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Sabato, 19 Settembre 2020

Il Consiglio cancella la norma che estende l’indennità differita ai consiglieri decaduti per ineleggibilità o incompatibilità

Abrogata all’unanimità la legge 5/2020 (licenziata lo scorso 26 maggio) con cui erano state apportate modifiche alla legge 13/2019 che disciplina l’indennità differita e l’indennità di fine mandato spettanti ai consiglieri regionali.

È quanto ha deliberato il Consiglio regionale straordinario convocato d’urgenza dal presidente Domenico Tallini. 

Il Presidente ha definito tale revoca “atto doveroso e di responsabile umiltà da parte del Consiglio regionale della Calabria, capace di riconoscere errori di valutazione, errori di analisi, errori di opportunità politica”.

“Una operazione-verità - così l’ha definita il vertice di Palazzo Campanella - che restituisce dignità alla massima Assise calabrese dinanzi all’opinione pubblica ed - ha aggiunto Tallini  - rispetto all’ingiusto attacco concentrico basato su inaccettabili forzature e fantasiose ricostruzioni. Questa Presidenza ha verificato la sussistenza di incongruenze sia per quanto riguarda il mancato allineamento alle intese raggiunte sulla materia in sede di Conferenza Stato - Regioni e di Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative, che per quanto attiene l’impatto finanziario per l’Ente che potenzialmente si realizzerebbe con l’allargamento della platea dei beneficiari”.

Domenico Tallini ha poi richiamato una questione tecnica: “Il ricorso all’art. 42 del Regolamento da parte dei Gruppi proponenti - vale a dire l’inserimento di pratiche non contemplate nell’ordine del giorno - ha sostanzialmente ristretto gli spazi per un’analisi più approfondita. Per il futuro dovrà essere riservato solo ai casi che impongono scadenze rigorose o che presentano profili di urgenza; l’istruttoria in sede di Commissione dovrà essere sempre e comunque la nostra stella polare”.

“Nessun ripristino dei vecchi vitalizi il Consiglio regionale avrebbe operato con la legge 5/2020” - ha detto il Presidente. “I vecchi vitalizi - ha aggiunto - sono stati aboliti dal 2011, mentre la legge 13/2019 (che ha previsto l’indennità differita basata sul metodo contributivo contemplato dal D.l 174/2012 al pari delle altre Regioni d’Italia), ha consentito di rideterminare su base contributiva ben 189 assegni vigenti con un risparmio per l’Ente di un milione e 249mila euro all’anno. A titolo esemplificativo, un consigliere regionale che aveva svolto il mandato per una legislatura e che quindi aveva versato i contributi per 5 anni, percepiva al raggiungimento dei 60 anni di età un vitalizio pari ad euro 3.745,16 lordi mensili, a fronte dell’importo di 720,00 che il consigliere percepisce in virtù della legge regionale n. 13/2019. Si è passati, in altre parole, da vitalizi di 3.745 euro al mese ad una ‘indennità differita’ di 720 euro al mese. L’errore - ha concluso - è stato quello di lasciare intendere, con la legge che stiamo abrogando, che tale beneficiopoteva estendersi con la contribuzione volontaria anche ai Consiglieri dichiarati decaduti”.

Il segretario-questore Filippo Mancuso (Lega Salvini) che ha svolto la relazione tecnico-illustrativa sul testo normativo ha motivato richiamando la necessità di recuperare “il fondamentale rapporto di fiducia che deve esistere tra chi siede in questa Aula e la società calabrese. La norma approvata nella seduta del 26 maggio scorso - ha spiegato - doveva solo eliminare una disparità esistente in materia di trattamento di fine mandato tra coloro che sceglievano di rinunciare all’indennità differita e quanti non avessero rinunciato”.

Peril consigliere Domenico Bevacqua (capogruppo del Pd): “Con l’approvazione della legge n. 5, si è consentito ai professionisti del facile populismo di procedere a strumentalizzazioni ed enfatizzazioni della vicenda. Si è instillato nei cittadini calabresi il dubbio sulla credibilità dei consiglieri regionali, dando l’impressione che la classe politica non si preoccupi del bene comune. Leggerezza e mancato approfondimento nell’esame dei provvedimentinon saranno giustificabili in futuro. Peraltro, tale errore non sarebbe stato commesso se le Commissioni fossero state costituite, adempimento al quale si dovrà procedere celermente”.

Ad avviso del consigliere Tilde Minasi (Lega Salvini) “E' stato fornito il pretesto per gratuite speculazioni sul tema dei vitalizi che sono stati abrogati da anni. Abbiamo registrato con profonda amarezza come la polemica innescatasi, spingendosi oltre la giusta critica, abbia fatto dimenticare i meriti conseguiti dalla  governance regionale nella gestione dell’emergenza sanitaria. È stato generato un messaggio che è in netta antitesi con la discontinuità che concretamente intendiamo perseguire consentendo a tanti, forse anche a troppi, di potersi spingere oltre la giusta critica. Questo non possiamo premetterlo perché, unitamente al diritto di sbagliare e di redimersi, rivendichiamo il diritto di difendere il cammino tracciato in anni di attività politica ed amministrativa al servizio della cosa pubblica”.

