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Sabato, 28 Novembre 2020

Contro il femminicidio la forza della cultura e la sinergia delle istituzioni

Il femminicido è un fenomeno sempre più drammatico e attuale; specchio di una società dove la crisi non è solo economica, ma è anche e soprattutto di valori e di punti di riferimento andati perduti.
Una società che fa fatica a riconoscere quel cambiamento profondo che, nel tempo, si è andato sempre più manifestando, ridisegnando un diverso ruolo delle donne tanto in famiglia quanto nella società.
I dati sono eloquenti: si tratta della prima causa di morte tra i 16 e i 40 anni e l’Italia è il primo Paese in Europa per numero di delitti che si consumano nelle famiglie.
Ma la gravità del femminicidio non sta solo nei numeri, ma anche in ciò che lo caratterizza, ossia nell’essere un fenomeno trasversale che coinvolge culture, etnie e religioni differenti, accomunando, nel filo della violenza, donne di Paesi diversi e lontani. Ancora, interessa tutte le classi sociali, e non solo quelle economicamente e culturalmente svantaggiate, come, per molto tempo, si è creduto. Infatti, il femminicidio nasce e si sviluppa all’interno del nucleo che base della comunità, che è la famiglia, ed è questo un aspetto ancor più drammatico, perché la violenza di genere è soprattutto violenza domestica e sono tanti i figli che assistono a maltrattamenti con il rischio concreto di riportare, nel corso del loro processo di crescita e di formazione, gli effetti di gesti consumati sotto i loro occhi.
Certamente, una società democratica, “civilizzata” e culturalmente avanzata come la nostra, che riconosce i diritti umani quali diritti universali,  non può assistere impotente ad un problema che sempre più si va strutturando con tutti i suoi risvolti giuridici, politici, economici e sociali.
Bisogna fare rete e coinvolgere le tante forze sane della società, in un gioco di squadra che unisca la necessaria sensibilità all’azione concreta: un percorso sinergico che si rende indispensabile per colpire alla radice quello che  non è più un dramma nascosto o taciuto, ma una questione di grande rilevanza sociale, segnata da un susseguirsi di episodi, in tutto il Paese.
E’ importante rafforzare azioni di sensibilizzazione, educazione, protezione e sostegno, con una adeguata informazione e assistenza in materia di denunce per accrescere la coscienza sociale che costituisce una delle premesse più frequenti del femminicidio.
La sfida è proprio culturale che riconsegni alle stesse donne il ruolo di protagoniste, squarciando il velo dell’omertà e del silenzio che copre nomi e volti spesso dentro le mura domestiche.
In questa direzione, la politica e le Istituzioni hanno messo in campo un rinnovato e tempestivo impegno racchiuso nel giro di pochissimi mesi. Due le azioni importanti di contrasto al fenomeno da parte del Parlamento: la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica siglata a Istanbul nel 2011, cui il nostro Paese ha proceduto proprio nel giorno dei funerali di Fabiana Luzzi, uccisa a sedici anni a Corigliano Calabro ed il decreto legge convertito in legge lo scorso ottobre. Due momenti diversi ed integrati: la Convenzione rappresenta il primo atto internazionale giuridicamente rilevante che disegna un quadro d’insieme della materia; la legge, approvata alla Camera a soli due giorni di distanza dal Senato, è un nuovo punto di ripartenza che mette al centro la protezione le vittime. Rilevanti le novità, tanto sul fronte della prevenzione quanto sul fronte delle pene, molto più severe, da comminare ai colpevoli. Inoltre, nel caso che il reato venga compiuto in presenza di minori o nei confronti di donne incinte, è prevista un aggravante di pena in sede penale.
Anche il Consiglio regionale della Calabria si è mosso nella direzione di una forte attenzione verso le donne calabresi, madri e custodi della tradizione e della memoria, cui affidare la guida delle nuove generazioni. Dall’inizio della legislatura, Palazzo Campanella è stato sempre aperto al contributo delle donne e sono tante le iniziative che abbiamo portato avanti e che continueremo a proporre, mettendo al centro l’universo femminile, la sua sensibilità e l’apporto costruttivo ad una società che riconosca la pari dignità e le pari opportunità come momenti di crescita e di arricchimento.

In più, ha avuto il parere favorevole all’unanimità della terza Commissione consiliare- ed è in attesa dell’esame e dell’approvazione definitiva dell’Aula- il progetto di legge che guarda al sostegno, alla prevenzione ed alla formazione di personale specializzato per arginare il dilagante fenomeno della violenza.

L’augurio è che, con una normativa all’avanguardia e con un nuovo approccio culturale, la tutela della donna e del suo nucleo familiare, e il suo reinserimento lavorativo e sociale, diventino condizioni di diritto e di fatto nella società calabrese.