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Sabato, 04 Luglio 2020

Il fortino di Pentimele rinasce tra l' azzurro dello Stretto e la maestosità dell’Etna

Sulla collina di Pentimele ne è passato di tempo da quando, a fine Ottocento, il “fortino” fu realizzato dal Genio militare per difendere Reggio e lo Stretto e da quando, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ospitò una postazione contraerea Sulla collina di Pentimele ne è passato di tempo da quando, a fine Ottocento, il “fortino” fu realizzato dal Genio militare per difendere Reggio e lo Stretto e da quando, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ospitò una postazione contraerea per proteggere lo stesso braccio di mare e la città. E ne è passato di tempo da quando, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, il rilievo sul quale si erge era diventato oggetto di appetiti speculativi ai quali si era opposta una mobilitazione popolare guidata da Legambiente.fortino pentimele Adesso, il Fortino di Pentimele, quello “Sud”, una delle 22 batterie difensive dislocate lungo la costa calabra e quella sicula, insieme all’omonima altura che la domina, da luogo di chiusura e scontro, è diventato sito di apertura e dialogo, e dalla scongiurata bruttura del cemento selvaggio nei dintorni, dopo esser stato recuperato, migliorato e reso fruibile dopo l’inaugurazione di qualche giorno fa, è passato alla compiuta bellezza dell’architettura, della storia, del paesaggio e della natura e presto farà altrettanto anche a quella della cultura, dell’arte, del sapere e dello stare insieme.
Prima del restauro conservativo che ha visto protagonisti il comune di Reggio Calabria insieme a Sovrintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, Ministero dei beni e delle attività culturali e Regione, la fortificazione umbertina era completamente cadente ed invasa da erbacce ed antenne, vittima dell’abbandono istituzionale, dell’azione di vandali e del passare del tempo. Dopo un intervento con tecniche e materiali compatibili con la valenza storico-architettonica del bene e l’introduzione all’interno dello stesso di componenti tecnologiche, adesso il fortino è perfettamente recuperato e, in tutto il suo splendore, si candida ad essere uno strategico attrattore socio-culturale per Reggio, per la Città metropolitana e per l’area dello Stretto, insieme alla sua collina, già importante “Sito di interesse comunitario”, a diventare il centro di un vero e proprio parco urbano con peculiarità come una pregevole flora eil passaggio di volteggianti specie migratorie, all’interno del quale, vicinissimo a quello appena inaugurato, c’è anche un altro fortino, quello “Nord”, ormai prossimo all’apertura dopo un’identica operazione.
fortino pentimele inaugurazioneSi percepisce un senso di rinascita sulla sommità del colle, da dove gli occhi fuggono perdendosi tra l’azzurro dello Stretto, la maestosità dell’Etna e il lontano-vicino profilo di Messina e ritornano su una Reggio che anche dall’alto si presenta col bello del suo lungomare, del suo centro storico e delle sue colline e il brutto degli abusi edilizi, dell’urbanizzazione estrema e dei danni arrecati da mani piromani. Già appena arrivati nel piazzale antistante lo storico manufatto. Ancor di più dopo aver attraversato il ponte levatoio sul fossato che protegge la costruzione a monte. Una volta superato, si possono ammirare il cortile centrale e le rampe e i piani che sovrastano una fortificazione che sviluppa la sua architettura verso l’entroterra e lato mare è coperta da terreno e vegetazione a fini mimetici, così come punti di avvistamento ed ambienti che erano utilizzati come stanze e depositi. E si possono apprezzare dettagli originari come un sistema di approviggionamento delle acque da riciclo attraverso scoli e cisterne e un impianto di aereazione autonomo, così come l’introduzione di elementi utili alle future attività, come il wifi. Interventi ai quali, come annunciato dal sindaco Giuseppe Falcomatà insieme assessori Irene Calabrò (Valorizzazione del Patrimonio storico-artistico-archeologico) e Giuseppe Marino (Politiche comunitari), si affiancheranno una complessiva e radicale riqualificazione della via che da valle si inerpica in tornanti su un pendio, consistente nella realizzazione del manto stradale, di un percorso pedonale e dell’illuminazione e nella messa in sicurezza, e la piantumazione di alberi sul poggio. Il tutto, funzionale anche al collegamento della città attraverso la collina alla sentieristica aspromontana e, dunque, a quella del “Sentiero Italia” che corre lungo l’intera penisola.
