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Sabato, 28 Novembre 2020

“La Calabria saprà ascoltare le parole di Papa Francesco”

“La Calabria saluta con affetto Papa Francesco che, oltre all’incontro con migliaia di fedeli in fervida attesa di averlo accanto, ha deciso sia la visita in luoghi di detenzione per cui lo Stato dovrebbe fare di più, sia di salutare “La Calabria saluta con affetto Papa Francesco che, oltre all’incontro con migliaia di fedeli in fervida attesa di averlo accanto, ha deciso sia la visita in luoghi di detenzione per cui lo Stato dovrebbe fare di più, sia di salutare i più bisognosi, coloro i quali, anche a causa della drammatica crisi che attraversiamo, versano in gravi condizioni. L’incontro del Santo Padre in particolare con gli ultimi, credo sia una testimonianza di attenzione straordinaria per la parte più svantaggiata della società cui tutti dovremmo ispirare le nostre azioni. La nostra Calabria, di fronte ad un Papa che sta rinvigorendo il messaggio evangelico con l’esempio di una vita semplice, improntata a sobrietà e autentica generosità, sono sicuro che saprà ascoltare, con umiltà e grande attenzione, le Sue parole. Farne tesoro e agire di conseguenza. E’ un grande dono la visita di Papa Francesco per la nostra terra che ha molto in comune con la Sua Argentina, dove migliaia di nostri corregionali hanno trovato (soprattutto nel secolo scorso) accoglienza ed oggi possono condividere con noi, in una sorta di ideale affinità, la gioia di avere al Soglio di Pietro un Papa latinoamericano d’origine italiana. Siamo certi che Papa Francesco sarà un’occasione di speranza per tutti noi, ma in particolare per le nuove generazioni che fronteggiano, assieme alle loro famiglie, una crisi economica e sociale difficile ed inedita; un’occasione di speranza per i nostri giovani, spesso sfiduciati per l’assenza di occasioni di lavoro, e per le loro famiglie costrette a sobbarcarsi ulteriori oneri, mentre gli investimenti in grado di rilanciare l’occupazione languono e gli imprenditori calabresi versano in gravi difficoltà. Ai nostri giovani, spesso vittime del rumore di fondo della società consumistica e dell'onnipresenza della società virtuale che assorbe molte delle loro energie, sono sicuro che Papa Francesco rivolgerà parole semplici ma efficaci, per allertarli sui rischi presenti in tante forme del progresso tecnico che se rende le nostre vite più confortevoli, le espone ad una convulsione della comunicazione che non induce alla comprensione dell’ “altro”.
A questo Papa che sta ridando voce e speranza ai cittadini di buona volontà, ponendo al centro del dibattito pubblico la persona nella sua fondamentale umanità, a nome dell’Assemblea regionale, in cui sono presenti tutte le rappresentanze del popolo calabrese, dico grazie. Grazie per la Sua venuta in Calabria, per le Sue intenzioni, per il Suo significativo conforto di cui si ha un forte bisogno. Trovo che la scelta di Papa Francesco d’incontrare il popolo calabrese sia coerente con una personalità dalla grande sensibilità verso l’uomo dei nostri tempi ed i suoi problemi. E coerente con il messaggio che nel 2011, durante la sua visita, ci ha lasciato Benedetto XVI, quando, dopo aver elencato le emergenze che affliggono la regione, ci esortò a non cedere mai alla tentazione del pessimismo e del ripiegamento su noi stessi, anzi esortò i calabresi all’ottimismo: “Fate appello alle risorse della vostra fede e delle vostre capacità umane; sforzatevi di crescere nella capacità di collaborare, di prendersi cura dell'altro e diogni bene pubblico, perseverate nella testimonianza dei valori umani e cristiani così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorioe della sua popolazione”. La venuta del Santo Padre è benefica per la Calabria che attraversa un momento complicato. Può aiutare la nostra gente ad essere più reattiva, più intraprendente nella costruzione di una prospettiva che aiuti la regione a riscattarsi dal bisogno ma anche dai pregiudizi che spesso le fanno ingiustamente ombra”.