Per offrire informazioni e servizi, questo portale utilizza cookie tecnici, analitici e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su qualunque altro link nella pagina o, comunque, proseguendo nella navigazione del portale si acconsente all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni sui cookie e su come eventualmente disabilitarli consultare l'informativa sulla Privacy.

Sabato, 28 Marzo 2020

"Turismo e mobilità": la Calabria non è più irraggiungibile...

La Calabria guarda oltre la A3, Salerno-Reggio Calabria. Nel senso che cerca di far sapere al mondo, ora che sta per essere completato l’ammodernamento dell’importante infrastruttura viaria,  che la Calabria non è più una regione irraggiungibile.
Messaggio partito proprio da uno dei luoghi più suggestivi della Calabria, l’affaccio sullo Stretto  di Messina, visto da Alta Fiumara a Santa Trada di Cannitello dove Anas e Regione Calabria hanno organizzato un convegno dal titolo “Turismo e mobilità” alla presenza dell’Amministratore Unico dell’Anas Pietro Ciucci, del Presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti e del Prof. Domenico De Masi, del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università “La Sapienza” di Roma”.
“L’iniziativa  è servita per fare il punto sui lavori della A3 Salerno-Reggio Calabria, ma anche per dire che oggi non siamo più una regione isolata come fino a qualche anno fa.  – è stato il commento  del Presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti - Che si può, quindi,  puntare alla Calabria e chi è interessato ha modo di sapere, attraverso questa iniziativa e quello che ne verrà fuori, che comunque questa regione è oggi raggiungibile attraverso il gommato e può contare su un’autostrada che può cominciare a definirsi tale a tutti gli effetti”.
“E’ un segnale importante – ha proseguito Scopelliti – che va nella direzione di promuovere il nostro territorio e di immaginare che il Governo su questo con l’Anas non si può fermare: mancano 58 km ancora da realizzare, ma c’è la SS106 che non può più aspettare e che comunque Anas ha attenzione per questo territorio ed insieme alle istituzioni fa oggi il punto della situazione, per poi ripartire. A differenza di quelli che completamente assenti, che non consideranola Calabria ed hanno poco rispetto dei calabresi”.
C’è grande coraggio e sicurezza nelle parole dell’Amministratore Unico di Anas Pietro Ciucci, stimolato dalle domande e dalle provocazioni del giornalista del TG2 Dari Laruffa, quando conferma il completamento dell’autostrada, “salvo il tratto di 58 km non ancora finanziato, ma già progettato”, entro il mese di dicembre 2013. “Quando dissi una cosa del genere tre anni fa si sollevò un polverone di reazioni. Si trattava di un obiettivo molto sfidante – ha aggiunto Ciucci – considerando le condizioni dei lavori di allora. Oggi confermiamo questo obiettivo – ha aggiunto Ciucci, spiegando le difficoltà che si incontrano in questo tipo di interventi “che vanno, ogni anno, da un esodo all’altro. Per questo – aggiunge – per noi il mese di luglio, in Calabria, rappresenterà un vero e proprio esame. Resteranno soltanto dieci km di tratto in un'unica carreggiata, ma sul nuovo tracciato, più largo di quello precedente: sarà un esodo di gran lunga migliore”. A Santa Trada l’appuntamento è importante. C’è un parterre di giornalisti ed inviati di tutto rispetto. Tra loro Italo Cucci, storico direttore del Corriere dello Sport –Stadio.
“Devo prendere atto del lavoro che sta svolgendo in questi anni l’Anas. Sono stato sempre molto critico verso le Aziende di Stato – è stato il commento del Presidente della Giunta Giuseppe Scopelliti -  A parte l’Anas, Eni, Enel e Ferrovie dello Stato, non hanno mai rispettato l’obbligo di investire nelle regioni del Mezzogiorno il 46% delle risorse loro assegnate, anzi non hanno mai raggiunto il 10%.  Devo, invece, riconoscere il merito di chi ha aperto i cantieri, ha raccolto una sfida difficile, e dello stesso Presidente Ciucci, che nell’ultimo anno è stato presente otto volte in Calabria”.
“Certo resta l’impegno, per la Regione e per i suoi rappresentanti al Parlamento difendere e reclamare il completamento ed il finanziamento dei restanti 58 km di tracciato. Per dieci lunghi anni – ha ricordato ancora Scopelliti - la Calabria ha dovuto subire l’onta di una autostrada che era poco più che una mulattiera. E parliamo del terzo millennio, mica del Medio Evo. Qui vige la rassegnazione e non sono, anzi non siamo, come istituzione, più disponibili alla rassegnazione – avverte Scopelliti che lancia critiche verso le Ferrovie dello Stato, “che non hanno un solo progetto per la Calabria. Eppure paghiamo le tasse come tutti gli altri italiani ed abbiamo il diritto di avere le stesse opportunità. Non vogliamo assistenza, ma diritti come tutti gli altri cittadini italiani. L’unica concessione che ci hanno fatto è quella degli interventi che consentiranno di ridurre di 30’ i tempi di percorrenza tra Reggio Calabria e Roma”.  Insomma, un sistema perverso, che ha penalizzato anche gli aeroporti calabresi e marginalizzato totalmente l’area di Crotone dove si pensa di chiudere persino l’aeroporto. E’ il momento storico peggiore in assoluto nella storia di questo paese – ha concluso il Presidente Scopelliti – ma noi vogliamo essere postitivi e propositivi”.
Poi le idee per il futuro, di una Calabria che punta dritto dritto al turismo, alla sua più autentica e naturale vocazione. Per il prof. De Masi “a Calabria deve scegliere il tipo di turismo che intende attirare. Perché il turismo rende non per quante persone arrivano, ma per quanti giorni si fermano. Non conta il numero, ma la qualità del turista e quanti soldi lascia sul territorio”. Poi le infrastrutture. “Necessarie per fare turismo. Quando si parla di turismo di qualità è fondamentale la presenza degli aeroporti. “a insieme alle infrastrutture – ha avvertito il prof. Domencio De Masi – è necessaria la nostra testa. Siamo poco adatti a fare tursimo. Quella testa «collettiva» che consente di fare, realizzare turismo e farlo funzionare. Mentre qui ci rassegniamo – ha concluso il prof. De Masi - in altre parti del mondo vanno velocissimi”. Non c’è dunque tempo da perdere. Bisogna recuperare il tempo perso, facendo diventare prioritario il turismo in Calabria, al contrario di quanto fatto negli anni ’70 quando ci si illuse sulla industrializzazione, mentre altre aree del paese e del mondo deindustrializzavano”.