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Lunedì, 03 Agosto 2020

“Aspromonte”, un film carico di bellezza selvaggia

Ci sono almeno due modi per guardare il film Aspromonte. Uno è da calabrese. L’altro è da spettatore di un film al cinema. Due visioni difficilmente cumulabili in un unico stato d’animo. Il calabrese che va al cinema a rivedersi, Ci sono almeno due modi per guardare il film Aspromonte. Uno è da calabrese. L’altro è da spettatore di un film al cinema. Due visioni difficilmente cumulabili in un unico stato d’animo. Il calabrese che va al cinema a rivedersi, ed a piacersi, si lascia trasportare da un viaggio all’interno dei propri luoghi e della propria storia.

Franco Neri alla presentazione del film in anteprima a Reggio Calabria


Viaggia attraverso se stesso, le proprie inclinazioni culturali e i propri tratti atavici. Per riscoprirsi attraverso sguardi e scorci incantevoli e selvaggi. E redimersi, una volta per tutte, da un passato che è passato ma che è ancora vivo nella memoria di una cronaca nera che fa fatica a sbiadirsi. Tanto è incardinata nei ricordi delle pagine in bianco e nero dei rotocalchi e delle trasmissioni al cardiopalma che raccontavano di riscatti e rilasci misteriosi. E per affermarsi, nella sua purificata essenza, per ciò che è. Un uomo che vive in un luogo tanto attraente quanto respingente. Tanto vergine quanto vissuto. Tanto accogliente quanto inespugnabile. Un luogo di contraddizioni. Che fluttua tra bene e male, e convive con i suoi paradossi. Il calabrese che cerca nel film Aspromonte lo specchio della propria bellezza non resta deluso. Il film è carico di una bellezza selvaggia e autentica. Ma la vera sorpresa del film è nella storia. Una storia emozionante, diretta con stile da Hedy Krissane, di un sentimento interrotto tra due fratelli che si riscoprono tali solo dopo anni di distanza e un tentativo, non riuscito, di ottenere una firma per una speculazione edilizia. La sorpresa del film sta nella musica di Peppe Voltarelli, che con il suo timbro di voce irruente riempie di altri contenuti, non detti, il racconto. La sorpresa sta nell’ambientazione, scenografia aspra e generosa di una commedia semplice e ironica, bene interpretata dal protagonista Franco Neri, per la prima volta fuori dal suo personaggio comico, che, con coraggio, si evolve artisticamente verso la recitazione attoriale e ben riesce a rendersi credibile nella parte di un ricco industriale brianzolo senza scrupoli che riafferma se stesso e le sue origini dopo averle rinnegate per tanto tempo. La sua è una ricerca affannata del fratello scomparso, interpretata da Andrea De Rosa, che ha i contorni di una ricerca interiore, sorretta dalla delicata, quanto forte, presenza della guardia forestale del Parco Nazionale dell’Aspromonte, interpretata da un grande Piermaria Cecchini.

Alcune scene del film "Aspromonte" presentato in anteprima a Reggio Calabria


Ruotano e si incastrano nella trama della storia personaggi reali e surreali. Personaggi e persone. Che sono e fanno nella vita ciò che rappresentano nel film, seppure nella finzione scenica. Come la cantante Teresa Mascianà, il gruppo Quartaumentata o Don Pino Strangio, parroco della Chiesa della Madonna di Polsi. La musica, il misticismo, la terra, la sacralità e la profanazione. C’è tutto un mondo nel mondo che scorre lento nell’entroterra di questa storia semplice che diverte ma non è comica, che emoziona ma non commuove. I sentimenti restano sospesi fino ai titoli di coda. Incorniciati dalla grafica di Emanuele Taglieri. Aspromonte è un film da vedere perché è un bel film. Piacevole e leggero. Mai banale e scontato. Aspromonte, per noi calabresi, è un film da vedere due volte. Uno da spettatori. Uno da calabresi. Il film, dall’1 febbraio in 35 sale italiane, è stato proiettato in anteprima a Reggio Calabria al Teatro Siracusa il 29 gennaio. La sala, gremita, ha applaudito il film ed i suoi artefici, regista, attori, produttori, distributori ed operatori, tutti presenti alla prima ed alla conferenza stampa che ha seguito la proiezione. Aspromonte è il primo film interamente realizzato da imprese calabresi. La produzione, infatti, è dell’agenzia di comunicazione integrata di Reggio Calabria Publiglobe Srl, la distribuzione è affidata a Cineclub Internazionale Distribuzione con il contributo di Fondazione Calabria Film Commission, Provincia di Reggio Calabria, Corpo Forestale dello Stato, Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte e GAL Batir (Gruppo di Azione Locale Basso Tirreno Reggino).

