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Martedì, 22 Settembre 2020

Manovra 2020: la struttura del bilancio di previsione. La relazione dell’assessore Talarico

Il Bilancio 2020 della Regione è gravato, condizionato, dagli esiti del Coronavirus-19. L’assessore al ramo Francesco Talarico, già presidente del Consiglio regionale, lo ha sottolineato più volte durante la seduta dell’Assemblea di Palazzo Campanella, richiamando “l’estrema prudenza  nell’utilizzo delle risorse regionali, in un contesto che rischia di ampliare maggiormente le ineguaglianze territoriali e di rendere drammaticamente tangibile la carenza nelle prestazioni dei servizi essenziali”.  

Talarico, però, pur evidenziando che “la Calabria non avrà in termini di impatto la perdita di PIL che si registrerà in Lombardia o in Emilia Romagna, la perdita di ricchezza, come per esempio quella registrata nel settore turistico e nell’indotto, provocherà un ulteriore peggioramento di un quadro già debole, caratterizzato da un tessuto industriale e produttivo fragile e da un tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, elevato. L’assenza di liquidità può essere esiziale per molte imprese calabresi – ha rimarcato l’assessore Talarico - che in gran parte presentano debolezze strutturali dovute alla minore dimensione e a un minor tasso di capitalizzazione. E’ necessario quindi garantire loro (ma anche ai lavoratori autonomi e alle partite IVA), la sopravvivenza attraverso forme di anticipazione di liquidità immediate a tasso zero, che invece di bloccarsi nel farraginoso meccanismo delle “garanzie” potrebbero essere tarate sulla quota del fatturato dell’anno precedente, così da mantenere l’occupazione, a prescindere dal loro ranking bancario”.

Talarico ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità da parte del Governo nazionale di varare un “intervento statale che preveda la compensazione delle minori entrate (Irpef, Tassa di circolazione etc.)” in assenza del quale la Regione Calabria, come altre realtà territoriali, non sarà in grado di rispettare non solo gli equilibri di bilancio previsti dal D.lgs. 118/2011 e dalle manovre di finanza pubblica, ma neanche di far fronte alle emergenze della crisi in atto, con un evidente ulteriore corto circuito di forte impatto sulle possibilità di ripresa post contagio. Nessuno al momento – ha sottolineato -  è in grado di effettuare una stima corretta dell’impatto sulle entrate e sulla liquidità regionale, ma è facile prevedere a fine anno, in costanza di applicazione delle regole attuali e senza intervento statale di salvaguardia degli equilibri, il mancato rispetto dell’obiettivo di finanza pubblica assegnato alla Regione”.

Per l’assessore al Bilancio, “oltre alla compensazione integrale della perdita delle entrate tributarie, altri provvedimenti potrebbero ridurre l’impatto della crisi sugli equilibri finanziari del comparto, che per il momento non sono stati presi in considerazione, malgrado gli emendamenti presentati in sede di Conferenza Stato-Regioni, potrebbero riguardare:

1) l’istituzione di un fondo per il trasporto pubblico locale, destinato a compensare la riduzione dei proventi da traffico registrati a decorrere dall’inizio delle restrizioni imposte alla circolazione delle persone in tutto il territorio nazionale al fine di assicurare l’equilibrio economico-finanziario degli operatori del settore del Trasporto pubblico locale e la contestuale eliminazione delle penalizzazioni annuali che la Regione Calabria subisce in base alla normativa vigente;

2) l’adozione di singole misure di sostegno ai vari settori colpiti dalla crisi epidemica, in particolare per quanto riguarda il settore del turismo, gravemente e particolarmente colpito (credito di imposta, sospensione dei mutui, indennizzi, bonus vacanze, tutela del lavoro stagionale, ecc.);

3) il prolungamento dei termini di utilizzo dei Fondi della programmazione nazionale e comunitaria, per consentire non solo il completamento degli interventi da parte dei soggetti attuatori, sia imprese che Comuni, che versano in grande difficoltà, ma anche le rimodulazioni della spesa, già in atto, disposte dalla Giunta Regionale, che ha dato indirizzo ai dipartimenti interessati per reperire il maggior numero possibile di risorse da destinare alla riduzione dell’impatto economico e sociale da COVID-19, integrando le scarse risorse finanziarie stanziate dal Governo centrale. Tale rinvio dei termini è ovviamente necessario per scongiurare il mancato raggiungimento dei target di spesa e la conseguente perdita delle risorse;

4)l’assegnazione alle Amministrazioni regionali della piena titolarità e della programmazione diretta di tutte le risorse FSC (fondo sviluppo e coesione) già destinate a favore dei territori nei diversi cicli di programmazione, ivi compresa la riprogrammazione prevista in attuazione dell’art. 44 del D.L 34/2019, convertito con modificazioni dalla legge 58/2019, s.m.i. Ciò potrebbe consentire il più rapido ed efficace utilizzo delle risorse finanziarie da destinare ad investimenti volti a contrastare la pandemia, nonché gli effetti negativi sul sistema delle imprese e degli operatori economici.

