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Sabato, 28 Novembre 2020

Mare: lavoriamo per questa nostra risorsa

Il mare è la ricchezza più grande della Calabria.Un patrimonio naturale che se adeguatamente salvaguardato e valorizzato può diventare uno dei punti fondamentali su cui costruire lo sviluppo turistico-economico e l’immagine futura della regione. Insieme alla bellezza ed alle risorse Il mare è la ricchezza più grande della Calabria.Un patrimonio naturale che se adeguatamente salvaguardato e valorizzato può diventare uno dei punti fondamentali su cui costruire lo sviluppo turistico-economico e l’immagine futura della regione. Insieme alla bellezza ed alle risorse della montagna, il nostro mare, rappresenta un unicum nel paesaggio mediterraneo, una magia esclusiva ed irripetibile.

Uno scorcio della costa di Zambrone


Ma questo grande dono della natura, da punto di forza e di attrazione, è finito nella tempesta di polemiche e campagne mediatiche penalizzanti per l’economia e la stessa immagine della Calabria. Campagne giornalistiche, monotone e ripetitive, si scatenano sulla scia di quell’abitudine antica al pregiudizio che getta solo ombre e discredito sulla Calabria. Gli attacchi - quest’anno - nascono dai dati sull’inquinamento marino diffusi da Goletta Verde, con un tempismo perfetto, in pieno agosto, e quando ancora molti italiani, soprattutto del Nord, erano in procinto di scegliere una meta per le vacanze. Chi avrebbe scelto più la Calabria, dopo le notizie e i titoloni sulla regione “maglia nera” dei mari italiani? All’immagine ed all’economia calabrese si è recato un danno gravissimo. Eppure i calabresi, come i turisti che sono arrivati in Calabria, hanno avuto modo di constatare che la salute del nostro mare è molto migliorata quest’anno, rispetto al passato. Hanno avuto modo di capire che quella “maglia nera” assegnata, è una mistificazione, una vera e propria montatura. E suona come una beffa, poi, ormai a danno fatto, sentire definire, dalla stessa Legambiente, come “semplificazioni giornalistiche“ i titoloni su quella Calabria ultima in classifica.

Detto questo, è certo che c’è ancora molto da fare per rafforzare e ridisegnare gli strumenti d’intervento utili a difendere e valorizzare la nostra grande risorsa mare. Ci troviamo, oggi, a dover correggere storture ed errori di politica ambientale che vengono da lontano, ma sbaglieremmo anche noi, se non facessimo tesoro degli errori del passato e agire di conseguenza. Serve una forte coesione per affrontare il problema della salute del mare e occorre anzitutto un cambio di mentalità e di costume nelle comunità locali, nelle istituzioni e tra i cittadini. Chiunque ami questa regione, deve impegnarsi a lavorare nella direzione giusta e con comportamenti consoni, soprattutto per non fare il gioco di chi non perde occasione per “sporcare” l’immagine della Calabria e condannarla al suo storico isolamento. Abbiamo già i problemi derivanti da condizioni di trasporto stradale e ferroviario indecenti, che ci penalizzano e che solo con un’azione sinergica, forte e orgogliosa, possiamo indurre Anas e Ferrovie dello Stato ad affrontare e risolvere. La questione del mare, così come è prospettata e raccontata, è la metafora della più grande e generale “questione” che è quella calabrese.

La situazione ambientale, del mare di oggi, deriva dalla scellerata devastazione e cementificazione delle coste, durata decenni, sotto gli occhi chiusi di tutti, associazioni ambientaliste in primo piano. Deriva dagli insediamenti urbani abusivi, in prossimità delle spiagge, dal non rispetto delle regole, dalla mancanza di pianificazione territoriale, dalle reti fognarie non costruite, dai depuratori non realizzati, secondo le norme. Sono guasti che non si sono prodotti oggi, ma di cui dobbiamo, responsabilmente, farci carico tutti, nelle istituzioni, come nella comunità civile.

Capo Vaticano


Il mare, bello, pulito e magico della Calabria, deve essere un obiettivo a cui lavorare per il nostro futuro, per diventare competitivi e attraenti, forti di quella posizione geografica peculiare nel Mediterraneo di cui disponiamo. Da millenni, questo nostro mare, rappresenta un patrimonio di storia e di tradizione che abbiamo il dovere morale, culturale e la sensibilità ambientale di salvaguardare.

Dobbiamo avere, però, noi per primi, in Calabria, non solo riguardo, ma anche gratitudine, per questo mare che ci ha portato civiltà, orientato i nostri destini, aperto nuove vie di comunicazione, nutrito a lungo, con le sue risorse. Nessuno ha la bacchetta magica, per risolvere un problema che ha accumulato anni di errori, di scempi, di ferite al territorio. Il nostro dovere primario è, in ogni caso, saper recuperare un rapporto accettabile con la natura, rispettando gli equilibri ecologici e la vita marina. E’ un dovere etico che riguarda tutti. A cominciare dalla più piccola comunità, fino alla più grande.