Alcune scene del film "Aspromonte" presentato in anteprima a Reggio Calabria


Significativo l’intervenuto di Don Pino Strangio, superiore del Santuario di Polsi, reso, nel film, set cinematografico, che ha rivendicato la sacralità di Polsi, come punto di riferimento spirituale. “Il film ha raccontato come realmente è quella parte di Calabria sconosciuta”. La conferenza stampa è stata conclusa dal professore Tonino Perna, che ha scritto il soggetto del film (prodotto dal figlioLuca): “Vorrei spiegare come da un idea si sia arrivati al cinema – esordisce - Aspromonte non è un documentario, non un è film antropologico, non è un spot del territorio, che per altro è raccontato nella sua realtà, senza negare l’evidenza dei suoi problemi. È una commedia che ha uno sguardo agrodolce sull’Aspromonte. Il film non nega l’esistenza della ‘ndrangheta, né le storie di ‘ndrangheta che ne hanno drammaticamente segnato il passato. Il film racconta in chiave ironica e sarcastica una storia verosimile. Il soggetto è un imprenditore nato al Sud che appartiene a quella vasta categoria di meridionali rinneganti (ndr) che si sono affermati ed arricchiti al Nord e che, ottenuti i successi, non solo hanno dimenticato le proprie origini ma sono diventati la base elettorale del partito della Lega. Il soggetto che ho scritto nasce da questo spaccato. Da questo paradosso reale.

Alcune scene del film "Aspromonte" presentato in anteprima a Reggio Calabria


È una bella storia interpretata molto bene dagli attori, Andrea De Rosa, Piermaria Cecchini e Franco Neri. Franco Neri è stato coraggioso e intelligente, secondo me, perché ha scelto di uscire dal cliché in cui tutti lo riconoscono ed ha dimostrato di avere un grande talento artistico e di potere reggere una produzione cinematografica di questo calibro. Il film non è mai drammatico, non è mai comico, è ironico. Ci sono molte battute che nascono dai pregiudizi che ancora oggi ci riguardano. La battuta sul sovradimensionamento della Guardia Forestale, per esempio, nasce dal fatto cha tuttora la gente è convinta che in Calabria ci sia una moltitudine di agenti. Perché ci fu un articolo del Corriere della Sera del 1983 che diceva che qui c’erano 36 mila forestali, ed era vero. Allora. Ma ora sono sei mila. Ecco le battute nascono da lì. Dalle convinzioni che sono difficili da scardinare e che in una chiave di lettura sarcastica possono, attraverso il linguaggio cinematografico, essere superate dalla realtà. Che è diversa. Ed il film gioca su questi equivoci. Gioca su questi pregiudizi. Con battute esilaranti di cui alcune si sono perse, nella nuova scrittura del regista Hedy Krissane. Che con il suo stile, delicato, particolare, ha diretto benissimo il cast ed ha conferito un valore aggiunto ai personaggi. Il film ha riscosso successo anche a Roma, alla prima. L’impressione che ho colto è che anche chi non è mai stato qui sia rimasto incuriosito da questi luoghi, abbia avuto un impatto positivo. Ritengo – continua – che il gruppo che si è costituito sia riuscito a mettere insieme un prodotto di altissima qualità. Ognuno ha contribuito con il proprio talento. La fotografia è bellissima, la musica di Peppe Voltarelli è sorprendente. Straordinaria. Potrebbe davvero vincere un premio. E poi ci siamo divertiti anche a scardinare i pregiudizi che serpeggiavano anche all’interno del cast. L’aiuto regista, per esempio, un giorno si è spaventato nel vedere due ragazzi con la pistola a San Luca e  voleva tornare a Torino. Ma noi sapevamo che faceva tutto parte del gioco. E che non sarebbe successo nulla. Girare il film non è stata una passeggiata banale, è stata un’avventura sacrificante, tra percorsi impervi e selvaggi. Addolcita dalla splendida accoglienza che ci hanno riservato ovunque. Aspromonte è un film che racconta se stesso ed i suoi abitanti”.