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Venerdì, 18 Settembre 2020

Guccione (Pd): "Dopo l'Arssa riformiano gli altri Enti"

“La riforma dell’Arssa approvata nell’ultima seduta del Consiglio regionale della Calabria è il frutto di un metodo istituzionale e politico che, attraverso la concertazione e il confronto, ha permesso la realizzazione di una larga condivisione che, dopo cinque anni di “La riforma dell’Arssa approvata nell’ultima seduta del Consiglio regionale della Calabria è il frutto di un metodo istituzionale e politico che, attraverso la concertazione e il confronto, ha permesso la realizzazione di una larga condivisione che, dopo cinque anni di messa in liquidazione di un’azienda di un comparto importante e strategico come quello dell’agricoltura, apre ora la possibilità a nuovi scenari di sviluppo e occupazione”.
E’ quanto afferma, in una nota, il Consigliere regionale del Pd, Carlo Guccione.
“Per avviare profonde riforme in grado di incidere e migliorare la vita quotidiana dei calabresi -prosegue Guccione- la concertazione è l’unica via per realizzare tutte quelle riforme necessarie al cambiamento per il futuro della Calabria e dei calabresi. La logica del “solo uomo al comando” produce solo divisioni e incapacità ad incidere positivamente sulla vita dei cittadini. La Calabria, in particolare, a quarant’anni dall’istituzione delle Regioni, necessita dell’apertura di una stagione di profondi cambiamenti per poter realmente incidere nell’avvio di processi economici innovativi.
Come può farcela una regione come la nostra se, nel bilancio che sta per essere discusso in commissione ed in Consiglio regionale e che è di circa oltre dieci miliardi di euro, di cui gran parte sono già vincolati, non riesce a reperire risorse sufficienti per rispondere ai numerosi bisogni dei calabresi e a garantire la copertura degli stipendi per tutte quelle società in cui è presente la stessa Regione? Non ci possiamo più permettere il lusso di sopprimere e liquidare importanti enti regionali del 2007 e far passare oltre cinque anni, dopo averli messi in liquidazione e lasciati nella confusione e nell’incertezza generate dall’assenza totale di strategie finalizzate a garantire momenti di coordinamento e di indirizzo. Eppure, Arssa e Afor, commissariate e liquidate in questi cinque anni, hanno avuto risorse pubbliche per oltre un miliardo e trecento milioni di euro senza che potessero intervenire, perché messe in liquidazione, sia nell’agricoltura che nella forestazione”.
“La situazione -aggiunge il Consigliere regionale del Pd- è ancor più grave se prendiamo in esame la condizione economica degli enti sub regionali che presentano notevoli problemi di sostenibilità finanziaria. Quest’anno, come componente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, ho avuto modo di visionare i bilanci di Arssa, Afor, Sorical Spa, Fincalabria Spa, dei Consorzi di Bonifica, dei Consorzi per lo Sviluppo Industriale, della Fondazione Field, del Consorzio del Bergamotto, del Consorzio del Cedro di Calabria, della Fondazione Mediterranea Terina, dell’Arpacal,  dell’Arcea, dell’Azienda Calabria e Lavoro, dell’Ardis Calabria e potrei ancora continuare per molto nell’elencazione. Dopo aver sentito le relazioni dei rappresentanti di questi enti, mi sento di affermare, senza timore di essere smentito, che la Regione Calabria attualmente è seduta su una montagna didebiti che appesantisce il ruolo e i compiti istituzionali per cui era nata.
Dopo il varo della riforma dell’Arssa non è più rinviabile la stagione delle riforme strutturali dell’Afor e di tutti gli enti “partecipati” dalla Regione. Per liberare risorse e innescare finalmente un futuro vero di ripresa e di sviluppo è necessario un radicale processo di snellimento e di razionalizzazione.
Se non si vuole più continuare a campare alla giornata e vivere in uno stato di perenne emergenza senza disporre nemmeno delle risorse minime necessarie per incidere sui processi produttivi ed occupazionali, quella delle riforme dovrà essere la sfida che dovrà trovare, da qui al 31 dicembre, tutto il Consiglio regionale pronto e disponibile a varare la riforma dell’Afor e degli altri enti per realizzare una Regione più snella e più leggera, meno preoccupata della gestione e più attenta alla programmazione e alla legiferazione. I ritardi rischiano solo di far sprofondare la nostra regione in un  mare di debiti”.
“Grazie anche al nostro contributo –conclude Guccione- sono state create le condizioni idonee, nel Consiglio regionale e nella società calabrese, affinchè si realizzassero le giuste convergenze per trovare le alleanze e i necessari consensi in Consiglio regionale per varare questa riforma.
Oggi ci sono, quindi, tutte le condizioni per rilanciare l’agricoltura attraverso un nuovo ente che, nella pienezza delle proprie funzioni, può diventare il motore dello sviluppo in agricoltura.
Anche per l’Afor dobbiamo perseguire e utilizzare in questi giorni lo stesso metodo per riprendere il discorso che si è interrotto nel Consiglio regionale del 4 agosto scorso.
Dopo oltre cinque anni non possiamo continuare a lasciare in una condizione di commissariamento-liquidazione gli oltre ottomila forestali, i 400 lavoratori della sorveglianza idraulica e le migliaia di operai del Fondo Sollievo. Non è più tollerabile mantenere il più grande patrimonio forestale del Mediterraneo in una condizione di non poter essere utilizzata per generare ricchezza e risorse.
Il Pd è pronto, come è già accaduto per l’Arssa, a lavorare al varo di quest’altra importante riforma a condizione che si realizzi un largo coinvolgimento di tutte le forse sociali, imprenditoriali e culturali della nostra regione. La strada è stata già tracciata. Ognuno, ora, è chiamato alle proprie responsabilità e a dimostrare che, sulle riforme strutturali fondamentali, vengono prima gli interessi della Calabria e dei calabresi e poi quelli di “bottega”.