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Martedì, 27 Ottobre 2020

Il castello di Fiumefreddo: un maestoso rudere immerso nella natura calabrese

Il fascino ineguagliabile della Sila e della fascia costiera cosentina si  esprime nei piccoli borghi che respirano storia attraverso le viuzze scoscese, i monumenti e i ruderi del grande passato, immortali nelle loro superbe rovine, accarezzate ogni giorno dalla luce Il fascino ineguagliabile della Sila e della fascia costiera cosentina si  esprime nei piccoli borghi che respirano storia attraverso le viuzze scoscese, i monumenti e i ruderi del grande passato, immortali nelle loro superbe rovine, accarezzate ogni giorno dalla luce del tramonto che dona loro un tocco di romanticismo e di regalità che lo sguardo dell'uomo non può fare a meno di cogliere.Castello di Fiumefreddo2
Uno di questi borghi incantati è Fiumefreddo Bruzio che si trova proprio nella zona costiera meridionale del cosentino, tra Falconara Albanese e Longobardi Marina. Annoverato tra i più borghi belli d'Italia, Fiumefreddo rappresenta, senza ombra di dubbio, una delle meraviglie storiche, paesaggistiche e culturali della provincia cosentina. Si trova su una superficie collinare, che arriva, con il Monte Cocuzzo, ad una cima di 1541 metri; il territorio, ricco di immensi boschi di querce, è costituito da un massiccio montuoso collinare dove, nel sottobosco, crescono varietà di piante officinali come menta, origano e felci. Dal massiccio si ergono due falangi collinari, tagliate in due da una stretta valle fluviale, alla cui base scorre una fiumara appenninica, caratterizzata prima da sommità tondeggianti, per finire poi, nella parte che ricade sul mare, in forma di pianori, su uno dei quali è edificato il borgo medievale di Fiumefreddo, tra incantevoli piantagioni di uliveti e vigneti della splendida macchia mediterranea.

Vista panoramica del borgo di Fiumefreddo Vista panoramica del borgo di Fiumefreddo


Si trova ubicato proprio in questa cittadina, un famoso castello, chiamato Castel Freddo, o Castello della Valle, più semplicemente noto come Castello di Fiumefreddo. Esso fu fatto edificare intorno al 1050 da Roberto il Guiscardo, re normanno, con lo scopo di contenere gli assalti dei nemici. Nei secoli successivi, il castello ricoprì un ruolo di grande importanza dal punto di vista strategico e visse momenti displendore essendo abitato da grandi personalità come il Duca di Somma, il Vicerè di Calabria, Don Pietro Consalvo de Mendoza, marito di Isabella Della Valle. Nel 1807 la fortezza venne distrutta dall'artiglieria francese del generale Reyner, deciso a catturare, ad ogni costo, Giovan battista De Michele, capo della resistenza borbonica nella Calabria Citra.
Oggi, dopo un lungo intervento di restauro durato circa 10 anni per un costo di oltre 5 miliardi di euro, il castello ha finalmente ritrovato la bellezza ed il decoro di un tempo grazie anche al recupero di alcuni locali sotterranei i quali diverranno luogo di mostre artistiche e di esposizioni museali.

Paramento murario del castello di Fiumefreddo bruzio Paramento murario del castello di Fiumefreddo bruzio


Ricordiamo che il fortilizio è stato dichiarato "Monumento Contro Tutte le Guerre" - nonostante le cannonate francesi siano ancora ben visibili.
Il maniero venne visitato anche dal pittore e scenografo Salvatore Fiume, che un giorno, mentre rientrava dalle sue vacanze in Sicilia, decise di svoltare dall'autostrada verso Falerna. Incuriosito dall'omonimia, decise di recarsi a Fiumefreddo. Superata la pineta di Longobardi, volgendo lo sguardo verso l’alto, scorse i ruderi del castello, e ne rimase affascinato. Ancora oggi, possiamo ben affermare come il Castello della Valle rappresenti uno dei monumenti più importanti e più belli di tutta la Calabria.