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Giovedì, 29 Ottobre 2020

“Crotone ci mette la faccia”. Veleni e silenzi.

Iniziamo dai giorni nostri. Nello specifico dalla visita, non certo di “cortesia” di un inviato del Tg2 a Crotone. “Crotone ci mette la faccia” è ormai una splendida e concreta realtà, e Tina De Raffaele, una crotonese che come tante Iniziamo dai giorni nostri. Nello specifico dalla visita, non certo di “cortesia” di un inviato del Tg2 a Crotone. “Crotone ci mette la faccia” è ormai una splendida e concreta realtà, e Tina De Raffaele, una crotonese che come tante purtroppo, in questa terra “accarezzata” dai veleni e dal silenzioso rumore della morte, si è ammalata di cancro, è stata colei che per prima appunto, ha deciso di svelarsi, di non nascondersi più, e di metterci la faccia appunto.crotone ci mette la faccia E non solo quella.
“Un paio di giorni fa ho ricevuto su Fb – ci racconta - sia sul mio profilo che in quello della pagina ” Crotone ci mette la faccia”, un messaggio di Gianmarco Sicuro della redazione Tg2. Il messaggio diceva che avrebbe avuto piacere di parlare con me, perché aveva letto della battaglia che stavo portando avanti.
Ovviamente non ci ho pensato due volte e gli ho inviato il numero. Mi chiama nel pomeriggio e mi dice che volevano fare un servizio su Crotone, cioè su quello che stava venendo fuori a proposito dei "veleni" e dei numerosi malati di cancro.
Come dicevo prima, il giornalista si era documentato sulla mia battaglia, e naturalmente voleva capirci di più.
Gli ho spiegato per sommi capi quello che stavo facendo, del perché ho voluto intraprendere la mia battaglia, e del fatto, fondamentale e predominante, che nella nostra città si subisce il danno e la beffa, facendo riferimento chiaramente al diritto alla cura e alla precarietà dei servizi offerti dal polo oncologico del San Giovanni di Dio di Crotone.
Lui mi ha spiegato che si trattava di un inserto da mandare nel Tg2, e cosi ho accettato. Insieme al gruppo “Crotone ci mette la faccia” abbiamo deciso quindi di rilasciare un intervista, che abbiamo realizzato in mezzo agli operai, nella zona delle cooperative Montedison, proprio dove alcuni di loro hanno rilasciato delle testimonianze.
crotone ci mette la faccia11Fra loro, il marito di una malata di leucemia, nonché fratello di un malato di cancro, allettato, che a sua volta ha perso la prima moglie, e la cui seconda moglie si è ammalata di cancro. Altra testimonianza, quella di un signore che nell'arco di due mesi ha perso sorella e cognato, sempre per questa maledetta bestia..”
Questi i freddi ed implacabili numeri : “Sembrerebbe - ci spiega Tina De Raffaele- che da gennaio a marzo/aprile 2014 i casi di tumore in città siano stati circa 500. Ho appreso dagli ex operai Enichem che nella sola via dei Goti, parliamo di due palazzine per un totale di 60 famiglie, ci sono stati 43 casi di tumore, e molti di loro purtroppo non ci sono piu. Per quanto riguarda la bonifica poi, siamo ancora al secondo step ed a me viene da ridere. Se ne parla da 20 anni e ancora si parla solo di step....mah!!!! Ed intanto ci si continua ad ammalare, e ahimè a morire. Questo dimostra che non c'è alcuna volontà di cambiare registro, e non perché le innovazioni fanno paura, ma perchè invece ci sono degli interessi che vanno ben aldilà del bene comune, tutto qui. I cittadini sono demotivati perché non sono mai stati ascoltati. I fuochi dell'Enichem, quante battaglie, quante umiliazioni, quante promesse. Solo promesse. Infatti da li a poco furono tutti licenziati e le fabbriche chiuse. A chi dovrebbero ancora credere i crotonesi? Ad una pseudo e disinteressata classe politica?”.
La storia di Tina: “La mia mia pagina facebook è nata una sera di ottobre dell'anno scorso, nello specifico il 9. Ero triste e disperata, mi sentivo sola, inutile ma soprattutto solo un numero. Ero stanca di nascondermi da chi ancora non sapeva (odio mentire),dietre una inutile parrucca.crotone ci mette la faccia10 La solitudine forse l'avvertivo, e per questo, avevo la mia famiglia che non mi lasciava mai neanche un minuto. Ma nonostante ciò mi sentivo diversa. Annoiata dallo stare chiusa in casa ho spulciato su fb la pagina della Terra dei fuochi. Ed è stato proprio in quelpreciso momento che qualcosa si è acceso in me. Anche perché essendo figlia di un ex operaio qualcosina già sapevo. Cosi con l'aiuto di Davide il secondo dei mie figli, ho creato questa pagina, “Crotone ci mette la faccia”, che già dopo due ore contava quasi 330 "mi piace”.
Terrorizzata da questa cosa chiesi a mio figlio di eliminare la pagina, ma lui si rifiutò.
E dopo una settimana eravamo in 9000!. Ancora una volta ero terrorizzata, ma allo stesso tempo avevo capito che, dai vari messaggi di gente malata che mi chiedeva di tutto, che per me doveva diventare una sorta di missione e, con mille difficoltà, per una mia forma caratteriale, ho iniziato a fare i primi incontri e le prime interviste. A seguire la fiaccolata, e le due manifestazioni pubbliche.
Per quanto mi riguarda – continua ancora Tina- non so ancora se con la malattia ho vinto, ma di certo ho vinto per tutto quello che mi ero prefissata, insieme a tutto il team di “CROTONE CI METTE LA FACCIA”, crotone ci mette la facci65e cioè quello di riuscire a risvegliare le coscienze. Sarebbe a dire, abbiamo ottenuto di fornire informazioni su quello che accade, dando soprattutto voce a tantissimi ragazzi crotonesi che prima di noi si sentivano “soli” e terrorizzati, e che probabilmente questa società non ha mai ascoltato, e quindi la voglia di lottare per ciò che ci tocca di diritto: la salute.
Abbiamo raccolto i doni per i bambini del reparto di oncoematologia del Ciaccio di Catanzaro, ed abbiamo regalato loro un sorriso, fra giocattoli e dolci. Abbiamo dato risalto, grazie alle Iene (Italia 1) a livello nazionale, abbiamo organizzato un'altra giornata per il piccolo di soli 4 anni affetto da una grave forma tumorale organizzando una festa in maschera. Abbiamo chiesto di poter realizzare dei parcheggi all'uscita dell'ospedale per chi fa chemio, e pare che ci stiano lavorando. L’ 1 maggio siamo stati a Taranto, siamo saliti sul palco, e li per noi una standing ovation. Ne hanno parlato in diretta anche su Radio Rai.
Solo qui tutto tace. Ma noi andremo avanti lo stesso. Infatti per il due di novembre abbiamo organizzato” Una lanterna per non dimenticare”, proprio davanti al cimitero. E li faremo volare, nel silenzio più assoluto, le lanterne di carta, proprio per commemorare chi è morto di cancro”.
Un silenzio cosi duro e “chiassoso”, che sicuramente raggiungerà anche chi di veleni, tumori e morte, sembra non avere nulla a che fare. Eppure abitiamo tutti a Crotone…
Che il risveglio delle coscienze abbia inizio. Nel frattempo, “Crotone ci mette la faccia”.

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