Dopo aver riferito, preliminarmente, “di aver subordinato il ritiro della proposta di legge di sua iniziativa al contenuto abrogativo di quella presentata dal presidente Tallini”, il segretario-questore Graziano Di Natale (Io resto in Calabria) ha sottolineato“il profondo imbarazzo per il modo in cui nella precedente seduta è stata approvata la proposta di legge numero 5, anche alla luce del contesto attuale di crisi sanitaria ed economica. Vogliamo rappresentare i calabresi onesti e la buona politica che pensa agli interessi generali. La mancanza delle Commissioni costituisce un vulnus perché non garantisce il vaglio preventivo dei testi normativi; va altresì rivisto il sistema di votazione in Aula introducendo il voto elettronico, strumento indispensabile per non incorrere in errori e cristallizzare così il voto espresso”.

Secondo il consigliere Francesco Pitaro (Gruppo misto): “L’Assemblea regionale ha scritto una pagina avvilente che dobbiamo immediatamente cancellare. All’indomani dell’approvazione della legge (che peraltro non avrebbe superato il vaglio di costituzionalità), mi sono piovute accuse e insulti ai quali ho reagito riconoscendo una certa leggerezza alla quale ho cercato di rimediare con la presentazione di una proposta abrogativa della legge approvata. Ci è stata rifilata una proposta di legge diversa da quella che era stata concordata in Conferenza dei Capigruppo. Si è trattato di un atto di manifesta slealtà al quale bisognerà rimediare isolando ed emarginando i furfanti che, perseguendo i loro interessi personali, e non certo quelli dei calabresi, infangano il buon nome della Regione e dei consiglieri regionali”.

“Apprezzata la determinazione con la quale il presidente Tallini e il consigliere Mancuso hanno affrontato la problematica”, il consigliere Pietro Santo Molinaro (Lega Salvini) ritiene, però, che i consiglieri non abbiano la possibilità di approfondire i provvedimenti che non sono preventivamente inseriti all’ordine del giorno. A suo avviso è necessaria una revisione del Regolamento interno per consentire ai Consiglieri di approfondire le proposte condivise dalla Conferenza dei Capigruppo”.

Secondo il consigliere Giuseppe Aieta (Democratici Progressisti-Calabria): “Si pone riparo ai danni incalcolabili arrecati all’immagine istituzionale dell’intera Assemblea. Benché i Consiglieri non percepiscano alcun vitalizio, nei cittadini calabresi sono stati instillati ed alimentati dubbi, rappresentando una politica famelica ed alla ricerca dell’interesse individuale e non collettivo.Un errore di tal fattaha di fatto cancellato le scelte assunte dall’Assemblea per la Calabria, come ad esempio l’utilizzo dei risparmi realizzati dal Consiglio regionale negli ultimi anni e utilizzati, per un totale di 1 milione di euro, per il Banco alimentare. È necessario lavorare per rivedere le spese dei gruppi consiliari e per dare un segno che possa ripristinare la fiducia dei calabresi nei confronti della politica e delle istituzioni”.

Secondo il consigliere Filippo Callipo (Io resto in Calabria): “Nella seduta odierna il Consiglio regionale ha dato prova di grande forza, e non certo di debolezza, prevedendo l’abrogazione di una legge approvata da poco. Dobbiamo lavorare per riacquistare la fiducia, l’immagine e la credibilità davanti ai calabresi, impegnandoci a tagliare privilegi e spese inutili”.

Il vicepresidente Nicola Irto (Partito Democratico): “Nell’esprimere condivisione rispetto alla scelta di abrogare la legge regionale 5, ha ricordato come la legge 13 del 2019, attraverso il ricalcolo dei vitalizi in erogazione, abbia consentito notevoli risparmi al Consiglio regionale, all’interno di un quadro nazionale che ha permesso l’armonizzazione delle normative regionali per tutte quelle Regioni d’Italia che non avevano ancora regolamentato la materia. Nella precedente Legislatura è stato introdotto per la prima volta il contributo di solidarietà che ha consentito anch’esso notevoli risparmi, utilizzati per far fronte all’emergenza COVID”.

Intervenendo nel corso del dibattito, il consigliere Luigi Tassone  (Partito Democratico), “Dichiarandos ifavorevole all’abrogazione della norma, ha contestato la gogna mediatica subita e il rischio del populismo”. “Chiedo - ha concluso - venga chiarito che il sottoscritto come anche tutti i consiglieri appena eletti non percepiremo questa indennità alla fine di questa legislatura”.

Infine, il consigliere Sinibaldo Esposito (Casa delle Libertà) ha evidenziato come “l’approvazione della modifica della legge, nella scorsa seduta, abbia toccato la sfera personale, gettando fango su ogni Consigliere a prescindere dalle responsabilità effettive. È stato commesso un errore, innanzitutto di opportunità politica, considerata l’epidemia e la crisi sociale ed economica, ma anche un errore di comunicazione. Per ultimo, è stato commesso anche un errore di merito perché le disposizioni introdotte non erano in linea con quanto stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni e dalla Conferenza del Presidenti delle Assemblee legislative”. Esposito ha concluso: “Siamo chiamati a lavorare nelle Commissioni competenti alla manutenzione di leggi e regolamenti, partendo dalla revisione delle spese dei gruppi”.