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Lunedì, 26 Ottobre 2020

I mosaici della villa romana di Casignana

A colloquio con il professore Domenico Siclari, esperto in management e valorizzazione del patrimonio culturale. Tra storia e promozione del territorio jonico.La villa romana di Casignana, in provincia di Reggio Calabria, è il secondo sito archeologico dopo Piazza Armerina per

A colloquio con il professore Domenico Siclari, esperto in management e valorizzazione del patrimonio culturale. Tra storia e promozione del territorio jonico.La villa romana di Casignana, in provincia di Reggio Calabria, è il secondo sito archeologico dopo Piazza Armerina per bellezza e qualità dei suoi mosaici.

Domenico Siclari insegna Istituzioni di diritto pubblico all’Università per stranieri Dante Alighieri



La sua origine viene fatta risalire a cavallo tra I e II secolo d.C., ed è una realtà peculiare per il Meridione d’Italia. Il Parco contiene l’antica statio di natura extraurbana, avente collocazione strategica nell'antico itinerario di congiunzione tra Rhegion e Locri Epizefiri, e si pone in correlazione con altre realtà di pari interesse archeologico, quali il Naniglio di Gioiosa Ionica, le contrade Giudeo e Salice ad Ardore ecc.
L’analisi delle possibili linee di valorizzazione da avviare con riferimento al Parco Archeologico sito in contrada Palazzi, muove  dall’esigenza di considerare detto patrimonio in termini di benessere per il contesto turistico e quindi  socio-economico di riferimento, la Calabria. Ne è convinto  Domenico Siclari, docente universitario di istituzioni di diritto pubblico presso l’università per stranieri Dante Alighieri, che sottolinea come “nel nostro Paese, così come confortato dall’Unesco, la massiccia presenza di beni culturali impone che gli stessi vengano considerati quali risorsa/servizio da orientare al consumatore/utente di cultura, secondo un processo che richiama la predisposizione di misure atte a consentire oltre alla conservazione,  la messa in valore del bene”.

Professor Siclari, qual è lo stato dell’arte del Parco archeologico di contrada Palazzi ?

Un magnifico mosaico pavimentale appartenente alla villa romana di Casignana (Reggio Calabria)



La struttura si estende per circa 8.000 mq, all’interno dei quali è possibile rinvenire l’esistenza di oltre venti ambienti con un cortile centrale, attorno al quale si ergono le terme, un giardino decorato con una fontana monumentale, le latrine, altri vani di servizio e la zona residenziale. In particolare l’impianto termale, suddiviso nelle terme orientali e in quelle occidentali, si presenta in buono stato di conservazione e, accanto alle partizioni termali, spiccano in tutta la loro bellezza le pavimentazioni pregiate:

lastricati di marmo provenienti dalla Grecia e dall’Asia Minore e mosaici policromi ricchi di motivi geometrici impreziosiscono lo scenario che caratterizza l’odierno percorso espositivo. Tra questi possono ricordarsi la “Sala delle Nereidi” dove, nel triclinio, spicca il mosaico pavimentale delle “Quattro Stagioni” del quale si conservano due sole immagini, la primavera e l’autunno; un pavimento con un Bacco ebbro sorretto da un giovane satiro che versa vino in un’anfora. Il sito, nonostante le alterne vicende che l’hanno riguardato, dal 1998 è gestito dal Comune e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria. La progressiva acquisizione dei terreni limitrofi ha consentito poi  l’esecuzione di ulteriori scavi, propedeutici al recupero del patrimonio presente nell’area, ferma restando la possibilità di accrescimento dei lavori di recupero specie delle necropoli.

Quali le possibili attività di valorizzazione del Comune di Casignana rispetto alla rete culturale regionale e nazionale?