Questa possibilità potrebbe essere strategica poiché impedirebbe, per la parte di risorse non impegnata e che può essere riprogrammata autonomamente dalle Regioni, una diversa destinazione territoriale, considerato che gli spazi di manovra per ulteriori decreti anticrisi potrebbero essere limitati per l’opposizione di diversi paesi del nord Europa;

5)l’autorizzazione allo svincolo delle quote di avanzo vincolato di amministrazione, ovviamente di quelle non gravate da obbligazioni sottostanti già contratte e con esclusione delle somme relative ai livelli essenziali delle prestazioni. Le risorse svincolate potrebbero essere utilizzate da ciascuna Regione per interventi necessari ad attenuare la crisi del sistema economico regionale derivante dagli effetti diretti e indiretti del coronavirus;

6)la rinegoziazione dei prestiti contratti in passato dalle Regioni con l’applicazione dei tassi di interesse attuali di mercato, certamente più vantaggiosi rispetto a quelli originariamente previsti. Ciò comporterebbe un notevole risparmio di spesa, se si pensa che, per esempio, la rinegoziazione del solo contratto di prestito contratto nel 2013 con il Ministero dell’economia e delle finanze per il ripiano del disavanzo sanitario pregresso, comporterebbe un minore esborso di circa 10 milioni di euro annui fino al 2044;

7) la compensazione delle minori entrate anche agli Enti Locali, considerata la grave situazione finanziaria in cui versano un gran numero di essi. Si potrebbe così scongiurare, vista la particolare situazione calabrese, un ulteriore impatto negativo sugli equilibri del bilancio regionale, in quanto la minore liquidità a disposizione dei Comuni rallenterebbe di molto l’azione di recupero dei crediti che la Regione vanta nei confronti dei medesimi per l’erogazione del servizio idrico ante 2004 e per la gestione dei rifiuti, alla luce della decisione della Corte dei conti nel giudizio di parifica del rendiconto 2018”.

“Il contesto di riferimento presenta, dunque, elementi di grande incertezza ed è caratterizzato da una situazione in continua evoluzione, legata ovviamente all’andamento del contagio. Certo è che l’impatto del danno del Coronavirus sull’economia – ha ribadito Francesco Talarico - dipenderà dalla rapidità della messa in campo delle misure di contenimento del virus, dalla quantità di risorse finanziarie che verranno destinate al sostegno dell’economia reale e dall’effettiva immissione di tali risorse nel tessuto sociale ed economico”.

 

Le entrate distinte rispetto al vincolo

 

2020

valori percentuali 2020

 

2021

 

2022

Entrate per la Sanità

3.730,6

49,9%

3.766,6

3.763,3

POR e PAC

1.211,8

16,2%

252,9

98,3

Fondo Sviluppo e Coesione

834,8

11,2%

233,7

155,7

Altri fondi vincolati

848,3

11,3%

383,6

383,5

Entrate per mutui

87,5

1,2%

87,0

87,0

Entrate libere da vincoli

767,1

10,3%

766,6

766,4

Totale bilancio puro di competenza

7.480

100%

5.490

5.254

Fondi pluriennali vincolati

50,9

 

21,0

4,8

Avanzo di amministrazione vincolato

6,9

 

0,0

0,0

Fondo anticipazione di liquidità

142,5

 

138,4

134,2

Totale al netto delle partite di giro

7.680,4

 

5.649,8

5.393,2

Partite di giro

1.877,3

 

1.876,2

1.876,2

Anticipazione di cassa

450,0

 

 

 

Totale generale

10.007,7

 

7.526,0

7.269,3

 

 

 

 

 

 

Essenziale anche per l’anno 2020 la quota parte percentuale del bilancio di previsione del comparto sanità che con il 49,9% sul totale delle entrate e al netto delle partite di giro, è pari a 3.730,6 milioni di euro. Un importo, per altro, costante negli ultimi anni, nonostante il commissariamento deciso dai governi nazionali per abbattere il debito della sanità, con scarso successo.  

Il bilancio di competenza della Regione per l’anno 2020, al netto delle partite di giro (1,87 miliardi di euro circa), dell’avanzo di amministrazione applicato (6,9 milioni di euro circa), della eventuale anticipazione di cassa (nel limite massimo di 450 milioni, compresa l’anticipazione di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, come integrato dall’articolo 1, comma 556, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, concessa alla Regione per conto dei rispettivi enti del Servizio sanitario nazionale), e del fondo pluriennale vincolato (50,9 milioni di euro) ammonta complessivamente a circa 7,5 miliardi  di euro,  risorse in gran parte a destinazione vincolata , vale a dire di somme il cui utilizzo può aver luogo solo per finalità stabilite da altri decisori istituzionali o con questi concordate.

