova Chiesa continuerà su solco tracciato da Benedetto VI?

Prevedere chi sarà il successore non spetta a noi. Sono certo che il Signore darà il Papa giusto nel momento giusto alla Chiesa. La seconda cosa importante: il Santo Padre lascia una visione dei problemi attuali, della Chiesa. Per cui, ad un certo punto, chi andrà sul Soglio di Pietro sarà molto avvantaggiato, perché troverà una finestra aperta sui problemi del mondo. E noi siamo certi che il nuovo Papa sarà un apostolo, soprattutto appassionato del Vangelo perché credo che l’Omelia che ha fatto ultimamente il Santo Padre a Natale questo vuole significare: solo un cuore infuocato può risolvere i problemi di oggi, può dare la luce. Alla fine questo gesto è anche un gesto di speranza. Il Papa ha voluto far sperare la Chiesa. Questo non è un momento di chiusura, un momento triste per la Chiesa. Questo è un momento magico, nel senso che il Papa dice alla Chiesa che è possibile navigare in questa tempesta, perché il nocchiero è Cristo.