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Mercoledì, 03 Marzo 2021

Il Consiglio lunedi discuta anche delle Province

“Condividiamo in toto la mobilitazione contro la cancellazione di alcuni tribunali in Calabria che rappresenta, di per sé,  una sottovalutazione grave da parte del Governo verso le peculiarità di alcune aree del Mezzogiorno. Chiediamo, però,  che nella seduta del Consiglio regionale straordinario convocato per  lunedì,  sia messa all’ordine del giorno anche la vicenda, altrettanto grave  per le ripercussioni immediate,  in termini di azzeramento di servizi utili per i cittadini  e dei molteplici disagi sociali che si avranno  per le popolazioni interessate, della soppressione delle Province calabresi”. E’ quanto chiedono al presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico, i dieci consiglieri regionali eletti nelle province di Crotone e di Vibo (Dattolo, Sulla, Pacenza, Pugliano, De Masi,  Censore,  Salerno,  Grillo,  Bruni e Stillitani). “Recentemente, è stata inoltrata al presidente della Regione Giuseppe  Scopelliti una formale sollecitazione  da parte dei capigruppo di maggioranza e di opposizione del Consiglio regionale  - aggiungono i consiglieri  dell’area crotonese e vibonese  -  affinché la  Giunta regionale utilizzasse l’autorevolezza di cui dispone per contrastare un provvedimento che, in considerazione delle specificità e delle critiche  condizioni socio-economiche delle realtà crotonese e vibonese, finirebbe per pregiudicarne potenzialità di sviluppo, nonché la  conservazione di presidi istituzionali e democratici irrinunciabili.  Adesso, considerato che la situazione per quanto riguarda la soppressione delle Province  volge al peggio, siamo dell’avviso che, accanto alla mobilitazione sociale delle popolazioni coinvolte dalla  scelta  iniqua del Governo, occorra una convinta e compatta  reazione istituzionale e politica. La Calabria a nostro avviso - concludono – non può subire questo assurdo taglio lineare assolutamente  ingiustificato, né può essere considerata una regione alla pari delle altre su cui si possa incidere con tagli  indiscriminati  senza badare alle conseguenze che ne scaturiscono, quasi come se la presenza della criminalità o la storica emergenza sociale non condizionassero la stessa qualità della democrazia regionale. Occorre che la politica, le Istituzioni, i parlamentari, i soggetti pubblici e privati che comprendono bene i rischi che si corrono attraverso soppressioni frutto di calcoli freddi e poco incidenti nella crisi economica, non tralascino alcunché, anzi si adoperino con determinazione, per impedire che ai danni di una regione già svantaggiata, si scriva    un’altra pagina nera. Una pagina nera che, mentre elimina avamposti della democrazia in zone obiettivamente  difficili, rischia, indirettamente,  di dare spazio ad altri poteri e ad altre logiche nefaste”.

R.P.