Prendendo le mosse dal Parco archeologico, si profila oggi  necessaria l’attuazione di misure che  ramifichino gradualmente i beni, in prima istanza a livello comunale, sino a giungere poi  sul   circuito regionale e nazionale, il tutto al fine di realizzare delle strategie e delle efficaci politiche di marketing territoriale. Stante la presenza, nell’area comunale del Borgo antico, dei palazzi gentilizi siti nel centro storico, dei resti della Chiesa Matrice, della Chiesa di San Rocco in Montpellier, appare opportuno quindi il potenziamento di un sistema infrastrutturale di collegamento tra il centro e la zona costiera, per la messa in rete delle bellezze archeologiche e architettoniche presenti, nonché delle risorse naturalistiche (vedi la sorgente di Favate).

La villa di Casignana è aperta al pubblico tutto l’anno ed è visitabile dalle 8,30 alle 12,30: da Lunedi a Venerdi. Per visite nei giorni di sabato e domenica oppure in orari pomeridiani, basta prenotare al n. 0964/1910888 la mattina (da lunedi a venerdi). Nei mesi estivi ( luglio, agosto e settembre) è aperta anche di pomeriggio. Ingresso: 3 euro

Una promozione dunque  che, in ottica di turismo relazionale, si dilata sino a ricomprendere la veicolazione delle specificità enogastronomiche proprie dell’area, dunque dei prodotti delle piantagioni di Greco doc e Mantonico Igt e gli agrumi autoctoni.

A ciò dunque  si collegherebbe  la necessità di dare vita ad un networktra patrimonio interno e aree limitrofe, in una prospettiva di cooperazione tra le amministrazioni territorialmente coinvolte e agenzie culturali presenti?

Sotto tale versante si deve mettere in luce   come l’attuale gestione commissariale presieduta da Maria Luzza abbia oculatamente scelto di aderire e perseguire gli obiettivi connessi con la realizzazione dell’accordo di collaborazione per la creazione del marchio dei Comuni archeologici di qualità.

Una valorizzazione a 360°  di un territorio   ricco di storia e tradizione, in cosa consiste dunque questo progetto?

Un progetto che oggi, sposato dal viceprefetto Francesca  Crea, ha portato alla realizzazione di un sito internet volto a definire percorsi interattivi (secondo una chiave storica e contenutistica) tra i beni interessati www.archeocomunidiqualita.it. Al contempo si è giunti a partecipare alla Borsa del Turismo Archeologico di Paestum, vetrina di spiccato rilievo per i grandi operatori del turismo di settore, al fine di ridurre il gap di comunicazione e di promozione di un territorio – quale quello calabrese – spesso privo di scelte compatte nella divulgazione della propria immagine.

La villa romana di Casignana: si stava scavando per la costruzione di un acquedotto, quando apparvero i primi elementi del complesso monumentale diventato nel tempo una splendida realtà.



Un’ulteriore esemplificazione del collegamento della Villa con il patrimonio archeologico regionale è rappresentata dal Magna Graecia Teatro Festival. Un progetto che, giunto alla decima edizione, nel coniugare la cultura del palcoscenico con la cornice dei siti archeologici, consente una diffusione verso l’esterno dei preziosi patrimoni custoditi nei luoghi ove le manifestazioni prendono forma.

Tenuto conto delle considerazioni predette, secondo Lei, come si concretizza la valorizzazione del patrimonio culturale nell’attuale momento storico?

Deve sottolinearsi come viviamo in un momento storico in cui ritorna in modo preponderante l’aneddoto di Foster Wallace: “Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: ‘Salve, ragazzi. Com’è l’acqua?’. I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa: ‘Che cavolo è l’acqua?’ ”. Come i due giovani pesci brancolano in uno stato d’incapacità di comprendere ciò che li circonda, parimenti l’odierna società consumista, nella quale il valore mercantile ha sostituito il godimento estetico ed in cui ci amplifica l’incapacità di rapportarsi con le manifestazioni più elevate della spiritualità creativa, si palesa spesso miope quanto alla capacità di comprendere l’importanza che il patrimonio culturale riveste in termini di riconoscimento dell’identità dei singoli appartenenti alla comunità nazionale.

Caterina Bertucci