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Giovedì, 06 Agosto 2020

L“Aspromonte” al cinema con una mission: riscattare il Mezzogiorno…

Un chiacchierata con Franco Neri,  che da calabrese al Nord diventa un industriale brianzolo.   “Aspromonte”: Il nuovo film  - regia dell’italo-tunisino  Hedy Krissane  su un  soggetto  scritto da Tonino Perna -  porta il nome dell’ispida ed affascinante montagna calabrese. Al Un chiacchierata con Franco Neri,  che da calabrese al Nord diventa un industriale brianzolo.   “Aspromonte”: Il nuovo film  - regia dell’italo-tunisino  Hedy Krissane  su un  soggetto  scritto da Tonino Perna -  porta il nome dell’ispida ed affascinante montagna calabrese. Al cinema da febbraio, in contemporanea in 35 sale italiane, il film è prodotto da Publiglobe Picture, agenzia di comunicazione integrata di Reggio Calabria, e distribuito dalla calabrese Cine Club Internazionale.

Una scena del film "Aspromonte" con Franco Neri e sulla sinistra Pier Maria Cecchini


Un ambiente ricco di suggestioni, sorprese e scenari mozzafiato è la location di una storia di scontro e riconciliazione. Di pregiudizio e equivoci. Una “storia semplice”, nata da un soggetto scritto da Tonino Perna, profondo conoscitore di quei luoghi, diretta dal regista italo-tunisino Hedy Krissane, interpretata da Franco Neri. Un industriale brianzolo è alla disperata ricerca del fratello che teme sequestrato e viene accompagnato da una guardia del corpo forestale, interpretata da Piermaria Checchini, alla scoperta della verità, tra luoghi incantati e momenti comici ed esilaranti, sulle note di Peppe Voltarelli. Alla vigilia dall’esordio incontriamo l’attore protagonista, Franco Neri. Emozionato, ma non troppo, per questa esperienza cinematografica con un ruolo serio. Ma non troppo…

Ambientato nei luoghi più impervi ed affascinanti dell’entroterra reggino, “Aspromonte” si propone come un film di riscatto e gioca sull’equivoco ed i pregiudizi nei confronti del Sud. In che senso è una pellicola di riscatto?

Da un lato il riscatto è alla base della trama del film, che ruota attorno alla liberazione di mio fratello da un rapimento che, in realtà, non è avvenuto. “Aspromonte” mette così in scena l’equivoco. L’equivoco è il riscatto dal pregiudizio.

Franco Neri i una scena del film "Aspromonte"


Il suo primo spettacolo di cabaret è stato “professione meridionale”. Poi, a seguire, la sua carriera comica si è sviluppata sulla parodia del calabrese al Nord. Oggi lei interpreta la storia di un industriale della Brianza che riscopre il Sud. Ci spieghi come si arriva a proporre quella che sembra essere un’inversione di ruoli.

Avevo conosciuto il regista Hedy Krissane in un’occasione precedente. Da lì è nata la nostra collaborazione. Interpretare un ruolo non comico è stata una scelta artistica. Ho scelto una parte che non era nelle mie corde perché ho voluto evolvermi. Cimentarmi in qualcosa che non fosse il mio personaggio di cabaret.

Ci descriva meglio il suo personaggio e come si è preparato ad interpretarlo.

Sono un industriale che ha bisogno della firma del fratello su un contratto per un business. Lo va a cercare in Calabria. Non lo trova e pensa al peggio e cioè a un rapimento per ottenere un riscatto. Ma è un pensiero che nasce da un pregiudizio che non ha nessun fondamento. E alla fine del film la verità si rivela in tutta la sua evidenza. E scardina ogni dubbio sui preconcetti e sugli equivoci. Io mi sono preparato provando ad entrare nei panni di chi cerca un fratello scomparso. Una ricerca che all’inizio è animata dal desiderio di ottenere una firma per una speculazione edilizia. Ma poi si accorge che quel fratello ritrovato gli scatena emozioni molto più forti dell’acquisto di un immobile.

Franco Neri in una scena del film "Aspromonte" con l'attrice Maria Pia Calzone


È un ruolo che mi ha dato molte soddisfazioni. Mi è piaciuto cambiare registro. Ciò che mi ha veramente entusiasmato è stato calarmi nei panni di qualcosa che non mi appartiene. Come comico ho portato nello spettacolo i miei ricordi di bambino, giocando ed esasperando tratti della mia infanzia. In questo caso sono entrato in un’altra vita. Ho interpretato un’altra storia. Spero che questa prova d’attore mi apra ad altre possibilità artistiche.

Che cosa ci può raccontare del cast, del rapporto che si è instaurato con gli attori e con la regia. In particolare con il suo Virgilio in Aspromonte, Piermaria Cecchini.

Ho avuto due compagni di viaggio bravissimi. Il casting è stato fatto da Hedy Krissane, un regista generoso , che ha molto talento e che ha saputo creare un gruppo coeso. Abbiamo vissuto sei settimane intense, faticose e nonostante facessimo anche tre ore di macchina per raggiungere zone tortuose e tanti chilometri in strade di montagna non c’è stato mai un momento di tensione, mai uno screzio. Quando abbiamo finito le riprese, mi sono sentito parte di una nuova famiglia.

Che Calabria ha trovato in Aspromonte?

Solo chi è stato può capire la bellezza di quella natura a pochi passi dal mare. Quando siamo arrivati vicino Polsi, abbiamo visto un posto che sembrava un gran Canion.

Quale è la forza di questo film?

Innanzitutto non è volgare. La forza è la fotografia, è un film che scorre velocemente. È un film per famiglie.

L’appuntamento dunque è a febbraio al cinema per il film Aspromonte. Ci dica un motivo per cui non dobbiamo assolutamente perderlo.

Beh, io direi che non c’è un  motivo per perderlo