Rientrano in tale area le risorse destinate al finanziamento del servizio sanitario regionale (3,7 miliardi di euro circa; 50,0%), l’annualità 2020 del POR Calabria e del PAC 2014-2020, (1,211 miliardi di euro;16%), le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 (834 milioni di euro; 11%), nonché ulteriori fondi di natura vincolata assegnati a vario titolo dallo Stato o da altri soggetti (848 milioni di euro circa, pari al 12%). Le entrate per mutui (87 milioni di euro, 1%) sono relative al cofinanziamento del POR 2014-2020 e del programma di investimenti di cui all’Accordo Stato-Regioni (art 3 della legge di stabilità regionale per l’anno 2019).

Le entrate libere da vincoli da destinare a finalità autonomamente definite dalla Regione ammontano, invece, a circa 767 milioni di euro, pari al 10% circa delle risorse attualmente iscritte in bilancio, in diminuzione di circa 15 milioni rispetto alle previsioni effettuate nel bilancio 2019-2021, annualità 2020, sulla quale insisteva l’esercizio provvisorio.

La spesa di funzionamento del Consiglio e della Giunta regionale nell’anno 2020 ammonta a 184.298.541 milioni di euro, pari al 24% delle risorse autonome disponibili (767.109.761 milioni di euro), con un taglio di risorse del 9,9% rispetto all’esercizio provvisorio 2020. Personale, contratti e mutui in termini aggregati rappresentano il 42,6 per cento circa del totale delle risorse disponibili.

“Questo dato – ha detto Francesco Talarico - riferito a spese di carattere obbligatorio, dimostrerebbe che, almeno teoricamente, il bilancio della Regione potrebbe anche essere considerato virtuoso, e cioè con margini di manovra abbastanza ampi, se non fosse che un ulteriore 24,5% circa è destinato a spese per gli enti sub regionali ed il precariato storico, e quindi sostanzialmente per spese di personale. Per la parte rimanente, una percentuale importante è destinata alla sanità e alle politiche sociali, in gran parte rette socio-sanitarie e indennizzi ai soggetti emotrasfusi con sangue infetto (7,4% complessivi), nonché ad altre leggi di forte impatto sociale quali il cofinanziamento regionale per i trasporti, il diritto allo studio e la protezione civile (7%). Analizzando ulteriormente i dati, emerge in maniera incontrovertibile come le regole imposte dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 comportino un freno a politiche espansive della spesa in presenza di entrate incerte o di difficile esazione, di pignoramenti, di contenzioso. Infatti, gli accantonamenti necessari per preservare gli equilibri di bilancio rivestono un peso elevato ed in costante crescita (17,1% delle spese autonome)”.

 

 

Le varie poste di bilancio finanziate con risorse autonome

 

2020 esercizio provvisorio

 

 

proposta 2020

 

 

proposta 2021

 

 

proposta 2022

taglio percentuale rispetto al provvisorio 2020

A - SPESE DI FUNZIONAMENTO GIUNTA E CONSIGLIO

204.455.913

184.298.541

176.850.030

175.394.578

-9,9%

Spese di Personale

112.612.000

98.083.767

98.080.540

98.080.540

-12,9%

Spese di funzionamento della Giunta

1.785.689

1.330.000

1.308.256

1.308.256

-25,5%

Spese di economato

11.547.459

11.342.639

10.782.180

10.772.180

-1,8%

Spese Servizi informatici

1.380.000

1.165.000

1.060.000

890.000

-15,6%

Spese obbligatorie bilancio, tributi, patrimonio + spese nuovo archivio

6.902.481

6.569.978

7.961.897

6.586.446

-4,8%

pese avvocatura (DEBITI COMPRESI)

4.192.720

2.842.720

2.692.720

2.792.720

-32,2%

Spese per il Consiglio Regionale

58.035.564

54.964.436

54.964.436

54.964.436

-5,3%

Spese per le elezioni regionali

8.000.000

8.000.000

 

 

0,0%

“L’obiettivo del risparmio di spesa è stato raggiunto soprattutto grazie ad una accurata rivisitazione della spesa per il funzionamento della Regione, mentre per quanto riguarda le altre voci di bilancio ci si è limitati ad operare dei tagli di lieve entità agli stanziamenti di bilancio inizialmente previsti per il 2020. In particolare, il risparmio è stato ottenuto attraverso una riduzione media del 10% delle spese di personale e di funzionamento della Giunta; una riduzione di poco più del 5% dello stanziamento erogato in favore del Consiglio regionale; una riduzione del 10% del finanziamento delle leggi regionali di settore, al netto di quelle difficilmente comprimibili per le considerazioni anzidette”.