panorama fortino pentimele«Valorizzando questo patrimonio storico-architettonico, paesaggistico e naturalistico del fortino e della collina, vogliamo che lo stesso sia un incubatore di idee e un ritrovo di artisti locali ed internazionali, un luogo di socialità, di sapere, di arte e di svago per gruppi, famiglie, turisti, associazioni, scuole ed università. Vogliamo che sia vivo, che sia un polmone di bellezza, dove ci si apra a nuove esperienze e nuove culture. Questa inaugurazione è un punto di partenza, è iniziata una sfida: quella che i reggini si riapproprino di questi due elementi e che questi rientrino a far parte della nostra storia per costruire il nostro futuro» ha affermato il sindaco Giuseppe Falcomatà dopo aver tagliato il nastro tricolore d’inaugurazione, ribadendo la volontà della sua amministrazione di battersi contro il consumo di suolo e il pericolo speculazione ed annunciando impegno della stessa nel garantire apertura, chiusura e sorveglianza del fortino per chiunque abbia progetti da realizzarvi. Ed è proprio in questa direzione che sono andati gli appelli dell’assessore Calabrò («Il supporto delle associazioni non è mai mancato, ma serve il loro supporto per continuare a lavorare insieme per il fortino») e del suo omologo Marino («Si può fare ancora di più sulla collina di Pentimele, la città riscopra le sue bellezze e se ne innamori»), ai quali si sono affiancate le parole tecniche dell’architetto comunale Daniela Neri («Le nostre fatiche dopo un iter burocratico, amministrativo e tecnico complesso sono state ripagate») e della rappresentante della Sovrintendenza Giuseppina Vitetta («E’ stato compiuto un intervento conservativo modello»).
Sentendo uno dei più strenui difensori della collina di Pentimele, cioè l’esponente di Legambiente Nuccio Barillà, c’è tanto da raccontare. Sin da quando il dirigente del Corpo Forestale Tommaso Lopez iniziò un processo di rimboschimento che, purtroppo, non ebbe seguito.fortino pentimele2 E che, anzi, vide l’affermarsi di cupi interessi privati che minacciarono l’area, ossia le costruzioni che iniziavano a sorgere ai suoi piedi, due progetti di realizzazione di villette su un suo versante da parte di un’immobiliare e l’erosione ad opera di una cava. Ma che, fortunatamente, fu contrastato dalla reazione guidata da Legambiente. Dunque, il 25 aprile 1983, per denunciare tutto ciò e far conoscere ed apprezzare la collina ai cittadini, nacque la CorriReggio, che in quell’edizione si caratterizzò non solo per quella che ormai è una classica gara podistica, ma anche per una scalata ciclistica e un concerto al tramonto al quale parteciparono centinaia di persone alla sua sommità. E lo stesso “Cigno verde” presentò un coraggioso esposto firmato da più di 500 persone in un momento storico delicato per la città e che portò all’intervento della magistratura. Quindi, fu l’avvio di una costante mobilitazione ambientalista, fatta di campagne che andarono oltre la dimensione locale ed azioni come i campi di lavoro internazionali ed “Aquipax”. Attivismo che toccò anche i livelli tecnici e politico-amministrativi, dall’attenzione alla collina dentro “Progetto Urban” sotto l’amministrazione di Italo Falcomatà fino a quella della giunta di Demi Arena con i fondi Pisu, passando per il concorso sull’idea del parco urban partecipato da 17 progettisti internazionali e vinto da Franco Purini, l’istituzione dell’area come “Sito di interesse comunitario” e provvedimenti nel Civico consesso come acquisizioni, perimetrazioni e valorizzazione all’interno del Piano strategico comunale. «Quello dell’esaltazione della collina di Pentimele, luogo bellissimo, ma poco conosciuto, è un sogno antico della città. Diamogli anima» è stato il commento dello storico militante ambientalista.
Un sogno tutto da vivere esaltando dal punto di vista artistico, didattico, sociale, ambientale, storico ed architettonico questo luogo e scacciando gli incubi dell’abusivismo, della speculazione, degli incendi e di ogni altro attacco alla natura, al paesaggio e alla legalità. Facendo così diventare finalmente realtà il legame fra i reggini e la collina di Pentimele.