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Martedì, 20 Ottobre 2020

Itinerari subacquei. Cinque colonne nei fondali di Capo Cimiti

Crotone. Sono li da secoli, adagiate sul fondale di Capo Cimiti. E per osservarle in tutto il loro millenario fascino è sufficiente una maschera da sub.Colonne Capo Ciminiti Probabilmente costituivano parte del carico di un’antica nave, forse erano destinate ad adornare una villa; ma parte del loro fascino sta proprio nella libertà d’immaginarne la storia, la provenienza, il viaggio, il modo in cui siano finite in quel mare di cui da allora sono solide e tranquille custodi.
A censirle ufficialmente per la prima volta fu nel 1961 lo scrittore e sub Gianni Roghi. A lui quelle cinque colonne di marmo in stile dorico adagiate a circa cinque metri di profondità, sul basso fondale a pochi metri dalla linea costiera di Capo Cimiti, le aveva segnalate Domenico Carolei, che lo stesso Roghi nella sua relazione definisce “campione dei subacquei crotonesi”. “Le colonne – scrive Roghi descrivendo il suo primo sopralluogo sul ‘giacimento’ - sono cinque intere più una spezzata (essa giace separata dal gruppo delle altre di diversi metri). Sono costituite da monoliti lunghi 8,50 metri circa, con un diametro di 90 cm appena; le due più piccole sono di dimensioni un poco ridotte. Le colonne giacciono sul fondo di scogli diseguali nell’evidente aspetto di rulli caduti dall’alto e rotolati uno sull’altro a partire da destra....”.

Capo Cimiti Crotone Capo Cimiti Crotone


Segue la descrizione di quelle che a lui apparivano come scanalature lungo il fusto delle colonne e poi “...mi accorsi – scrive - con rinnovato stupore, che mentre la superficie delle colonne era di un colore grigiastro calcareo (dovuto alle incrostazioni biologiche stratificate), l’interno era di un bellissimo colore verde”. Il verde caratteristico del pregiato marmo ‘caristio’, o ‘cipollino verde di Eubea’.
Oggi chiunque voglia osservarle può rivolgersi ad uno dei diving che operano all’interno dell’Area marina protetta “Capo Rizzuto”. Perché le colonne sommerse di Capo Cimiti sono uno dei pezzi più pregiati degli itinerari subacquei dall’Amp, anche se in realtà sono in buonissima compagnia. La città di Crotone con il suo antichissimo porto, e in particolare il promontorio di Capo Colonna (promontorio Lacinio), costituivano infatti in età antica un importante punto di riferimento per le tante imbarcazioni che seguivano le rotte commerciali che univano la Grecia e l’Asia Minore con l’Italiaattraverso il mar Jonio. E allora ancora oggi è possibile ammirare nei fondali dell’Area marina alcuni relitti di navi romane, magari affondate per le avverse condizioni meteo-marine o per la presenza di scogli affioranti, e parte del carico che alcune di esse trasportavano. Tracce di storia antica che aggiungono fascino alle meraviglie naturalistiche che già caratterizzano un tratto di costa tra i più belli d’Europa.